Call of Duty Ghosts – Recensione

Ed eccoci, purtroppo in tremendo ritardo, a parlare della versione Next Gen di Call of Duty Ghost, ennesimo capitolo dell’apprezzatissima saga di Activision, dove andremo ad analizzare il mero aspetto tecnico del titolo, già recensito su queste pagine in versione PS3.

Scenari in continuo mutamento…o forse no?
L’aspetto visivo e tecnico/tecnologico di Call of Duty Ghosts presenta miglioramenti inferiori rispetto al concorrente di EA, presentandosi esclusivamente molto più pulito per quanto riguarda l’aliasing. Per il resto troviamo invece le stesse texture e le stesse animazioni della versione PS3, con tutti i pregi e i difetti che ne conseguono, ossia legnosità, texture low res ecc… Ottimi gli effetti di luce, ed ancora migliori gli effetti di fumo ed esplosioni, qui resi in maniera molto più realistica.
La campagna risulta ottimamente imbastita, presentando orizzonti visivi molto più ampi e la possibilità di visione maggiore è dovuta alla maggior pulizia dell’immagine a schermo, ma sono presenti gli stessi muri invisibili e le stesse limitazioni della scorsa gen. Leggere differenze si manifestano in extinction ed in multiplayer, quindi sostanzialmente il titolo è equivalente su entrambe le piattaforme e l’aspetto tecnico non giustifica la migrazione alla versione Next Gen.


Federazione contro Ghost
Come di consueto, la modalità principe di Call of Duty risulta essere il multiplayer, qui leggermente potenziato rispetto alla versione PS3. Ci troviamo davanti alle medesime modalità presenti nella controparte old gen con la differenza che in alcune di esse è stato aumentato a 18 il numero di partecipanti. Niente di eclatante e ben lontano dall’incremento avuto in Battlefield, ma sempre e comunque apprezzabile.
Veramente spaventoso il matchmaking, di una velocità disarmante, ed ancora più disarmante è la pulizia del netcode, che permette di giocare online senza stoppare i download attivi sulla nostra amata console e senza incorrere in nessun tipo di lag.
Meno pregevole il sistema di sblocco dell’equipaggiamento, identico per entrambe le versioni e che a questa tornata utilizza dei punti sblocco guadagnabili in svariati modi utili per potenziare il nostro arsenale indipendentemente dal nostro livello. Solo i perk sono invece legati alla progressione del personaggio e una volta sbloccati rimagono comunque attivabili a qualsiasi livello sempre mediante i punti sblocco.
L’estrema ottimizzazione ed il sistema di inviti integrato giustificano parzialmente il pagamento del PS Plus per il gioco online, ma considerato il piccolo passo in avanti difficilmente un giocatore di COD per PS3 migrerà su PS4 il suo titolo, a meno che non abbia già il plus e non abbia già amici che giocano principalmente su questa piattaforma.

GUIDE TROFEI

Little Big Workshop – Recensione

Da amante di strategici e simulativi, ho sempre apprezzato la complessità del proporre sfide organizzative ai giocatori. Passando tra moltissimi esponenti del genere, da...

Space Crew – Recensione

Siamo in un periodo decisamente impegnativo in qualità di videogiocatori. Il mese di ottobre è solito mettere sul piatto una miriade di videogiochi, le...
Loris
Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome