Assassin’s Creed Syndicate – Recensione

Assassin's Creed Syndicate è stato sicuramente curato maggiormante rispetto al precedente Unity ed è arrivato tra le nostre mani con meno difetti da segnalare. L'ambientazione proposta è una Londra vittoriana senza eguali, una cura maniacale nei dettagli che regala visioni raramente viste prima in un videogioco. Il gioco diverte dal primo momento fino alla fine della trama, ma a far calare un pò l'attenzione è sicuramente un approfondimento poco marcato per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli storici realmente esistiti che ci assegneranno le missioni. Per quanto riguarda invece le problematiche già presenti nei precedenti capitoli ritroviamo una IA poco curata e dei combattimenti troppo semplici e alla lunga anche un pò ripetitivi. Dopo otto anni è arrivato il momento che Ubisoft inizi a pensare a come riportare il titolo ai vecchi albori, curando di più anche questi altri aspetti.

Ogni anno in questo periodo, da ormai otto anni puntuale come il Natale, vediamo l’uscita di un nuovo capitolo di Assassin’s Creed, la famosa saga Ubisoft che sin dagli albori ha suscitato molto interesse da parte dei videogiocatori. All’inizio si sa, l’effetto novità e innovazione fanno da padrone per un genere che mai si era visto prima ma dopo tanti capitoli l’ostacolo da superare è quello di non essere troppo ripetitivi e di proporre ogni anno un prodotto degno dei suoi predecessori e che regali la giusta quantità di aria fresca.
La cadenza annuale rimane anche un problema dal punto di vista dello sviluppo tecnico: troppo breve come tempo e sicuramente potrebbe far incappare in problematiche che possono andare a far scemare l’intera esperienza di gioco. Questo è proprio quello che è successo al capitolo dello scorso anno, Unity, arrivato sugli scaffali con alcuni difetti che hanno contribuito a far calare la qualità del prodotto finito.
Per Assassin’s Creed Syndicate è stato deciso tra le fila di Ubisoft di cambiare la scaletta di marcia, dando priorità ad alcuni fattori ed eliminando del tutto la componente online. Dopo un’accurata prova del titolo siamo quindi pronti a dirvi il nostro parere su questa produzione, che si immerge nella città di Londra.AC-Syndicate-4Una Londra da riconquistare
Il periodo storico in cui è ambintato Syndicate è la metà del 1800, periodo in cui vi è ancora la secolare lotta tra Assassini e Templari. A governare la Londra di quei tempi vi è la Regina Vittoria, ma colui che gestisce tutti i traffici è Crawford Starrick, un templare senza scrupoli che grazie alla sua autorità è riuscito a garantirsi molte attività e il controllo completo sulla città. L’attenzione di questa situazione ricade sui gemelli assassini Jacob e Evie Frye, che al corrente di ciò si mettono in viaggio verso il Regno Unito per mettere fine a tutti questi soprusi.
I due protagonisti, seppur fratello sorella e con gli stessi ideali, decidono di affrontare la problematica in maniera differente l’uno dall’altro. Jacob vuole riconquistare la città e si imbatte in scontri per eliminare gli Blighters (gang composte da criminali che controllano il territorio) e lo stesso Starrick; per far questo crea i Rooks, un gruppo di affiliati che lo aiutano nel suo intento. Dall’altra parte Evie decide invece di affrontare il tutto nell’ombra e di andare alla ricerca del Frutto dell’Eden e alla Sindone che sembra avere strani poteri.
Come è quindi facile intuire i due saranno impiegati in tipi di missioni differenti, anche dal punto di vista del gameplay.AC-SyndicateRooks: nostri grandi alleati!
Sin dal primo istante di gioco avremo a disposizione l’intera mappa di Londra in cui possiamo girarci liberamente, con la sola accortezza di percepire quali avversari ci sono in determinate zone in quanto alcuni sono decisamente difficili da affrontare soprattutto nel primo periodo di gioco. Ogni quartiere è suddiviso in zone che possiamo conquistare per ottenerne il controllo e per poter girare con più tranquillità tra le strade che abbiamo liberato dalle ostilità in quanto aumenterà il quantitativo di Rooks presenti.
Per adempiere a queste missioni ci imbatteremo in quattro alleati che ci richiederanno altrettante tipologie di obiettivi per avere il predominio sulla zona. Ogni volta che porteremo a termine un obiettivo aumenterà la lealtà del personaggio che ci ha commissionato la missione. Una volta portate a termine tutte le missioni di una determinata zona si dà il via alla guerra tra le bande, una vera e propria rissa tra le due fazioni interessate che si va a concludere con la sfida con il capo avversario.
A completare questo aspetto ci si mette la possibilità di poter potenziare le bande utilizzando materiali e sterline che è possibile collezionare con le missioni o da alcuni scrigni che troviamo in giro per la città; questi potenziamenti vanno ad attivare alcuni perk che possono agire su più fronti, dal semplice potenziamento della banda, al quantitativo di alleati da distribuire in strada piuttosto che per ottenere prezzi favorevoli durante gli acquisti. Insomma, i Rooks sono di fondamentale importanza per quanto riguarda la vivibilità all’interno di Londra anche se vanno a minare ancor di più la difficoltà del titolo che già di per se non è elevata ma anzi si mantiene stabile sui classici canoni a cui ci ha abituato la serie. I combattimenti, infatti, continuano ad essere basati sul tempismo del contrattacco e sulla schivata, una caratteristica divertente agli inizi del titolo ma che poi, una volta potenziato il personaggio e presa la mano, diventa una soluzione abbastanza monotona.
Ciò che manca in questa serie è proprio un livello di sfida adeguato; gli scontri risultano ancora essere troppo semplici e poco epici. Si contano sulle dita di una mano i momenti che regalano scene degne di essere ricordate, un vero peccato vista la cura che la software house ha messo nella realizzazione scenografica del titolo. A minare questa caratteristica è per lo più l’IA, abbastanza limitata e che non riesce ad avere il giusto appeal nelle situazioni più concitate. Questa è una caratteristica a cui Ubisoft sembra non dare peso sin dagli inizi della saga, un vero peccato in quanto un miglioramento da questo punto di vista significherebbe un bel passo avanti per la produzione.AC-Syndicate-2Jacob ed Evie: due protagonisti in lotta per Londra
I due protagonisti, Jacob e Evie, hanno uno sviluppo strutturato a livelli che crescono man mano che spendiamo i gettoni abilità, quest’ultimi ottenibili ogni 1000 punti esperieza accumulati. Inizialmente noterete che i potenziamenti di entrambi sono identici, mentre man mano che andremo verso quelli più avanzati vi accorgerete che i due si specializzeranno rispettivamente in combattimenti corpo a corpo e furtività.
Ad accrescere ancor di più le nostre potenzialità ci pensa ovviamente anche l’equipaggiamento, costituito dall’arma, la cintura, il mantello ed il vestito, per poi aggiungerci tutti i gingilli secondari tra cui pistole, due tipi di bombe, dardi allucinogeni e coltelli da lancio. Per ottenere questi equipaggiamenti entra il gioco il crafting, che ci chiederà materie prime e denaro per produrre ciò che desideriamo; a differenza dei precedenti capitoli, in AC Syndicate sarà abbastanza ostico rimanere con un buon fondo cassa, soprattutto nelle fasi avanzate di gioco. Dimenticatevi quindi di diventare da subito ricchi e di potervi permettere ogni cosa, in quest’ultimo capitolo della saga bisogna dosare bene anche le spese.
Ovviamente una caratteristica principe del gameplay rimane come sempre l’esplorazione delle ambientazioni, che avverrà con i canonici colpi di parkour. A valorizzare infatti l’ottima mappa di gioco ci si mette la navigazione della stessa, che avviene con fluidità e con movimenti sempre più scenici, uccisioni comprese. In Syndicate è stato introdotto il Lanciacorda (un rampino, per intenderci), attivabile con il tasto L1 e che ci sarà utile per spostarci da una parte all’altra in ogni direzione, caratteristica che un pò va a minare le classiche scalate che siamo stati abituati ad affrontare nei precedenti capitoli.
Sarà comunque un piacere raggiungere i più famosi monumenti che tutti conosciamo, come la stazione principale dei treni, Westminster o il Big Ben.
Visto il periodo storico in cui è ambientato il titolo non potevano mancare le carrozze trainate da cavalli, punti cardine di molte missioni sia primarie che secondare, missioni che hanno obiettivi abbastanza vari come quello di portare un personaggio da un punto all’altro, effettuare fughe/inseguimenti in velocità tra le strade di Londra, rubare carichi Blighters e tante altre.
Come vi abbiamo detto prima i due protagonisti hanno missioni esclusive da svolgere, dettate per lo più dalle loro peculiarità ed in entrambi i casi obbligatorie per poter proseguire nell’avventura. Quelle legate a Jacob sono più irruente, come il sabotaggio dei treni, l’uccisione di personaggi o la conquista delle zone di Londra; per Evie invece il frutto dell’Eden è la missione principale e ci troveremo a dover risolvere dei piccoli puzzle o ad uccidere alcuni personaggi ma in modo del tutto stealth. Questo parallelismo tra i due è sicuramente la caratteristica che dà più appeal al titolo, una scelta che fa filare liscia l’intera narrazione e che mai risulta essere complessa da comprendere nonostante i due filoni da giocare separatamente. Per distinguere ancor più i due protagonisti Ubisoft ha voluto caratterizzare a dovere entrambe, fornendo due personalità distinte e separate che però potevano essere un pò più approfondite a livello di trama.
A “farcirce” l’ambiente di gioco ci sono anche le varie attività secondarie che possiamo intraprendere come le gare di pugilato o alcune corse per l’ambientazione di gioco che prevedono sia sezioni a piedi che a bordo di carrozze. Non mancano quindi i contenuti, anche se nella totalità risultano essere di numero inferiori rispetto ai precedenti capitoli, che riescono a divertire il giocatore ed infatti il divertimento e la totale assenza di noia sono due punti cardine di questa produzione che ci impiegherà dalle 16 alle 20 ore di gioco in base a quanto decidiamo di approfondire il tutto durante la prima run.AC-Syndicate-3
Il comparto tecnico di Assassin’s Creed Syndicate è senza ombra di dubbio uno dei fattori più riusciti del titolo. Londra è uno spettacolo da vedere, un dettaglio grafico che fa impallidire. Ma quello che più fa colpo è la cura artistica adoperata per rappresentare ogni scorcio della città inglese che si cala in modo spettacolare nel periodo vittoriano. Si distinguono poi a colpo d’occhio i vari quartieri, ognuno dei quali più o meno sfarzoso in base alla zona in cui ci troviamo e che, nell’insieme, vanno a comporre una mappa dall’estensione notevole. Tante le persone in giro per strada, tanti i dettagli e tanti anche i paesaggi che si possono ammirare in lontananza scalando i vari palazzi e monumeti, paesaggi che variano la loro attrattiva in base alle condizioni climatiche.
A pagare per tutta questa qualità ci sono i caricamenti, che su console durano qualche secondo in più, ed un frame rate che a volte cala, soprattutto nelle situazioni con un numero troppo elevato di personaggi a schermo o quando siamo a bordo di una carrozza in velocità.
La colonna sonora continua ad essere di qualità, proponendo alcuni nuovi arrangiamenti delle tracce più famose della serie e anche alcuni nuovi brani che accompagnano alla perfezione l’ambientazione del titolo. Il doppiaggio, in italiano, è di discreta qualità.
Dal punto di vista tecnico l’unico neo da segnalare è la presenza di alcuni bug che ovviamente ci aspettavamo nella fase subito successiva l’uscita del titolo, bug che Ubisoft sta già risolvendo man mano con le relative patch di gioco.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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