SoulCalibur 2 HD Online – Recensione

Soul Calibur 2 HD Online giunge in sordina presentandosi in tutto il suo antico splendore ma un cambio d'abito in questi dieci anni gli avrebbe sicuramente giovato. Il prezzo di vendita non rispecchia il valore della conversione e non è giustificato dalla modalità online, indipendentemente dalla qualità della stessa (che non siamo riusciti a provare ancora, ma che proveremo quanto prima ed aggiungeremo in questa recensione). Insomma più che una riedizione questo Soul Calibur si presenta come un porting ricco di contenuti ma non rifinito e pulito come ci si aspetterebbe da un titolo così "costoso" per l'utente. Da premiare invece la presenza sia di Heihachi da Tekken e di Spawn (personaggio esclusivo della versione MS nella scorsa gen).

Questa generazione, grazie all’eliminazione della retrocompatibilità, ci ha abituato ai remake in HD dei titoli della scorsa gen e NAMCO BANDAI non si è certo tirata indietro. Giunge infatti sui nostri scaffali (digitali) la versione rimasterizzata di uno dei migliori picchiaduro dell’epoca PS2, quel Soul Calibur 2 che ha piantato le basi per i titoli successivi, con la gradita aggiunta della modalità online. Ma, si sa, gli anni passano, e non è tutto oro quel che luccica.

Il Passato giunge al presente
Come in ogni titolo proposto in versione alta definizione anche Soul Calibur II HD si presenta a noi con alcune novità, alcune più rilevanti di altre anche se principalmente sono dedicate al mero aspetto estetico piuttosto che al gioco vero e proprio. Una volta spesi i 19 euro e spicci necessari al download, cifra che fermerà ben più di un acquirente, ci troveremo a navigare tra i menù del vecchio Soul Calibur 2 con la sola aggiunta dell’opzione aggiuntiva relativa al comparto online.
Torna anche l’ampia rosa di modalità presente nell’originale, che spazia dalle classiche modalità arcade, allenamento, team battle e sopravvivenza, che già da sole garantiscono una longevità non indifferente per un appassionato del genere. Fa capolino la modalità versus, sia sulla stessa console che online, ma a saltare subito all’occhio è la riproposizione della modalità principe di questo Soul Calibur 2, ossia la modalità Maestro D’Arme. Quest’ultima ci metterà davanti ad una serie di incarichi legati insieme da una trama il cui scopo è trovare la solita Soul Calibur. Per chi non avesse giocato l’originale sappiate che la prosecuzione di questa modalità non avviene semplicemente sconfiggento l’avversario ma soddisfando requisiti specifici e definiti per ogni singolo incontro che, in alcune occasioni, si rivelano tutt’altro che immediati e di semplice completamento. Le ricompense per la prosecuzione della modalità non tarderanno ad arrivare e consistono in armi con cui equipaggiare i nostri eroi (modificandone i parametri), combattenti ed arene. Il sistema funziona oggi come allora, presentandosi stimolante e coinvolgente, tenendo incollato il giocatore per ore ed ore senza giungere a noia.


Squadra che vince non si cambia… ma almeno si poteva rifinire…
Come dicevamo poc’anzi il titolo è stato riproposto in tutto il suo splendore, con la sua moltitudine di modalità e personaggi, ma in ogni picchiaduro che si rispetti è il gameplay a farla da padrone. In questo fattore Soul Calibur 2 HD Online presenta lo stesso gameplay del titolo originale PS2, senza la benchè minima modifica di sorta, senza bilanciamenti o rifiniture dei combattenti o delle mosse. Ci troveremo ben presto a capire come sia molto più facile controllare alcuni personaggi, come sia molto più potente un alter ego piuttosto che un altro, sopratutto quando gli stessi saranno equipaggiati con armi diverse da quelle standard, nonchè impareremo ben presto che il nostro posto all’inferno è assicurato vista la moltitudine di imprecazioni che tireremo in quelle occasioni dove il titolo deciderà di aprirci come delle cozze senza darci la benchè minima possibilità di difenderci. In nostro soccorso giunge infine la parata ad impatto, che ci permette di spezzare le combo e di sbilanciare l’avversario per qualche secondo, attaccandolo senza che abbia la possibilità di difendersi. Oltre a questo, ricordiamo che in Soul Calibur si è vulnerabili sempre e comunque, anche se a terra, e che rimanere chiusi in parata non porta beneficio alcuno se non anzi aiuta a prolungare la nostra agonia. È anche sempre possibile ribaltare le sorti del combattimento lanciando fuori dal campo di gioco l’avversario, cosa che da un lato ci permette di sconfiggere anche gli avversari più ostici ma va a vanificare in certi casi tutti i nostri sforzi per sconfiggere un nemico che, magari all’ultimo, ci lancia fuori dal ring. Insomma alcune cose potevano essere sistemate.

Old gen che passione
Tra le altre cose che potevano essere realizzate decisamente meglio in questa nuova versione non si può non parlare dell’aspetto tecnico del titolo, invecchiato discretamente male. Gli sviluppatori non hanno fatto altro che adattare la grafica ai 16:9 ed aumentare la risoluzione, senza toccare minimamente né le animazioni né le texture o i personaggi. Su questo particolare si può tranquillamente sorvolare, visto che nonostante tutto il titolo non risulta per nulla sgradevole alla vista, ma sulle collisioni approssimative non si può essere concessivi; in una remastered gli hit point devono essere realizzati come si deve, sopratutto se il difetto era già presente in precedenza, e vedersi colpiti da un attacco che si ferma a 10 cm dal nostro personaggio alla lunga può veramente dare ai nervi.
L’aspetto audio è rimasto anch’esso invariato, presentando le medesime musiche ed i medesimi effetti sonori, con la stessa qualità che in passato.

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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