Puppeteer: Kutaro e le Forbici Magiche – Recensione

Puppeteer: Kutaro e le Forbici Magiche è il risultato di un mix che intreccia la professionalità tecnica di SCE Japan Studio con un mondo magico e fiabesco. La caratteristica più particolare di questo titolo è senza ombra di dubbio l'ambientazione ed il modo in cui è stata realizzata, grazie ad un sunto d'arte che rende il tutto unico ed inimitabile. Kutaro corre e salta in mondi che difficilmente è possibile apprezzare in altri titoli e che spuntano sul mercato nello stesso periodo di altri titoli dal grande calibro, come GTA V, ma vi assicuriamo che quest'opera non ha nulla da invidiare ai concorrenti. A stimolarne l'acquisto ci si mette anche il prezzo, in quanto con 40€ potete portarvi a casa un titolo che difficilmente vi dimenticherete.

Il genere platform durante questa generazione videoludica è stato tenuto vivo prettamente dalla casa Nintendo, grazie all’ormai instancabile saga di Super Mario che regala capitoli sempre più originali ed innovativi. Per quanto invece riguarda le due rivali di sempre, PlayStation 3 ed Xbox 360, questa categoria di videogiochi ha visto uscire sugli scaffali ben pochi titoli ed alcuni di questi possiamo tranquillamente metterli da parte. Ubisoft ci ha deliziato con due spettacolari capitoli della serie Rayman, mentre Media Molecule ci ha proposto alcuni episodi di LittleBigPlanet, il platform in esclusiva PlayStation che ha saputo innovare il genere con molte novità concrete.
Ora è il turno del nuovo titolo Puppeteer: Kutaro e le Forbici Magiche, di SCE Japan Studio, che sin dal suo annuncio ha incantato i videogiocatori con la sua grafica fiabesca. Vediamo però ora se il tutto è stato confezionato in modo tale da lasciare il segno nel mondo videoludico.

Si va in scena!
Puppeteer: Kutaro e le Forbici Magiche ha dalla sua un’ambientazione del tutto originale. Le avventure si svolgono infatti sopra il palcoscenico di un Bunraku, un tipico teatro giapponese dove l’intrattenimento viene garantito dallo spettacolo di marionette. Il nostro protagonista Kutaro affronta le sue avventure illuminato da faretti di scena ed all’interno di un sipario che si apre e si chiude all’inizio ed alla fine di ogni atto, acclamato da un pubblico che reagisce in base alle nostra azioni con schiamazzi, risate ed appalusi, proprio come accade in un vero e proprio teatro.
La trama racconta di Little Bear, un grande e malefico orso che un giorno prese il posto della Regina della Luna rubandole la Gemma Lunare e le magiche forbici Kalibrus, diventando così il Re Orso della Luna. Per scompigliare la situazione il nuovo sovrano decide di dividere la gemma in tante parti donandole ai suoi fidati generali, ormai corrotti dal potere oscuro, ed inizia a rapire le anime dei bambini trasformandole in larve da usare come meglio ritiene opportuno.
Per rimediare a questa situazione noi prenderemo le parti di Kutaro, anche lui un bambino caduto nelle grinfie del Re Orso ma che, a differenza degli altri, si ritroverà senza testa ma non verrà trasformato in una larva. Il giovane eroe parte così all’avventura per riprendere possesso della sua testa e per liberare il mondo dal male, restituendo alla Regina i suoi poteri. Per portare a termine la nostra avventura ci serviermo dell’aiuto della Strega della Luna e delle forbici Kalibrus, di cui prenderemo possesso sin dalle prime battute della narrazione.

Da quello che vi abbiamo raccontato sinora è evidente come i titoli platform sinora usciti non erano mai stati realizzati in un’ambientazione così particolare, un aspetto abbastanza ostico da inserire in un’avventura videoludica ma SCE Japan Studio è riuscita come sempre nel suo intento, regalandoci veri e propri atti con personaggi che sembrano recitare realmente. Il tutto si amalgama alla perfezione in questo platform a scorrimento bidimensionale offrendo un risultato affascinante e che non stanca mai per tutta la durata di gioco. Se decidete di giocarlo di fretta e furia Puppeteer vi impegnerà per circa 10 ore nei suoi sette atti divisi in ventuno scene, ma se il vostro intento è di voler sbloccare tutti i collezionabili la sua longevità sale e non di poco.
A colpire su tutto è senza ombra di dubbio la varietà di ogni scena a schermo. Per l’intera avventura infatti non vi ritroverete mai davanti a situazioni che vi sembrerà di aver già visto, al contrario invece della meccanica di gioco che è solida ma non spicca in varietà. Tutto ciò che infatti dovremo fare è correre, saltare e tagliare, ed una volta arrivati alla fine di ogni atto ci troveremo di fronte a temibili boss da sconfiggere a suon di QTE.

Azione!
Come vi abbiamo anticipato prima le forbici Kalibrus saranno uno strumento fondamentale per l’intera avventura di Kutaro ed infatti ne prende possesso sin dalle prime battute di gioco. Ma quest’oggetto da taglio magico non servirà solamente a tagliuzzare le larve per liberare le anime dei poveri bambini catturati, ma anche per rimanere “in volo”. Kutaro grazie ad alcuni oggetti sospesi in aria può infatti muoversi volando nel vuoto finchè c’è qualcosa da tagliare, un espediente ottimo sia per inserire innovazione nel genere platform che per sviluppare livelli interamente in senso verticale.
Ma oltre a questo durante l’avventura Kutaro verrà ricompensato dai quattro Paladini della Luna con dei nuovi poteri, come la possibilità di utilizzare uno scudo che riesce anche a riflettere i colpi nemici o il potere del Ninja, che dona al protagonista la capacità di lanciare bombe. Man mano che si aggiungeranno questi poteri, tutti molto semplici da gestire, la meccanica di gioco si fa sempre più ricca e i livelli richiedono una maggiore abilità del giocatore ma mai sfociano in situazioni talmente complesse da diventare frustranti a lungo andare.
Vi abbiamo parlato prima anche dei collezionabili che riescono a prolungare la longevità del titolo; questi altro non sono che le anime dei bambini e le teste che Kutaro può utilizzare. A seguito dell’amputazione subita da Little Bear il nostro protagonista si trova costretto ad utilizzare in alternativa teste dalle più svariate forme, come quella da teschio, quella a corona reale o altre più strane a forma di banana o di ghigliottina. Per riuscire a scovare queste teste ci serviremo dell’aiuto di Pikarina (sorella della Strega della Luna…o almeno così sembra) che potremo guidare in ogni punto della schermata grazie allo stick analogico destro e, una volta posizionata, grazie al tasto R2 potremo scovare i vari nascondigli.
Vi starete chiedendo però a cosa servono concretamente queste teste. Ogni stage è arricchito con segreti e scene bonus da scovare e per far ciò dovrete indossare la giusta testa nel punto giusto. Il nostro protagonista potrà infatti avere a disposizione tre teste alla volta, selezionabili grazie agli indicatori direzionali destra e sinistra, e se andremo a raccoglierne una quarta andrà a prendere il posto di quella che stiamo indossando in quel momento. Inoltre la testa indossata ci verrà staccata ad ogni colpo che subiremo e se non la recuperiamo nel giro di pochi secondi andrà persa; nel momento in cui perderemo tutte e tre le teste perderemo una vita.

L’arte dello spettacolo
Anche dal punto di vista tecnico Puppeteer: Kutaro e le Forbici Magiche riesce ad incantare grazie soprattutto ad un taglio artistico fuori dal comune. Trattandosi di un’ambientazione teatrale dove a far da padrone sono delle marionette non c’è da aspettarsi un aspetto grafico realistico ma i materiali riprodotti in scena riescono a dare l’effetto desiderato. A rendere il tutto più magico intervengono gli effetti di luce, ottimi e fiabeschi e che riescono a dare ancor più l’idea di trovarsi in tribuna durante uno spettacolo teatrale grazie ai faretti che seguono la scena e che cambiano colore in base alla situazione.
Anche la fisica è stata realizzata nel migliore dei modi e rende le animazioni delle ambientazioni fluide e realistiche. Per chi possiede una TV 3D è possibile anche giocare il titolo attivando il 3D stereoscopico, un’opzione che sicuramente riesce a rendere ancor di più la profondità di campo del teatro.
Ottimo anche il comparto audio con una colonna sonora che accompagna egregiamente l’intera avventura ma a spiccare veramente è il doppiaggio interamente in italiano con una voce fuori campo di Pieraldo Ferrante.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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