LEGO Marvel Super Heroes – Recensione

LEGO Marvel Super Heroes è probabilmente il miglior titolo a mattoncini mai creato, minato purtroppo da una formula sì collaudata ma uguale a sé stessa da anni. Il gioco guadagna però molto se giocato in cooperativa (purtroppo solo locale) ed è discretamente longevo, seppur a tratti piuttosto ripetitivo. Notevoli sia il numero di personaggi che i tantissimi segreti e collezionabili presenti, tutti elementi a favore della produzione TT Games. Se siete fan dei titoli LEGO e/o di Marvel aggiungete tranquillamente mezzo punto alla valutazione finale.

Dopo averci stupito in positivo durante l’anteprima mostrata qualche settimana fa presso la sede di Warner abbiamo ora tra le mani la versione completa di LEGO Marvel Super Heroes. Di seguito troverete la nostra opinione in merito, ecco quindi a voi la recensione del nuovo action adventure sviluppato da Traveller’s Tales!

Supereroi e mattoncini!
La trama di LEGO Marvel Super Heroes inizia quando Silver Surfer viene colpito da un elicottero mandato dal malvagio Dottor Destino. Durante questo vile attacco la tavola del surfer d’argento viene distrutta e Dottor Destino manda i suoi scagnozzi a recuperarne i frammenti. Questi pezzi cosmici servono infatti al perfido nemico per costruire l’arma definitiva al fine di mettere in ginocchio il pianeta Terra. I nostri eroi dovranno quindi vedersela con alcuni dei più grandi cattivi di casa Marvel, in una storia non trascendentale ma carica di colpi di scena e momenti esilaranti.
Il completamento delle quindici missioni principali richiede circa 10 ore di gioco abbondanti, ma per rendervi l’idea di quanto la longevità possa aumentare vogliamo snocciolare qualche numero. Sono infatti ben 150 i personaggi da sbloccare, tra buoni e cattivi, oltre a centinaia di incarichi secondari e collezionabili sparsi per New York e i livelli della storia. Insomma, i veri amanti dei personaggi Marvel avranno tanto pane per i propri denti!

Squadra che vince…
Il gameplay di LEGO Marvel Super Heroes può essere distinto in due stili di gioco, entrambi già apprezzati nei capitoli precedenti. Le già citate missioni della trama seguono una struttura chiusa con inquadratura fissa, dove controlleremo due o più personaggi. Il nostro compito sarà quello di sconfiggere nemici e sfruttare l’ambiente circostante per proseguire verso la stanza successiva. Spesso capita, a dire il vero, che sia poco chiaro cosa fare per proseguire, ma un’analisi attenta di ciò che ci circonda può risolvere ogni situazione.
Tanto per capirci, si tratta quasi sempre di distruggere elementi dello scenario per poterne ricavare oggetti utili al nostro proseguimento, ricostruendoli secondo le nostre esigenze. Ognuna di queste costruzioni può essere utile per un dato supereroe: per fare un esempio, gli oggetti dotati di maniglie verdi possono essere sollevati da Hulk, rendendo quindi essenziale l’accostamento tra colori e personaggi. La collaborazione tra i nostri eroi è assolutamente indispensabile anche perché ognuno può fare strada all’altro sopperendo quindi ai limiti del singolo personaggio. Queste sono le uniche difficoltà del titolo, anche perché i nostri personaggi sono dotati di vite illimitate rendendo il tutto apprezzabile per qualsiasi tipo di giocatore.
La rigiocabilità di questi livelli è garantita dai numerosi passaggi sbloccabili solo con dati personaggi e relative abilità, oltre che per gli oggetti nascosti da trovare. Tra questi non manca una versione LEGO del leggendario Stan Lee da salvare dalle situazioni più comiche. Tra le altre, vi sono statue d’oro da abbattere, oggetti nascosti e via di questo passo.
La seconda parte dell’offerta ludica di LEGO Marvel Super Heroes conta le sessioni free roaming nella New York ricostruita coi mattoncini più amati da grandi e piccoli. Queste parti di gioco fanno da collante tra una missione e l’altra e offrono incarichi aggiuntivi più una lunga serie di collezionabili, alcuni raggiungibili solo dai personaggi dotati di abilità di volo, come Iron Man. A proposito di quest’ultima cosa, ognuno dei nostri supereroi possiede proprie capacità e peculiarità rendendo abbastanza varia l’esperienza in base a chi utilizziamo. Hulk, ad esempio, può trasformarsi diventando più grosso e potendo quindi sollevare oggetti o scontrarsi contro i nemici più temibili. La base S.H.I.E.L.D. permette infine di rigiocare le missioni della storia o creare il proprio personaggio in base ai propri gusti e caratteristiche richieste.
Dobbiamo però dire che questa struttura ormai collaudata comincia a sentire il peso degli anni, lasciando presto spazio a monotonia e ripetitività a meno che siate fan della Marvel e/o dei titoli LEGO. Il gioco guadagna molto se giocato in due giocatori sulla stessa console, mentre spiace per l’annosa mancanza del multiplayer online.

Mattoncini scintillanti?
L’aspetto grafico del titolo TT Games è assolutamente molto valido anche se non esente da difetti. Lo stile è davvero eccellente grazie anche agli anni di esperienza accumulati con questa formula, tra modelli dei personaggi, animazioni e ambiente. Senza volervi rovinare la sorpresa sappiate che vi sono un paio di ambientazioni in particolare che vi lasceranno a bocca aperta, sia per la realizzazione grafica che artistica. Fa piacere anche l’implementazione di alcuni effetti grafici aggiuntivi come lens flare e simili, mentre non possiamo non far notare un po’ di aliasing e tearing a rovinare il quadro complessivo.
Ci siamo trovati anche di fronte a qualche bug, tra cui i nostri eroi incastrati nello scenario o impossibilitati a proseguire a causa di script non partiti nella maniera corretta. Molto validi doppiaggio, musiche e regia, grazie sempre alla già citata ironia di fondo nella quale gli sviluppatori sono indubbiamente dei maestri.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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