Guerrilla Games ci fa attendere da tempo il terzo capitolo della serie Killzone, e tra notizie, filmati e screenshot pubblicati in rete durante la fase di sviluppo ha fatto decisamente salire la curiosità di molti videogiocatori. Abbiamo potuto avere un assaggio di cosa poteva essere questo titolo attraverso la open beta che tutti abbiamo scaricato da PlayStation Network all’inizio di questo anno, e abbiamo visto già alcuni cambiamenti rispetto al gameplay visto in Killzone 2, titolo che ha stupito sotto molti aspetti soprattutto dal punto di vista grafico. Purtroppo però una troppa linearità del gameplay e una story-line un pò sciapa non hanno dato a questo capitolo la possibilità di eccellere nella totalità dei suoi aspetti. Nonostante questo Killzone 2 si è difeso bene, spaccando il pubblico videoludico tra chi lo reputava un titolo ripetitivo e chi invece è riuscito a cogliere al meglio i lati positivi di questo FPS.
Ovviamente Killzone 3 si è sempre presentato come il titolo che migliora e corregge ciò che il suo predecessore non ha avuto l’opportunità di dimostrare al suo meglio. Ci sarà riuscito il team di Guerrilla?

La guerra continua!
Come molte saghe Killzone 3 continua la trama da dove finisce il precedente capitolo, attraverso una serie di flashback che ci faranno vivere la dura lotta tra gli ISA, milizia terrestre di cui impersoneremo Sev accompagnato dai suoi compagni, e gli Helghast, che popolano il loro pianeta natale Helghan. Ovviamente questo luogo è il teatro su cui si svolgono le intere vicende belliche di questo titolo, territorio che mostra i logori segni delle guerre che da sempre brillano tra questi due popoli che nelle loro avanzate devastano ogni cosa si trovano davanti.
Ovviamente dopo molti anni di conflitti entrambe le fazioni sono alla frutta, stanche, e sempre con meno unità che a volte tentano anche di raggirare le forze amiche. Ciò che noi protagonisti ci troveremo a fare è scappare da questa situazione, buttando giù con una manciata di colpi qualsiasi minaccia ci si pari davanti nell’intento anche di salvare la razza umana.
E’ ovviamente intuibile che il videogiocatore farà indubbiamente caso alla maestosità e all’epicità che gli sviluppatori hanno donato agli scontri a fuoco, che si susseguiranno con un’alternanza di scenari e di situazioni molto diverse l’una dall’altra che faranno venir voglia di andare sempre più avanti per scoprire cosa ci riserva la successiva scena di combattimento. Tra Esoscheletri, mezzi volanti, JetPack, scene stealth e chi più ne ha più ne metta, trascorrerete circa 8 ore di gioco con una storia che non spicca di profondità ed originalità, ma sicuramente vi divertirete a tirar giù tutti gli Helghast in tanti modi diversi.
Guerrilla ha certamente puntato il dito sul fattore variabilità delle situazioni, senza però trascurare del tutto gli altri aspetti. Il risultato finale sotto questo punto di vista è davvero ottimo, e lascerà sbalordito il videogiocatore durante il proseguimento del titolo, spezzato da scene d’intermezzo da cinema americano.

Fuoco! Fuoco! Fuoco! Copertura!
Killzone si è sempre distinto dagli altri FPS grazie anche ad un sistema “fisico” delle armi che punta alla realtà, anche se ovviamente l’intero arsenale è costituito da gingilli del tutto inventati. Durante gli scontri a fuoco sarete però chiamati a far particolare attenzione all’utilizzo di ogni equipaggiamento bellico, in quanto ognuno sarà contraddistinto da un proprio peso e da un proprio rinculo che renderanno più o meno difficile la manovrabilità e la velocità di mira. Anche la potenza di fuoco varierà il tipo di utilizzo dell’arma, rendendo uno spasso provare l’intero arsenale messo a disposizione da Guerrilla per vedere le diverse reazioni dei nemici in base all’impatto che i colpi avranno su di loro.
Avremo a disposizione un buon numero di armi, utilizzabili in base alle necessità e al numero di nemici che a volte ci renderanno la vita davvero difficile, grazie anche ad un’inteliggenza artificiale ben sviluppata che porterà gli Helghast a sfruttare l’intero scenario per coprirsi dietro a ripari e per aggirarvi ed avere la meglio su di voi. Ovviamente la stessa attenzione nei comportamenti gestiti dalla cpu è stata implementata per i compagni che ci seguiranno nell’avventura, che saranno in grado anche loro di sfruttare al meglio il territorio, ma anche di riportarvi in vita o di fornirvi fuoco di copertura in caso di necessità.
Ovviamente anche noi dovremo fare attenzione a come ci muoviamo sul territorio, cercando di sfruttare al meglio ogni riparo. Il ritmo di gioco è decisamente più lento rispetto ad altri FPS sul mercato ma non è di certo meno intenso e coinvolgente, e verremo spinti spesso a trovare nuovi nascondigli il più velocemente possibile in quanto pochi secondi allo scoperto portano solo ad una morte veloce.

Guerrilla vs High Tech
Il secondo capitolo della serie Killzone ha sicuramente sbalordito i videogiocatori con un comparto tecnico mai visto prima, e Killzone 3 non è sicuramente da meno. Ci troviamo davanti al primo titolo prettamente hardcore da poter giocare con PlayStation Move da sfruttare anche nel multiplayer online per la gestione di mira e telecamera, affiancato da un pad o da un Navigation Controller per i movimenti. Inizialmente troverete alcune difficoltà nell’abituarvi a questo tipo di gameplay, ma appena trovate le giuste modalità di gioco scoprirete che l’accoppiata Killzone 3 e PlayStation Move è più che azzeccata, grazie anche alla precisione della periferica Sony. Inutile inoltre dire che il discorso fatto prima sulla lentezza del sistema di puntamento dovuto alla fisica delle armi impugnate si riduce notevolmente con l’utilizzo del Move.
Altra nuova tecnologia implementata su Killzone 3 è il 3D che da il meglio di se nel complesso scenografico e soprattutto aumenta la maestosità delle ambientazioni, anche se l’immagine risulta decisamente meno curata e nitida rispetto alla controparte senza stereoscopia.

L’unione fa la forza
Abbiamo avuto già modo di testare una parte del multiplayer online di Killzone 3, feature che sicuramente rappresenta uno dei motivi principali del successo di questo titolo. Entrando nel network avremo di fronte a noi tre modalità da scegliere: Operations, Warzone e Guerrilla Warfare. Quest’ultima non è altro che un comunissimo deathmatch a 24 giocatori, che vede ovviamente come protagonisti le due fazioni; tutto questo si svolgerà su 5 mappe, che prendono spunto dai luoghi più salienti delle avventure singleplayer e che grazie alle loro dimensioni riescono a dare al videogiocatore un approccio vario ad ogni match. In Operation invece il giocatore dovrà svolgere una serie di missioni nelle quali ci sarà una squadra con scopo difensivo ed un’altra che invece avrà il compito di distruggere alcuni obiettivi, da portare a termine entro un limite di tempo, mentre i difensori avranno solamente due possibilità per indietreggiare prima della disfatta totale. Questa modalità dispone di 3 mappe che non offrono molta libertà, ma comunque questa modalità riesce ad offrire il giusto quantitativo di divertimento, anche se sicuramente si tratta dell’opzione meno riuscita.
Parliamo infine di Warzone, la modalità più originale di Killzone. Due squadre si sfidano ad una serie di match di diverso tipo fino a che una delle due non raggiunge il numero di vittorie prestabilito. Tutto questo si svolgerà su 6 mappe che danno un’ottima variabilità di gioco, caratterizzate anche da un’ottimo impatto visivo.
Per quanto riguarda il netcode, i risultati sono ottimi. Tutte le partite affrontate non hanno mostrato alcun minimo problema di lag.
Oltre alle modalità multiplayer online Guerrilla ha implementato in Killzone 3 la modalità cooperativa in locale, dove con un amico si può affrontare l’intera storia, senza però la possibilità di utilizzare il Move. Ovviamente questo renderà più esaltante l’esperienza di gioco, anche se in molti storceranno il naso per la scelta da parte di Guerrilla di non implementare una cooperativa anche online, sicuramente ben gradita.

Cinque classi per domarli tutti
Per affrontare i match multiplayer i giocatori possono scegliere tra cinque classi diverse, ed attraverso un sistema a livelli è possibile guadagnare punti da spendere per nuove abilità. Ad ogni classe si potrà attribuire un’arma primaria ed una secondaria con tre livelli di pontenziamento, e due abilità. Ci saranno inoltre abilità che saranno comuni a tutte le classi che permetteranno di rendere più resistente il vostro alter ego, fornirgli due armi primarie ecc. Il 45° livello è il massimo raggiungibile (almeno per ora) e attraverso il sito killzone.com è possibile consultare l’intero status del nostro personaggio, per gestire il profilo ed il clan di appartenenza. Unica cosa che manca per la personalizzazione è quella estetica, del tutto assente.
Le classi sono molto diverse l’una dall’altra, anche se noterete sicuramente alcune caratteristiche che abbiamo già visto in altri titoli del genere.
Non può mancare il Cecchino, con il suo fidato fucile di precisione per le lunghe distanze. Il suo scopo sarà inoltre quello di disturbare la minimappa nemica, e le sue abilità gli permetteranno di nascsondersi attraverso l’invisibilità per evitare di essere localizzato con facilità.
L’ingegnere è equipaggiato con armi dalla gittata piuttosto ravvicinata, ma con caricatori molto capienti. Ha inoltre la possibilità di posizionare e riparare torrette offensive che, se posizionate nei giusti luoghi, possono cambiare le sorti della partita.
L’Infiltrato ha la possibilità di prendere le sembianze degli avversari, ed è contraddistinto da una velocità superiore rispetto alle altre classi (sbloccandola con gli appositi punti); se questa classe viene utilizzata da persone esperte risulta essere molto letale, grazie alla capacità di infiltrarsi e sferrare attacchi a corta distanza.
Il Medico ha il compito di resuscitare i membri della squadre, ha la possibilità di curare i compagni di squadra accanto a lui grazie allo sprigionamento di un’aura e sarà accompagnato da un piccolo robot medico che lo aiuterà a curare e gli darà la possibilità di resuscitare automaticamente una volta ucciso. Inutile dire la grande utilità di questa classe sul campo da battaglia.
Infine abbiamo il Tattico, sicuramente la classe più particolare in Killzone 3; questo personaggio ha la possibilità di individuare i nemici a lui più vicini e di conquistare i punti di respawn. Inoltre è accompagnato da un droide di supporto che lo accompagnerà in ogni luogo.
Si nota l’impegno da parte di Guerrilla di rendere questa modalità multiplayer varia, che soprattutto da la possibilità ad ogni videogiocatore di poter scegliere il tipo di classe a lui più appropriata.

Killzone 3 ed il suo comparto grafico e tecnico sono la prova di quello che PlayStation 3 può tirar fuori dalle sue potenzialità hardware. Sinora su mercato non ci sono titoli con un dettaglia grafico paragonabile al titolo Guerrilla, che ha curato sotto ogni aspetto qualsiasi cosa si muova su schermo. Anche da un punto di vista dinamicoè presente una grande varietà: piccoli detriti che volano, ragni robotici sui muri, esplosioni in lontananza e molto altro rendono ogni scenario unico ed epico.
Cosa che inoltre da punti a favore al team di sviluppo è la capacità di rendere il tutto fluido e senza cali di framerate, nonostante la pesantezza grafica e l’altissimo livello dei dettagli.
I filmati d’intermezzo anche riescono a stupire il videogiocatore, fatta eccezione per alcune animazioni facciali, non troppo convincenti e soprattutto un pò “sfasate” rispetto al doppiaggio, interamente in italiano.
Per quanto riguarda l’audio gli effetti sonori e le musiche sono ben realizzati, anche se non si riscontra la presenza di un tema principale che riesca ad esaltare ancora di più l’epicità delle azioni.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
9.0
Gameplay
9.0
Trama
8.5
Intrattenimento
9.0
Antonio Loparco
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome