Pronunciando le parole “Il Signore degli Anelli” si rizzano le orecchie di qualsiasi persona si trova intorno a noi. Grazie infatti all’ottima produzione cinematografica diretta da Peter Jackson ed uscita su grande schermo circa 10 anni fa, la trilogia fantasy per eccellenza già famosa tra i lettori è diventata un vero e proprio cult popolare. Ovviamente anche le case videoludiche hanno preso la palla al balzo sviluppando titoli dedicati a questo mondo, che sono riusciti chi più chi meno ad enfatizzare l’atmosfera del libro. In questo articolo parliamo de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord, sviluppato da Snowblind Studios che propone un’avventura del tutto inedita nella Terra di Mezzo.

Ancora nella Terra di Mezzo!
Il tema principale de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord continua ad essere quello relativo alla Guerra dell’Anello, ma la narrazione viene ripresa da un punto di vista differente, mai visto prima. Anche i protagonisti non sono i soliti già visti e rivisti, ma avremo la possibilità di scegliere tra tre nuovi eroi differenti: la maga elfa Andriel, il nano guerriero Fanrin e il ramingo ranger Eradan.
Ad incaricare i tre protagonisti della loro missione ci pensa il già conosciuto Aragorn, che manda il trio alla ricerca del temuto cavaliere Agandùr che ha intenzione di mettere in piedi un potentissimo esercito a Nord per appoggiare Sauron nei suoi attacchi. Nel frattempo la famosa Compagnia dell’Anello che già tutti conosciamo è in viaggio per gettare l’Anello del Potere nel Monte Fato, storia narrata nel romanzo di Tolkien.
E’ così che si intrecciano le vicende dei due gruppi, ed il fallimento dei tre nuovi eroi può portare alla fine del viaggio di Frodo. Questo è infatti uno dei punti di forza de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord, ossia poter vivere una storia mai narrata prima che riesce ad immergersi in questo mondo fantasy già collaudato e vederla intrecciarsi ed incastrarsi alla perfezione con quella tolkeniana già conosciuta ed ormai famosissima.
Nonostante questo però la trama non riesce a raggiungere l’enfasi che siamo abituati ad avere leggendo il libro o vedendo il rispettivo film, ma comunque si difende abbastanza bene nella narrazione offrendo un qualcosa che ci si avvicina molto.
La longevità del titolo è di circa dieci ore di gioco, qualcosa in più se decidete di affrontare le poche missioni secondarie presenti nel titolo che però non sono determinanti per offrire al giocatore maggior chiarezza sulla trama.

Il classico grazie!
Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord propone una struttura tipica action-RPG, senza cercare di stravolgerla più di tanto. Le linee guida infatti sono le classiche di questo genere, dove Snowblind Studios ha voluto apportare alcune piccole modifiche per dargli un tocco personale. I combattimenti vengono proposti con la classica struttura che siamo abituati a vedere in questi titolo, dove l’approccio prettamente action risulta essere molto intuitivo e soprattutto non lento e macchinoso, aspetto fondamentale per evitare di annoiare il videogiocatore alle prese con un titolo che mischia questi due generi.
L’approccio al combattimento varia a seconda del tipo di avversario che dobbiamo affrontare. Alcuni basterà attaccarli faccia a faccia senza troppi pensieri per scaricargli addosso una manciata di colpi, altri invece sono più ostici e necessitano di una tattica più ragionata se vogliamo avere la meglio.
La componenete RPG ovviamente si fa vedere per la maggiore nello sviluppo del personaggio, che grazie all’acquisizione di punti esperienza aumenterà di livello aumentando a sua volta i classici parametri che lo renderanno più forte andando avanti nell’avventura. Oltre a questo avremo la possibilità di personalizzare il nostro alter ego attraverso una gestione abilità strutturata ad albero e suddivisa a sua volta in tre differenti sezioni, che suddividono attacchi a distanza, attacchi ravvicinati ed abilità passive. Grazie a questo avremo la possibilità di personalizzare il nostro personaggio come più ci piace, complice anche il looting che offre una quantità di oggetti non troppo elevata ma abbastanza numerosa da poter scegliere tra molti equipaggiamenti differenti.
Purtroppo Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord pecca un pò di ripetitività, causa la sua troppa linearità. Proseguendo per i vari livelli infatti non dovremo far altro che andare dritti per la nostra via, senza la possibilità di poter esplorare molto le ambientazione, ed affrontare le manciate di nemici che ci vengono incontro.

In tre per domarli tutti!
E’ possibile giocare le avventure de Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord in cooperativa in locale o in rete. Optando per la prima possibilità si potrà giocare in split-screen fino a un massimo di due giocatori, mentre per l’altra scelta i giocatori in ballo saranno tre. Inutile dire che l’esperienza di gioco cambia totalmente affrontando i livelli in compagnia, soprattutto per quanto riguarda i combattimenti dove l’approccio è più studiato e più tattico.

Da rivedere assolutamente
Immergendosi nel mondo fantasy proposto da questo titolo si intuisce sin da subito il lavoro svolto dalla software house per rendere al meglio la sua atmosfera magica, grazie alle ambientazioni da cui prende spunto e ad alcuni scenari già conosciuti ricostruiti fedelmente.
Purtroppo però esaminando a fondo l’aspetto tecnico di questo titolo si intuisce sin da subito che siamo davanti al neo più grande. Pochi dettagli a schermo, realizzati con texture poco definite sono la cosa che subito si nota nelle ambientazioni de Il Signo degli Anelli: La Guerra del Nord. Andando più a fondo con l’osservazione si fa caso agli effetti di luce realizzati frettolosamente e poco credibili, nonchè ai modelli poligonali dei personaggi, di scarsa fattura anche quelli dei protagonisti.
Passiamo infine al comparto audio, che presenta una colonna sonora che ben si abbina al titolo ma il doppiaggio italiano purtroppo pecca di sincronica con le immagini a schermo.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
7.5
Gameplay
8.0
Trama
8.0
Intrattenimento
7.5
Antonio Loparco
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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