Tom Clancy oltre ad essere un celebre scrittore è ormai diventato famoso anche nel mondo videoludico, grazie a titoli ispirati alle sue narrazioni dove spionaggio, guerra e distruzione sono i temi che predominano. Una delle serie più acclamate da pubblico e critica è senza ombra di dubbio Ghost Recon, sparatutto in terza persona messo nelle mani del team di sviluppo di Ubisoft. Il nuovo (e quinto) capitolo uscito nei negozi pochi giorni fa è Ghost Recon: Future Soldier dove, oltre ai soldati addestratissimi, a far da padrone c’è anche una tecnologia bellica avanzata, degna di qualsiasi guerra ambientata in un futuro non troppo lontano dai giorni nostri.

Guerra del futuro…come le precedenti
Ghost Recon: Future Soldier ci catapulta in un conflitto di cui mai prima si era parlato in questa serie, al comando della squadra speciale Ghost al servizio delle forze ultranazionaliste. Come si può intuire dal nome Ghost (i Fantasmi, in italiano), il loro obiettivo è quello di agire nell’ombra, senza farsi scoprire dal nemico, aiutati da tecnologie che mirano proprio in questo verso.
La trama di questo titolo non presenta nulla di eccezionalmente innovativo. Un team Ghost viene annientato mentre era sulle tracce di un ordigno finito nelle mani di una banda di narcotrafficanti, ed il giocatore condurrà un’altra squadra composta da quattro membri per capire da dove proviene quell’arma esplosiva. Come già siamo abituati a vedere nei titoli che narrano vicende simili, il tutto verterà in un intreccio politico che condurrà noi e i nostri compagni in giro per il mondo in cerca della verità.
Le location saranno infatti molte, come il medio oriente, la Russia, la Siberia e l’Africa, e gli spostamenti tra le varie nazioni saranno legati tra loro attraverso delle cut-scene che però non saranno molto esaustive dal punto di vista della trama. Spesso vi capiterà infatti di non trovare immediatamente un filo logico che giustifichi tali movimenti, e vi sembrerà piuttosto una forzatura da parte del team di sviluppo nel voler proporre diverse ambientazioni di gioco dove è possibile sfruttare in diversi modi i vari gingilli tecnologici.

Organizzare l’attacco
La vera essenza di Ghost Recon: Future Soldier è senza ombra di dubbio il gameplay. Come ogni capitolo della serie siamo di fronte ad uno sparatutto in terza persona (TPS), dove i membri della nostra squadra sono equipaggiati con armi ed attrezzatura dall’alta tecnologia, che ci permette di gestire ogni situazione ed ogni scontro come meglio riteniamo opportuno, ed è proprio questa varietà il vero punto di forza.
Sin dalle prime battute di gioco avremo la possibilità di lanciare sensori che permettono di visualizzare la quantità e la posizione dei nemici, nonchè il loro equipaggiamento, per pianificare al meglio l’approccio allo scontro. Oltre a questo potremo comandare droni volanti per vedere dall’alto l’intera zona. Una volta quindi capita la situazione che ci circonda non ci resta che ordinare ad ogni membri del nostro team il bersaglio su cui far fuoco, per poi sparare simultaneamente grazie ad un apposito tasto ed evitare quindi di far scattare allarmi che potrebbero far degenerare la situazione. Ogni qualvolta si è deciso di agire in questo modo i nostri compagni gestiti dalla CPU non hanno mai sbagliato un colpo, muovendosi in modo impeccabile per non essere scoperti.
Ma questa appena descritta è una soluzione che viene adoperata soprattutto in scenari con molti punti di riparo, dove è possibile muoversi tra diversi ostacoli. La situazione cambia notevolmente quando ci si trova in pieno campo aperto, in cui si è costretti a dar sfogo a vere e proprie sparatorie dove è necessario utilizzare più munizioni ed i nostri compagni hanno una precisione sensibilmente ridotta. Qui vengono fuori le classiche caratteristiche dei TPS, con sistema di copertura ben strutturato ed una realizzazione realistica delle armi, anche dal punto di vista del rinculo e del peso. Soprattutto in queste situazioni gioca un ruolo fondamentale l’interattività con l’ambientazione, realizzata molto bene da Ubisoft, e che permette di far saltare in aria vetture parcheggiate o di far esplodere barili pieni di petrolio.
Raramente opteremo invece per un approccio corpo a corpo, che ovviamente risulta essere la soluzione più silenziosa, ma difficilmente proverete ad avvicinarvi di proposito all’avversario, a meno che la sua posizione non è già in partenza molto vicina.
Quando pianifichiamo il nostro attacco dovremo far molta attenzione alle ronde, che se trovassero dei cadaveri per la loro strada si metterebbero subito sulle nostre tracce. Qui si nota la prima imperfezione del gameplay, forse la più grande, ossia l’impossibilità di spostare i cadaveri; questa mancanza obbliga molto spesso il giocatore a dover agire con estrema velocità eliminando in poco tempo anche le ronde per far si che non vengano lanciati allarmi, ed è proprio in questi casi che molto probabilmente l’approccio stealth viene meno.
Non mancheranno tra uno scontro e l’altro sessioni in cui saremo a bordo di veicoli, come elicotteri da cui far fuoco o veri e propri inseguimenti su mezzi blindati.
Insomma, nonostante la trama non brilli di luce propria sarà sempre un piacere affrontare gli scontri in Ghost Recon: Future Soldier, grazie ad un gameplay consolidato e ben studiato per dare al giocatore molte possibilità di scelta.

Organizzare il Team
Prima di effettuare ogni missione avremo la possibilità di accedere ad un breve resoconto sui dettagli di quello che troveremo sul campo di battaglia. Grazie a queste informazioni potremo subito dopo organizzare la nostra squadra dal punto di vista dell’equipaggiamento, scegliendo tra una vasta gamma di armi. Tra fucili d’assalto, mitragliatrici di vario genere, pistole, fucili a pompa e vari gingilli futuristici la varietà è davvero molta, ed è stimolante poter personalizzare gli alter ego sotto ogni punto di vista. Caratteristica interessante è poi la possibilità di poter provare le armi in un poligono di tiro, anche prima di sbloccarle. Alcuni equipaggiamenti infatti diventeranno disponibili man mano che andremo avanti con la trama, mentre altre per poterle utilizzare bisognerà portare a termine determinati obiettivi che sono scritti sotto ogni equipaggiamento bellico.

Coop & Competitività
Ghost Recon Future Soldier offre un ottimo comparto multigiocatore. L’intera campagna potrà essere giocata in cooperativa con tre amici, aumentando notevolmente l’appetibilità di ogni missione grazie alla possibilità di organizzare una perfetta sincronia delle strategie. Diventa quindi fondamentale il gioco di squadra, e mentre bisogna essere attenti a non farsi scoprire bisogna tenere sott’occhio i compagni per avvertirli di eventuali pericoli che incombono. Ovvio per rendere il tutto perfetto è necessaria una comunicazione vocale, senza la quale è impossibile organizzare i movimenti.
La cooperativa potrà anche essere utilizzata nella modalità Guerriglia, dove bisogna resistere a 50 ondate di nemici sempre più forti e che aumentano numericamente, modalità che offre cinque mappe differenti e la si può giocare sia online con altri 3 giocatori che in split-screen con un amico.
E’ presente anche un comparto multiplayer online competitivo distribuito su dieci mappe, e che presenta quattro differenti modalità: Conflitto, Esca, Sabotaggio ed Assedio. La prima è senza ombra di dubbio quella più particolare, che offre una serie di obiettivi variabili che possono essere portati a termine da un team di massimo 8 giocatori. In Esca verranno invece segnalati tre obiettivi di cui due sono falsi, e solo dopo aver scoperto entrambi verrà rivelato quello finale che determinerà la vittoria della partita. Infine abbiamo Sabotaggio, che presenta la struttura dell’ormai conosciuto Cattura la Bandiera, ed Assedio, un deathmatch senza respawn le cui partite sono delimitate da un certo quantitativo di tempo.
In tutti i match giocati non abbiamo riscontrato particolari problemi di lag, ed il net-code si è comportato alla perfezione. Abbiamo notato però qualche problema di equilibrio tra i vari equipaggiamenti, dove alcune armi difettano un pò nel sistema di mira, mentre alcuni equipaggiamenti tecnologici facilitano troppo la localizzazione degli avversari e quindi la loro eliminazione.

Parola d’ordine: personalizzare
Come in ogni sparatutto che si rispetti, anche in Ghost Recon: Future Soldier abbiamo la possibilità di scegliere tra le tre classi Scout, Geniere e Fuciliere, tutte personalizzabili con armi, gadget e perk che si sbloccheranno man mano che andremo avanti con i livelli, fino al raggiungimento del cap fissato al quarantacinquesimo. Sarà possibile anche personalizzare la skin del proprio personaggio, ma la vera e propria caratteristica è la possibilità di modificare anche le armi.
Al raggiungimento di determinati livelli infatti sbloccheremo bonus da associare all’arma, ed inoltre sarà possibile cambiare ogni singolo componente della stessa, come grilletto, mirino, calcio, canna e colorazione. Ogni piccola modifica (tranne ovviamente l’ultima elencata) influisce sulla balistica del proiettile, ed è proprio per questo che si potrà provare l’arma modificata in tempo reale all’interno di un poligono.
Questa feature è una vera e propria chicca per uno sparatutto, e permette di personalizzare al 100% ogni impostazione per poter rendere l’arma il più possibile adatta alle proprie esigenze.

In-game ok. Filmati no!
Dal punto di vista tecnico questo titolo mostra un comparto grafico di tutto rispetto. Qualche texture qua e la pecca dal punto di vista della definizione, ma si tratta di qualche raro caso facilmente perdonabile. Il frame-rate è abbastanza stabile anche nelle fasi più concitate, e le varie location offerte regalano agli occhi una palette cromatica molto varia, che va dai caldi colori africani ai freddi siberiani e russi.
Ubisoft ha inoltre deciso di pensare a tutti per quanto riguarda la gestione della telecamera; nei TPS solitamente l’inquadratura viene posizionata sulla spalla destra del personaggio, mentre in Ghost Recon: Future Soldier grazie alla pressione del tasto L3 è possibile passare la visuale alla spalla sinistra, con relativo cambio di mano da parte del protagonista per l’impugnatura dell’arma, caratteristica che sicuramente farà piacere ai mancini.
Nota dolente per quanto riguarda le cut scene tra una missione e l’altra, realizzate con lo stesso motore grafico utilizzato per l’azione in-game ma con un dettaglio nettamente inferiore. E’ un vero peccato, in quanto sembra che siano state realizzate di fretta tanto per piazzarle in mezzo alla narrazione.
Per quanto riguarda il comparto audio la colonna sonora presenta brani gradevoli e mai invasivi, mentre il doppiaggio in italiano è realizzato abbastanza bene. La campionatura degli effetti come esplosioni e spari è ben realizzata, e se disponete di un impianto Surround 5.1 vi sentirete totalmente immersi nell’azione.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
9.0
Gameplay
8.5
Trama
8.5
Intrattenimento
8.5
Antonio Loparco
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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