Dishonored – Recensione

Dishonored è senza ombra di dubbio uno dei titoli meglio riusciti degli ultimi tempi, che sicuramente rimarrà nel ricordo dei videogiocatori per molto tempo. I ragazzi di Arkane Studios si sono impegnati molto nel progetto, ed il risultato finale è senza ombra di dubbio un prodotto che sfiora la perfezione grazie ad un comparto tecnico degno di nota, ma soprattutto grazie ad un gameplay che mostra la sua perfezione sotto ogni aspetto. L'unica vera pecca è la longevità, decisamente bassa se rapportata a quella che siamo abituati a vedere nei titoli di questo genere. Anche la trama non sprizza di originalità ma nonostante tutto riesce ad intrattenere il giocatore senza mai stancarlo. Ci sentiamo di consigliare Dishonored a tutti i videogiocatori, in quanto secondo noi si tratta di un titolo che può meritare tranquillamente il titolo di GOTY.

In molti nell’ambito videoludico si lamentano da un pò di tempo per una mancanza di innovazione nel settore. Nuove idee, nuove storie e nuovi sistemi di gioco sono quello che tanti giocatori si aspettano dai titoli che man mano escono sul mercato, ed è proprio per questo motivo che ogni volta che viene presentato un nuovo brand nelle maggiori fiere mondiali il pubblico videoludico vi concentra l’attenzione, sperando in un titolo che segni la svolta e che proponga qualcosa in grado di risvegliare le giuste sensazioni.
Ovviamente l’arrivo della prossima gen, che quasi sicuramente avverrà il prossimo anno, è complice di questo alleggerimento da parte delle software house nel volersi proporre con nuovi progetti, ma non tutti i team sono della stessa idea. Arkane Studios infatti, già famosa per aver messo mano su titoli dal calibro di Bioshock 2, vuole comunque mettersi alla prova e rilascia sul mercato un titolo che ha destato interesse sin da quando è stato mostrato per la prima volta.
Stiamo parlando ovviamente di Dishonored, un videogame che mischia più generi e li propone in uno stile tutto suo, dando origine ad un qualcosa di unico quanto raro negli ultimi tempi.

Un Corvo nell’ombra
Fino a poco prima del lancio Bethesda ci ha deliziato con materiale video sempre più di qualità per mostrarci le peculiarità e le caratteristiche che avremo trovato in Dishonored. Durante l’avventura saremo nei panni di Corvo, protettore dell’imperatrice Jessamine della città di Dunwall, luogo investito da un periodo di crisi a causa di un’epidamia di peste. Il nostro protagonista è appena tornato da una missione che aveva come scopo quello di trovare aiuto nelle regioni vicine per fermare la malattia, ma il riscontro non è stato quello che tutti si aspettavano. Ciò che però sconvolge di più la scena è l’omicidio dell’imperatrice che avviene proprio davanti agli occhi di Corvo, successivamente incolpato dell’accaduto da un gruppo di nobili corrotti e che avevano organizzato il complotto.
Con questa accusa sulle spalle il nostro protagonista viene arrestato e portato in prigione, da cui fugge grazie all’aiuto di un misterioso “amico”, che pochi istanti dopo viene rivelato. Andando poco avanti con l’avventura entreremo in contatto anche con l’Esterno, un personaggio che dona al nostro protagonista poteri magici che saranno utili in molte occasioni durante lo svolgersi della trama, e che ci porteranno in salvo in molte occasioni.
La storia risulta quindi avere un incipit già visto in altri lidi videoludici, ed anche l’intera narrazione non spicca con scene che mostrano originalià. I colpi di scena sono abbastanza rari e prevedibili, ma nonostante questo l’intera trama risulta essere un accompagnamento più che valido e godibile.
Dishonored
si distingue e spicca per altre caratteristiche, una su tutte l’atmosfera in cui veniamo catapultati per l’intera durata dell’avventura, che ci immerge in un mondo in pieno stile ottocentesco londinese.

Per quanto riguarda la longevità, del titolo ci si aspettava sicuramente qualcosa di più; ad un livello di difficoltà normale la durata della trama si aggira intorno alle 10 ore effettive di gioco, che rientra pienamente nella media attuale dei videogiochi ma un titolo che offre così tanta libertà poteva sicuramente dare di più da questo punto di vista. Nonostante questo, Dishonored rientra in quella categoria che si presta ampiamente alla rigiocabilità, grazie ai suoi segreti da svelare ed alla sua versatilità nell’azione.

Le ali della libertà
Una delle caratteristiche che sicuramente fanno distinguere Dishonored da altri titoli è l’enorme libertà d’azione che gli sviluppatori sono riusciti ad implementare in questo titolo. Girando per le varie ambientazioni vi renderete conto di come ogni luogo sulla mappa risulti essere raggiungibile, ed è grazie a questa libertà di movimento che è possibile portare a termine ogni missione in più modi, dando sfogo alla nostra fantasia.
Ad aiutarci negli spostamenti ci sarà dalla nostra un potere donato dall’Esterno, chiamato Traslazione, che ci permette di teletrasportarci da una parte all’altra per brevi distanze. Grazie a questa abilità Corvo può raggiungere con rapidità e precisione punti per nascondersi e studiare attentamente ogni minimo spostamento dei nemici. La Traslazione ovviamente non è un’abilità che possiamo utilizzare per infinite volte di seguito, ma viene gestita da una barra che ad ogni utilizzo viene in parte consumata, e ci vorrà quindi un attimo di dedizionie per gestire al meglio le cose.
Questo potere sarà utile anche (e soprattutto) per raggiungere piccole sporgenze sopraelevate, e con questo presupposto la software house ha realizzato in modo certosino ogni ambientazione, dove il nostro Corvo troverà un’infinità di piccoli appigli su cui teletrasportarsi per passare inosservato o prendere di sorpresa il nemico. E’ inutile dire poi come grazie alla Traslazione è possibile scorprie le Rune ed i segreti sparsi per gli infiniti vicoli di Dunwall, realizzata nel migliore dei modi per poter essere esplorata in ogni suo angolo più remoto.
Abbiamo appena parlato delle Rune, e vi starete chiedendo sicuramente di cosa si tratta. Grazie a questi oggetti, che possono essere considerati anche dei collezionabili e che faranno sicuramente gola agli hardcore gamers, Corvo avrà la possibilità di apprendere nuove abilità. Basterà quindi scambiarle per far si che Corvo venga dotato di nuovi poteri magici gentilmente offerti dall’Esterno, che spaziano sia nel settore offensivo che in quello tattico, come ad esempio la possibilità di vedere attraverso i muri, o creare onde d’urto stordenti, rallentare il tempo o addirittura prendere possesso di esseri viventi.
E’ grazie a tutto questo che si evidenzia il lato GDR di Dishonored, dove le tante abilità unite alla possibilità di muoversi liberamente danno al giocatore la piena libertà e l’opportunità di poter pianificare ogni mossa nel modo più accurato. Corvo diventa così una macchina di morte e distruzione, in grado di poter fare ciò che vuole in ogni situazione, ponderando ogni minima azione.

La libertà di azione permette anche di essere clementi con gli avversari grazie alla possibilità di poter affrontare le varie situazioni in modalità stealth, efficaci solamente grazie ad un preventivo ed accurato studio dell’intera zona per trovare i luoghi più nascosti grazie ai quali possiamo passare inosservati. Se decidiamo di intraprendere la strada dell’ombra dovremo stare attenti ai rumori che produciamo e, ovviamente, a non finire nel campo visivo del nemico. Per evitare tutto questo è possibile controllare la situazione che ci circonda sporgendoci da una copertura, oppure sbirciando dalla toppa della serratura per poter visualizzare la stanza in cui stiamo per accedere; tutto questo, unito alla vista a raggi X che è possibile sbloccare grazie alle rune, dà al giocatore la possibilità di poter conoscere con precisione la situazione di ogni zona per poter decidere come meglio agire.
Ovviamente un assassino che si rispetti ha dalla sua anche un signor arsenale. Corvo infatti, oltre ai suoi poteri, è dotato di una spada che impugna nella mano destra, mentre nella sinistra è possibile equipaggiare varie armi che può potenziare man mano che si progredisce con l’avventura, come ad esempio una più che efficace pistola o una balestra che lancia dardi di diverso tipo. Il nostro protagonista se la cava egreggiamente anche nel corpo a corpo, grazie ad una serie di contrattacchi che vengono effettuati se portiamo a termine una parata nel giusto tempismo.

Assassino con stile
Dishonored è ambientato in un mondo uscito dalle mani di Victor Antonov, già famoso nella scena videoludica. La città principale del titolo, Dunwall, è una metropoli in piena decadenza, con le strutture in rovina e dove la peste è riuscita a far diventare ogni angolo un luogo fatiscente ed in pieno degrado. Tutto questo è stato realizzato nel migliore dei modi da Arkane, e l’intera città riesce a colpire il giocatore trasmettendo le giuste sensazioni. Siamo di fronte quindi ad uno dei casi in cui la software house non lascia nulla al caso, e che grazie all’accuratezza con cui realizza lo stile visivo riesce a dare un valore aggiunto degno di nota all’intera produzione.
Ovviamente nulla è perfetto, ed anche in Dishonored si notano alcune imperfezioni soprattutto se decidiamo di visualizzare da molto vicino alcuni dettagli, ma sono piccolezze su cui si può sicuramente chiudere un occhio vista la qualità di tutto il resto.
D’impatto anche l’inquadratura in prima persona scelta dal team di sviluppo, che immerge ancora di più il giocatore in ogni azione di Corvo.
Anche il comparto sonoro fa la sua parte nonostante una quantità abbastanza limitata di tracce audio. Per quanto riguarda la qualità del doppiaggio in lingua italiana siamo su livelli discreti ma che non spiccano, al contrario di quello in lingua anglosassone realizzato con più attenzione.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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