Techland ha finalmente finito dopo molti rinvii il suo lavoro horror Dead Island. Il progetto è stato annunciato nel 2007, ed inizialmente il suo lancio era previsto per l’anno successivo. E’ stato però accantonato per un pò di tempo ed il suo sviluppo è stato ripreso nel 2010, per poi uscire sul mercato quest’anno. Abbiamo in questi giorni potuto giocare questo mix tra RPG, FPS e Survival Horror ambientato sull’isola di Banoi, dove la vostre vacanze diventeranno un vero e proprio incubo.

Un viaggio…da incubo!
Avete prenotato un viaggio estivo in una location all’ultimo grido e le valigie sono pronte, si parte! Siete li, il posto è pieno di ragazzi e ragazze, di giorno si va su spiagge bellissime mentre la notte la movida impazza. Si balla tutte le notti e si alza un pò troppo il gomito. E’ così che si sta svolgendo la vacanza di un gruppo di persone fino a che, dopo una notte tra alcool e droghe, ci si sveglia la mattina seguente e qualcosa è cambiato, qualcosa non torna e le grida di sottofondo non promettono bene.
Un virus ha infettato l’intera popolazione dell’isola Banoi facendo diventare zombie le persone presenti. Ma quattro individui sono immuni a questo virus e devono sopravvivere, e sono ovviamente i protagonisti dell’avventura che andremo a giocare. Si tratta di Xian Mei, Sam B, Logan e Purna, due uomini e due donne, che almeno da quanto scritto nella descrizione di ognuno hanno particolarità diverse. Le donne sono più esperte con armi da fuoco e da taglio, mentre i due uomini sono più ferrati per il combattimento corpo a corpo e sono più abili nella corsa. Tutto questo però non si nota concretamente nell’affrontare la story line, che risulta essere identica per ogni alter ego selezionato, ed anche l’approccio nei combattimenti non sembra cambiare di molto.

Tanti generi…ma quali?
Dead Island come vi abbiamo accennato all’inizio mischia i generi GDR, FPS e Survival Horror, il tutto inserito in un’ambientazione open world. O almeno ci prova a farlo. Andiamo con ordine. Un survival horror, come dice la parola stessa, è un genere in cui bisogna fare di tutto per sopravvivere tra le orde di zombie e mostri che ci assalgono, e che sono davvero duri a morire. Qui invece non c’è troppa difficoltà nell’uccidere ogni singolo zombie anche se l’attacco avviene da parte di un gruppo più numeroso. Nonostante infatti ci siano in Dead Island diverse tipologie di infetti con caratteristiche del tutto diverse l’uno dall’altro, basterà adottare la giusta tecnica per far fuori chiunque ci si presenta davanti.
Inoltre in un survival horror bisogna dosare le munizioni, frugare in ogni angolo per trovarne di nuove, mentre in Dead Island non avremo di questi problemi. Per quanto riguarda le armi da taglio invece l’unico problema sarà l’usura, anche se comunque in ogni momento avremo a disposizione un’arma sostituta da equipaggiare in un attimo. Per le munizioni delle armi a fuoco invece ne troveremo grandi quantità, soprattutto nelle fasi degli scontri a fuoco più concitate.
Passiamo ora invece al gameplay vero e proprio e, per l’esattezza, a come si svolgono i combattimenti. Viene utilizzata una telecamera in prima persona e avremo a disposizione un tasto per dare una pedata ai nemici per allontanarli o per schiacciargli la testa, mentre un atro per effettuare l’attacco dell’arma che impugnamo. La cosa che però rende particolari i combattimenti di Dead Island è il sistema di puntamento, del tutto originale. Non avremo infatti un vero e proprio mirino, ma andremo a colpire proprio quello che visualizziamo con la telecamera. Inizialmente sarà un pò scomodo adattarsi a questo tipo di mira, ma prendendoci la mano inizieremo a colpire con precisione gli avversari e riusciremo con dei colpi singoli a gambizzare gli zombie o addirittura a staccargli la testa.

Predominante infine è la componente GDR. Ogni personaggio ha di base tre capacità che variano di poco l’una dall’altra e sono presenti due alberi di abilità in comune che andremo a sviluppare man mano, mentre un terzo è caratteristico del personaggio che stiamo giocando (armi bianche per Xian Mei, da fuoco per Purna, da lancio per Logan e da corpo a corpo per Mel B).
I punti esperienza si ottengono completando le missioni o uccidendo gli zombie, e a seconda della spettacolarità dell’uccisione avremo un ammontare di punti più o meno sostanzioso.
Troveremo anche del denaro, utile per utilizzare i banchi di lavoro e i macchinari per riparare le armi o per potenziarle attraverso dei progetti che riceveremo come ricompensa ad ogni missione o troveremo in giro per i vari scenari di gioco.
Come vi abbiamo inoltre accennato ad inizio articolo Techland ha voluto creare un titolo oper world, ed infatti è possibile portare a termine missioni secondarie oltre che seguire quelle della trama principale. E’ infatti necessario trascorrere almeno 25 ore di gioco per portare Dead Island a termine al 100%, mentre per la sola trama ne bastano una decina.

Spavento di gruppo!
Dead Island è inoltre farcito da una modalità multiplayer sia online che offline, che permette di giocare in coop fino a 4 giocatori l’intera avventura. Si vestono ovviamente i panni dei quattro protagonisti che potranno andare liberamente sull’isola per affrontare missioni. Techland ha inoltre ideato un sistema di entrata istantanea molto innovativo e funzionale. Se un giocatore è presente nella zona circostante in cui ci troviamo sarà possibile attraverso un pulsante invitarlo e continuare l’avventura in compagnia.

Mmm…un pò di timore
Dead Island è stato sviluppato utilizzando Chrome, motore grafico di casa Techland che ormai è arrivato al suo quinti aggiornamento. L’intera ambientazione di Banoi è realizzata in modo molto dettagliato, con una resa che nel complesso può regalare paesaggi mozzafiato. Il problema nasce negli effetti come esplosioni, fiamme, elettricità che sono realizzati a grandi linee e non si avvicinano minimanente alla next-gen.
Il comparto audio invece non eccelle, e la colonna sonora infatti non riesce a dare il giusto calibro alla trama. In scene dove ci si aspetterebbe maggiore suspance ci si ritrova ad ascoltare semplici brani. Il doppiaggio è invece ben realizzato anche se totalmente in inglese, mentre noi italiani ci dobbiamo accontentare dei sottotitoli.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
8.0
Gameplay
8.0
Trama
7.5
Intrattenimento
7.5
Antonio Loparco
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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