Vigil Games non è da molto protagonista del mercato videoludico. Nonostante la sua giovane età però ha già mostrato due anni fa il suo talento, proponendo ai videogiocatori il titolo action Darksiders che stravolse totalmente quello che sino ad allora era stato un genere prettamente associato a God of War. Il gameplay dei combattimenti era infatti più o meno lo stesso già visto nelle avventure di Kratos, ma mischiato ad aspetti RPG, ad un’ambientazione ben realizzata e ad una trama praticamente del tutto inedita ha reso questo titolo un must have di questa generazione. Queste caratteristiche hanno portato infatti il titolo THQ al successo, e sfruttando la cresta dell’onda la software house texana ha annunciato il successivo capitolo Darksiders II, che sin da subito ha destato molta curiosità sia da parte di vista del pubblico che della critica.

La Morte dopo la Guerra
Darksiders II offre una trama che si svolge in concomitanza con gli episodi avvenuti nel primo capitolo della serie. Questa volta però saremo al comando di Morte, ed il suo obiettivo è quello di liberare il fratello Guerra (protagonista del precedente episodio) dalle sue ingiuste colpe e di riportare in vita l’umanità, sterminata dall’apocalisse. La narrazione delle avventure non riesce a decollare come dovrebbe o come ci si aspetta, a causa anche di una trama di fondo che chi ha giocato il primo Darksiders già conosce, ma il bello di Darksiders continua ad essere la sua atmosfera, le ambientazioni ed il carisma di alcuni personaggi che contornano il protagonista.
Sono proprio questi personaggi che renderanno la nostra avventura sempre più avvincente, fornendoci favori in cambio di quest dagli obiettivi più disparati, come andare a sconfiggere un boss oppure andare a recuperare qualche oggetto. Si va quindi avanti completando man mano le nostre missioni, esplorando zone molto diverse tra loro ma tutte con un’altissima dose di magnificenza ed affrontando scontri epici e spettacolari.

Perfezione II
A far distinguere Darksiders II da altri titoli del suo genere (e non) ci pensa il gameplay, fulcro fondamentale del titolo, basato su un mix di generi e su spunti presi da molti titoli della sua categoria. Come è facile immaginare le scene di combattimento saranno le più frequenti, ma non mancheranno scalate, puzzle game o spezzoni platform. Tutto questo è stato inoltre ampliato con alcune caratteristiche GDR, come la gestione di abilità e la personalizzazione del personaggio. Infatti, proprio come un vero e proprio gioco di ruolo, ogni nemico ucciso lascerà a terra oggetti da raccogliere, alcuni dei quali indossabili, che possono comprendere pozioni, monete o oggetti per l’equipaggiamento. Inoltre molti di questi potremo trovarli in forzieri sparsi qua e la, molti dei quali saranno abbastanza ostici da trovare in quanto nascosti nei posti più remoti delle ambientazioni.
Gli items equipaggiabili sono inoltre caratterizzati da una colorazione del nome in pieno stile MMO, che ne denota la rarità dell’oggetto. Sarà quindi necessario man mano che si procede nell’avventura scegliere con parsimonia gli oggetti da indossare, per rendere le statistiche di Morte abbastanza bilanciate e per non soffrire per portare a termine gli scontri più impegnativi.
Ma passiamo ora a descrivere il vero e proprio sistema di combattimento, che metterà a dura prova la prontezza dei riflessi del giocatore. Gli attacchi con arma primaria e secondaria sono stati associati rispettivamente a due tasti frontali del pad, e combinando sequenze più disparate si possono effettuare una elevata quantità di combo. Ad arricchire questo sistema sono state introdotte anche delle mosse speciali, che saranno acquistabili man mano che si va avanti nell’avventura spendendo le monete droppate.  Vi saranno inoltre altre abilità che potranno essere sbloccate con degli appositi punti acquisiti ad ogni passaggio di livello del nostro eroe, abilità che una volta utilizzate svuoteranno un certo quantitativo della barra chiamata “Collera” e che si potrenno man mano potenziare. Queste sono state strutturate con un sistema ad albero, tipico anch’esso di una buona fetta di GDR, e rappresentano le abilità più particolari del titolo, tra le quali ad esempio la possibilità di evocare alcuni non-morti che assisteranno Morte nel combattimento.
Chiave fondamentale degli scontri è anche la schivata, utilissima se utilizzata nel giusto momento per tener salva la pelle. Ma se vi sentite in estremo pericolo potremo evocare la forma Mietitore, potentissima skill che per qualche secondo dona a Morte poteri devastanti in grado di risolvere in fretta le situazioni più complesse.
Si evince da questa mole di azioni possibili durante i combattimenti come è fondamentale decidere con rapidità quale mossa eseguire, e per risolvere al meglio i combattimenti sarà quindi necessario spendere un quantitativo di tempo nel prendere dimestichezza sia con il sistema di combattimento che con le combo che man mano apprendiamo.
Sarà inoltre possibile cavalcare qua e la per le ambientazioni, in cerca di quest secondarie che andranno ad arricchire trama e longevità del titolo, che si attesta su una media di circa 20 ore di gioco che aumenteranno se vorrete completare il titolo al 100%.

La magia di un mondo
Dal punto di vista tecnico Darksiders II presenta un buon dettaglio grafico, anche se sotto alcuni aspetti non è all’altezza della perfezione vista in altri titoli, ma per quanto riguarda lo stile di tutto ciò che possiamo vedere a schermo il maestro Madureira può impartire lezioni su come realizzare un mondo che va al di sopra dei canoni. Vi capiterà spesso durante l’avventura di soffermarvi sull’osservazione di alcuni dettagli della scena, dove nulla è lasciato al caso, e dove il tutto è immerso in ambientazioni spesso molto vaste ed in dungeon molto duraturi. Il numero di poligoni che si muovono a schermo a volte risulta essere molto elevato, a causa anche delle dimensioni di alcuni npc o boss che superano di gran lunga la stazza del protagonista. Anche le ambientazioni presentano pareti altissime, alcune scalabili e dalle quali è possibile ammirare panorami che immergono il giocatore nella magia del titolo.
Purtroppo però come abbiamo detto in precedenza il dettaglio non è stato curato fino in fondo, scelta forse causata della vastità dei paesaggi. Vi capiterà spesso di notare alcune texture decisamente sottotono, mentre il framerate a volte ha qualche incertezza. Si nota però una certa cura più approfondita per il protagonista, decisamente più dettagliato rispetto al resto e che, grazie agli oggetti equipaggiabili, può cambiare il suo aspetto in base a quello che indossa.
Un pò macchinosa la telecamera, che se lasciata libera di muoversi durante le sezioni platform non da alcun problema, mentre durante gli scontri non riesce ad inquadrare con parsimonia la scena del combattimento soprattutto se decidiamo di puntare un nemico con il lock-on.
Per quanto riguarda il comparto audio l’intera colonna sonora accompagna gradevolmente l’intera avventura, grazie a brani di Jesper Kyd già famoso per aver composto soundtrack per altri titoli videoludici che hanno riscosso un ottimo successo.
Vogliamo infine puntualizzare che la versione da noi testata è stata ovviamente quella per PS3, che sembra avere un quantitativo di bug superiore rispetto alle altre e che speriamo risolvano al più presto rilasciando un’apposita patch.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
9.0
Gameplay
9.0
Trama
8.5
Intrattenimento
8.5
Antonio Loparco
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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