Trova Arkham City al prezzo migliore

I supereroi sono sempre stati gli idoli di molte persone, grandi e piccini che siano, e in quest’ultimo periodo sembra che molte software house del mondo videoludico vogliono farci vivere in prima persona le loro avventure. Molte uscite sono state però dei flop in questo ambito, in quanto non tutte le trasposizioni sono riuscite al meglio, ma Rocksteady si è distinta in modo più che eccelso. Questa casa di sviluppo inizialmente anonima è riuscita infatti a diventare una delle più famose grazie a Batman: Arkham Asylum, titolo uscito circa due anni fa e che ha meritatamente vinto il titolo di Game of the Year.
Quest’anno arriva sul mercato un altro capitolo dedicato al cavaliere oscuro, Batman Arkham City, sviluppato dalla medesima casa e che ha il fardello di riuscire ad essere all’altezza del predecessore, ma si sa…il pipistrello di Gotham si fa sempre rispettare.

Protocollo 10
E’ passato poco tempo da quando Batman è riuscito a risolvere le brutte vicende avvenute a causa dell’Arkham Asylum, solo sei mesi, ma non sembra tutto finito. Gotham sta cambiando, e Hugo Strange ormai sta scalando sempre di più la gerarchia politica e sta acquistando sempre più potere, tanto da riuscire a portare a termine e realizzare il suo nuovo progetto: Arkham City. Si tratta di una “città nella città”, dove Strange vuole rinchiudere tutti i criminali e riuscire ad escludere Gotham da ogni forma di criminalità.
Ad opporsi a tutto questo c’è ovviamente Bruce Wayne, che tutti conosciamo come Batman. Purtroppo però l’influenza politica di Strange è diventata troppo elevata, e riesce a mettere tra le “mura” di Arkham City anche il potente miliardario di Gotham. E’ così che inizia la nostra avventura, immersi in questo mondo fatto di pazza malavita e lo affrontiamo vestiti della nostra fidata tuta. La trama man mano che andiamo avanti con il titolo risulta essere sempre più avvincente, con colpi di scena eclatanti che riescono a tenere il alto il ritmo di gioco. Gli antagonisti scelti che incontreremo durante le nostre avventure sono i più famosi finora visti nella saga del cavaliere oscuro: Pinguino, Freeze, Due Facce, Enigmista, Croc, Zsasz e, ovviamente, l’immancabile Joker.

Essere Batman…
La struttura di Batman Arkham City è decisamente cambiata rispetto al precedente capitolo, e la cosa che subito si nota è una libertà maggiore nell’esplorazione dell’area di gioco. Infatti, mentre in Arkham Asylum c’era la possibilità di girare “solo” all’interno del manicomio, ora l’ambientazione è composta da un’intera città dove il nostro pipistrello combatterà decine e decine di crimini. Si nota quindi un avvicinamento alla struttura open world dove, oltre alle missioni per andare avanti con la storia principale, ci sono una quantità smisurata di missioni secondarie e di nemici sparsi per le strade che daranno in continuazione del filo da torcere al protagonista, che non starà mai con le mani in mano. La cosa che poi contraddistingue le varie missioni è la non ripetitività, non troverete mai missioni simili o addirittura uguali nel loro scopo o nel loro sviluppo, ma ogni volta il cavaliere oscuro dovrà combattere ogni genere di crimine che vi può venire in mente.
Ci saranno inoltre alcuni oggetti collezionabili da trovare, come quelli che l’Enigmista ha sparso qua e la per Arkham City. Si tratta di punti interrogativi verdi, alcuni facilmente reperibili mentre altri sbloccabili solo dopo aver risolto alcuni piccoli marchingegni sbloccabili con semplici rompicapo, mentre alcuni sono visibili solamente grazie alla visuale detective. Raccogliendone una certa quantità andremo a salvare alcuni ostaggi che l’Enigmista ha rapito, cosa che sarà possibile fare anche superando alcune sfide che lui vi chiederà di affrontare. Una volta superate tutte quante sarà possibile trovarlo ed infine toglierlo di mezzo definitivamente.

Altro antagonista che sarà presente ma si terrà nascosto per molto tempo è Zsasz, pazzo criminale che si divertirà a chiamarci alle cabine telefoniche utilizzando una linea che rimbalza tra i vari punti della città per non farsi rintracciare. Andando infatti in giro troveremo alcuni telefoni squillare, ed una volta risposto verrà visualizzata a schermo la mappa di Arkham City, e vedremo come il segnale della telefonata va da un punto all’altro. Avremo a disposizione un cursore da muovere, e dovremo riuscire a seguire con precisione il segnale per cercare di rintracciare da dove proviene la chiamata. Dopo alcuni tentativi riusciremo a trovare l’esatta localizzazione di Zsasz ed andremo a trovarlo…ceramente non per una visita di cortesia.
Oltre a questi due cattivi come vi abbiamo detto prima ce ne saranno molti altri, rappresentati al meglio nel loro carattere e nella loro pazzia, che vi daranno del filo da torcere e vi raggireranno per ottenere i loro scopi.

…con le sue tecnologie!
Passiamo ora a come Batman affronta i nemici, come si evolve e cosa usa. Già in Arkham Asylum avevamo a disposizione una quantità di mosse davvero elevata, alcune più semplici altre più spettacolari. In questo secondo capitolo ne è stato decisamente aumentato il numero, ed alcune di esse sono anche più potenti rispetto a quelle che già conosciamo. Inoltre Batman ha la possibilità di potenziarsi, grazie agli addestramenti Realtà Aumentata (R.A.) sparsi per la città di Arkham. Si tratta di allenamenti prettamente basati sull’agilità del cavaliere oscuro, e portando a termine queste minisfide sbloccheremo nuovi potenziamenti.
Anche il reparto accessori è stato aumentato. Oltre al classico rampino che userete per spostarvi rapidamente nella città e al classico batarang (anche in versione teleguidata), avremo a disposizione una moltitudine di oggetti, come una pistola che spara scariche di elettricità in grado di azionare i macchinari elettrici lasciati senza corrente che andranno ad aprire porte o azionare circuiti, o la schiuma espansa esplosiva, o addirittura bombe congelanti in grado sia di paralizzare i nemici che di creare piazzole di ghiaccio per permetterci di camminare in zone d’acqua.
Parte dell’equipaggiamento di Batman è anche la visione detective, che una volta attivata permette di calcolare il numero di nemici presenti nella zona in cui ci troviamo ed il loro equipaggiamento, oltre le parti dell’ambientazione con cui potremo interagire, utile molte volte quando non sappiamo come procedere nella missione.
Non dimentichiamo poi la mitica tuta di Batman, anch’essa potenziabile con protezioni contro armi da mischia o da fuoco.
Insomma Batman è tornato, più equipaggiato che mai, con le sue protezioni, le sue armi, le sue tecnologie. Ma questo è facilmente intuibile quando si tratta del pipistrello di Gotham, perchè lui è il supereroe con il superpotere più potente di tutti, e grazie a questo si può permettere qualsiasi cosa….i supersoldi!

Arkham City
Rocksteady ha realizzato la città di Batman Arkham City in modo eccelso. Dal punto di vista tecnico c’è poco da dire, le texture e la qualità grafica in generale non hanno nulla da invidiare ad altri titoli, ed anzi il lavoro svolto dalla software house merita un plauso davvero particolare per come è riuscita a realizzare uno spazio così vasto con una qualità di questo tipo. La ricerca del dettaglio si nota in ogni stanza e ad ogni angolo, ed i richiami alle varie serie dei fumetti dedicati a Batman sono costantemente rappresentati. Anche le texture dei personaggi sono ben realizzate, senza lasciare nessuna incertezza per quelle utilizzate per i nemici “comuni” che troviamo in giro per la città, cosa che invece avviene in molti altri titoli.
Ma a tirar le somme è l’atmosfera di Batman: Arkham City a caratterizzare questo titolo e ad elevarlo qualitativamente, tipica di ogni avventura del cavaliere oscuro che si rispetti: cupa, folle, drammatica.

Anche per quanto riguarda l’audio c’è da essere soddisfatti, il doppiaggio completamente in italiano è ben realizzato, e la colonna sonora è composta dalle tipiche soundtrack di Batman che danno un’ulteriore mano a rendere al meglio l’atmosfera di gioco.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
9.5
Gameplay
9.0
Trama
9.0
Intrattenimento
9.5
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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