Assassin’s Creed: Brotherhood – Recensione

Assassin's Creed: Brotherhood si dimostra essere in tutto e per tutto ciò per cui è nato, uno spin-off. I miglioramenti sostanziali a livello tecnico e di gameplay sono relativamente pochi, ma sono state rinnovate le caratteristiche che contraddistinguono questa serie partendo dalla base più che solida di Assassin's Creed 2. Ezio Auditore risulta essere un personaggio con maggior carisma, grazie al suo ruolo decisamente più alto e di spicco all'interno della confraternita; questo aspetto riesce a dare una profondità maggiore alla story-line, che come al solito non delude le aspettative dal punto di vista qualitativo. Il gameplay rimane più o meno lo stesso del secondo capitolo, ma viene arricchito da una velocità ed un dinamismo maggiore, grazie alla possibilità di effettuare combo più lunghe e letali. Il multiplayer invece risulta essere più un aspetto di contorno che una vera e propria innovazione indispensabile per questo titolo; viene proposta una modalità molto interessante e soprattutto originale, ma a causa del suo ritmo non troppo incalzante dividerà i videogiocatori tra chi lo amerà e chi invece lo abbandonerà dopo qualche ora di gioco. Il comparto tecnico riesce a dare un ottimo impatto visivo: ammirare i paesaggi romani di giorno, e soprattutto di notte, da una posizione sopraelevata lascia senza fiato il videogiocatore, e questo titolo è enfatizzato al massimo dall'atmosfera che riesce a dare la città. Siamo quindi di fronte ad un videogame che va assolutamente giocato fino in fondo per poterne apprezzare a pieno la qualità, che rimane indiscussa in questa serie che ha saputo e sa continuare a perfezionarsi ad ogni capitolo.

Assassin’s Creed è una saga videoludica che ha visto la sua uscita nel 2007, con il primo capitolo che ha portato molte novità all’interno del mondo dei videogames. Prima su tutte c’è la possibilità di esplorare totalmente l’ambientazione con un sistema d’interazione che prende origine dalla disciplina metropolitana del parkour; in secondo luogo invece il successo è stato dato da una trama convincente, con un protagonista carismatico che riesce a catturare il videogiocatore.
Purtroppo però il primo capitolo della serie peccava di troppa ripetitività delle azioni per quanto riguarda il gameplay, fattore che fortunatamente è stato del tutto eliminato in Assassin’s Creed 2. La software house ha infatti realizzato un secondo titolo prendendo alcune caratteristiche dai titoli free roaming, offrendo al videogiocatore un numero elevato di missioni secondarie, un sistema economico da gestire, personalizzazione di abiti ed armamenti, ed ovviamente il tutto è stato caratterizzato anche da un miglioramento dal punto di vista tecnico.
Ubisoft Montreal, sfruttando così il successo che via via è andato aumentando, ha deciso di offrirci un nuovo titolo chiamato Assassin’s Creed: Brotherhood. Tuttavia non si tratta di un vero e proprio terzo capitolo della serie, ma siamo davanti ad uno spin-off che vede concludere la storia di Ezio Auditore da Firenze, protagonista del secondo capitolo, e le vicende si svolgono in una città che non ha bisogno di presentazioni dal punto di vista storico; stiamo parlando, ovviamente, di Roma.

Ezio e la sua nuova lista di omicidi
La trama di Assassin’s Creed: Brotherhood inizia da dove abbiamo lasciato il secondo capitolo, con Ezio davanti alla Dea Minerva che ne ascolta le sue profezie. Subito dopo l’assassino si ritrova con lo zio Mario e ritornano insieme a Monteriggioni dove ad attenderli, con un clima festoso, ci sono tutti gli alleati che li hanno aiutati nella lotta contro i Borgia e i Pazzi.
Ezio però, in un momento di inaspettata bontà, ha deciso di lasciare in vita Rodrigo Borgia, divenuto Papa Alessandro VI, e questa cosa gli si ritorce subito contro. La notte stessa infatti Monteriggioni viene assalita dal figlio Cesare, a capo della guardia armata romana, che si presenta armato fino ai denti con cannoni, trabucchi ed un numeroso esercito. La cittadina viene rasa al suolo in pochissimo tempo, ed Ezio assiste in prima persona all’assassinio dello zio Mario e al rapimento di Caterina Sforza, che viene portata a Roma.
Il nostro eroe ha quindi di nuovo sete di vendetta, e si reca nella città eterna per cercare ed uccidere gli esecutori di queste azioni.
Inizia così la nostra nuova avventura che sarà contornata da nuovi e vecchi amici, in cui abbiamo il gradito ritorno di Leonardo Da Vinci, e nemici, tra cui spiccano Lucrezia Borgia ed ovviamente Cesare Borgia. Ogni antagonista sarà caratterizzato come al solito da un aspetto psicologico che viene contagiato dalle linee guida della storia, e vedremo queste caratteristiche manifestarsi pienamente man mano che andremo avanti con la trama, che risulta essere come da tradizione per questa saga molto cupa e piena di misteri da svelare.
Man mano che si va avanti con le vicende si nota inoltre un cambiamento di ruolo da parte di Ezio, dove lo vediamo organizzare e pianificare da solo ogni azione della confraternita diventando quindi più autoritario all’interno dell’organizzazione, mentre nel capitolo precedente svolgeva ruoli che gli venivano assegnati da alcuni mandanti. Caratterialmente parlando invece i cambiamenti non sono molti, e nonostante si avverte una maturazione del personaggio rimane sempre uno scaltro e giovane donnaiolo, e lo si vede sin dalle prime battute di questo titolo.

Il nuovo Ezio
Analizzando la struttura di gioco si evince sin da subito che quella di base è stata ereditata da Assassin’s Creed 2 e che ci son ben poche aggiunte innovative, ma si può dire che è stato migliorato praticamente tutto ciò che abbiamo visto nel secondo capitolo. Dall’attacco iniziale dei Borgia va del tutto distrutto il nostro equipaggiamento, e ci ritroveremo con la nostra fidata lama accompagnata accompagnata dalle caratteristiche che già conosciamo del guanto di Ezio (lama avvelenata e pistola). Le cose cambieranno da quando incontreremo nuovamente il fidato Leonardo Da Vinci, che grazie al suo ingegno ricostruirà il vecchio arsenale con qualche aggiunta. Prima di trovare l’inventore però dovremo affrontare le prime missioni di questo titolo, che fungono da prettamente da tutorial e fanno vedere le nuove feature di Brotherhood. Impareremo ad esempio le nuove tecniche del sistema di combattimento, sia a piedi (a corto e lungo raggio) che a cavallo, inizieremo a gestire il nuovo sistema economico per restaurare Roma ed infine organizzeremo il primo covo di assassini reclutandone i membri. Ma andiamo con ordine.
Iniziamo analizzando il sistema di combattimento, che risulta essere più dinamico rispetto a quello proposto in Assassin’s Creed 2. Con grande semplicità potremo infatti passare da un nemico all’altro, eseguendo una serie di uccisioni lunga e continua; per fare ciò basterà semplicemente puntare un nemico mentre ne uccidiamo un altro, e se viene premuto con il giusto tempismo il tasto adeguato vedrete Ezio che abilmente affonderà i suoi colpi sull’avversario successivo eseguendo mosse spettacolari. In questa fatale combinazione potremo anche eseguire delle contromosse se verremo attaccati, premendo il tasto R1 a tempo debito. Nonostante l’IA degli avversari è stata cambiata rendendoli più aggressivi rispetto ai precedenti episodi risulterà comunque molto semplice sbarazzarsi degli avversari, anche se fortunatamente la grande diversità di nemici richiederà un approccio differente a seconda dell’equipaggiamento che indosserà colui che ci troveremo davanti.

Anche in questo nuovo capitolo di Assassin’s Creed lo schema di struttura delle missioni rimane invariato. Avremo infatti la possibilità di seguire con la trama attraverso le apposite quest, o potremo invece dedicarci a missioni secondarie. In quest’ultime avremo la possibilità di trarre in salvo alcuni cittadini ribelli dalle guardie che li stanno cercando, ed una volta fatto ciò potremo assoldarli come assassini nella nostra combriccola. A questo punto avremo la possibilità di utilizzare la loro arte per uccidere furtivamente persone che ci ostacolano il passaggio, e ad ogni chiamata acquisiranno dei punti esperienza che potremo spendere per potenziare il loro equipaggiamento. Potremo inoltre mandare i nostri fidati amici a svolgere degli incarichi in Europa, da scegliere in una lista in cui ci viene in dicato il livello di difficoltà e la ricompensa una volta terminata la missione. Ma la loro utilità non finisce qui.
Al raggiungimento di un certo numero di adepti c’è la possibilità di utilizzare un attacco bonus, che consiste in una pioggia di frecce che arriva con impeto su un gruppo di nemici da noi selezionati. Ovviamente non potremo utilizzare gli assassini un numero infinito di volte, ma ci sarà una barra temporale che si carica di continuo, segnalandoci la disponibilità dei nostri compagni e delle loro abilità.
Durante le nostre avventure avremo inoltre la possibilità di collezionare alcuni oggetti, tra cui 101 bandiere dei Borgia, segnalate in mappe specifiche, 10 piume, da trovare senza alcuna indicazione, e alcuni forzieri. Inoltre sarà anche qui presente la “Verità”, un video composto da 10 ricordi del Soggetto 16 che si possono sbloccare portando a termine alcuni enigmi.
Per finire, come in Assassin’s Creed 2, anche in quest’ultimo capitolo gioca un ruolo abbastanza importante l’aspetto economico che Ezio riesce a gestire attraverso la contabilità. In base alla quantità di entrate che riusciremo ad avere potremo ristrutturare varie parti della città, a partire dall’acquedotto, stalle e banche per finire con monumenti come il Colosseo o l’Arco di Traiano. Riuscendo inoltre ad avere un buon guadagno avremo la possibilità di abbellire il covo segreto, che questa volta sarà arricchito con una serie di cuniculi che, una volta ristrutturati, ci danno la possibilità di raggiungere determinate zone di Roma in poco tempo.
Concludendo questo rapido escursus sul gameplay di Assassin’s Creed: Brotherhood si evince quindi che le novità apportate sono poche, ma tutte ben azzeccate. A dar man forte c’è poi l’ottima struttura di base, che riesce a tenere in piedi il titolo in modo più che convincente, dando la possibilità al videogiocatore di districarsi attraverso le avventure di Ezio senza mai stancarsi, per una durata di gioco di circa 20 ore.

Dove si cela il nemico?
La novità più attesa di Assassin’s Creed: Brotherhood è senza dubbio la modalità multiplayer online, che compare per la prima volta con questo capitolo della serie.
Vedendola molto alla larga si tratta di un DeatMatch ad otto giocatori dove ognuno interpreta un personaggio, che va dall’assassino al comune cittadino, e ne sceglie una serie di abilità e di talenti. Lo scenario è sempre lo stesso, Roma, visitabile in tutta la sua vastità con tanto di cittadini comandati dalla CPU. Ogni giocatore riceverà un contratto d’assassinio, dove viene mostrata la fisionomia di uno dei nostri avversari. A questo punto non dobbiamo far altro che cercare di individuare il nostro diretto nemico, stando però attenti…un altro giocatore è sulle nostre tracce. L’intera partita si svolge quindi con un duplice obiettivo, ossia cercare il più velocemente possibile chi dobbiamo uccidere, ma allo stesso tempo stare attenti e muoversi con cautela per non dare nell’occhio e non farsi riconoscere dal nostro omicida. Per segnalarci la vicinanza del nostro obiettivo ci sarà un indicatore nella parte inferiore dello schermo, ed è in questi momenti che dobbiamo stare molto attenti a chi abbiamo intorno.
E’ sicuramente una modalità originale, che nelle prime battute riesce a catturare il videogiocatore grazie all’atmosfera che emana. Tuttavia dopo qualche pertita ci si accorge che c’è qualcosa che non va, soprattutto per quanto riguarda il ritmo del gioco; a lungo andare infatti capitano sempre più spesso sessioni in cui la caccia al nostro uomo diventerà troppo lenta, a causa anche della vastità della città messa a disposizione, ed inoltre i tempi di respawn sono molto lunghi.
Inoltre una simile modalità richiede giocatori che riescano a mantenere il ritmo e rispettino la tipologia di gioco necessaria per enfatizzare al massimo l’aspetto furtivo di un assassino, cosa che il videogiocatore medio raramente mette in atto; si rischia così di incappare in partite in cui si è circondati da nemici che punteranno direttamente alla loro preda senza giocare con astuzia, ma buttandosi a capofitto senza troppi pensieri per il semplice gusto di vincere, rovinando così il significato di questa esperienza di gioco multiplayer.

Roma, la città più bella nel mondo, e nei videogame
Se vogliamo parlare del comparto tecnico di Assassin’s Creed: Brotherhood dobbiamo tenere conto che la base è sostanzialmente quella del precedente capitolo, ed anche qui troviamo poche ma sostanziali migliorie. Si nota sin da subito un netto passo avanti per la modellazione poligonale dei volti, che rappresenta il miglioramento più vistoso; i personaggi principali (protagonisti ed antagonisti) ora riescono a riprodurre una mimica facciale più realistica, enfatizzando di più le loro sensazioni e i loro stati d’animo.
Per quanto riguarda le animazioni invece si avverte una maggiore fluidità, ma i movimenti di alcuni personaggi risultano essere ancora poco credibili, fatta eccezione per Ezio che si muove con più disinvoltura ed eleganza tra i palazzi di Roma, mentre i nemici sono sempre standardizzati da una serie di movimenti prestabiliti che in alcune occasioni si rivelano un pò goffi.
Parliamo ora della caratteristica più bella a livello tecnico di Brotherhood, Roma. La città eterna è stata ricostruita sotto ogni minimo dettaglio ed è davvero un’emozione poter vedere monumenti del passato, che oggi risultano essere in rovina, ricostruiti come erano un tempo. Così come nel secondo capitolo, dove abbiamo vissuto le vicende di Ezio a Firenze e Venezia, avremo un’intricata rete di viicoli e strade che ci aiuteranno a seminare le guardie, ed ogni angolo è realizzato con la massima cura ed il massimo dettaglio. Inoltre l’ambientazione non finisce alle mura di Roma, ma si estende oltre andando fino ai colli che circondano la città, riuscendo a dare un impatto ancora più affascinante all’ambientazione. Ovviamente come abbiamo assistito in molti titoli la parola grande è inversamente proporzionale a alla parola bello; la città di Roma infatti copre una quantità di suolo nettamente superiore a quella di Firenze e Venezia, ed il motore grafico ne paga le conseguenze mostrando texture leggermente meno dettagliate.
Per quanto riguarda il comparto audio la colonna sonora è composta da una buon numero di tracce che erano presenti in Assassin’s Creed 2; il doppiaggio italiano è di buona fattura ma non eccelle, ed in alcuni frangenti si assiste ad una sincronizzazione tra il movimento labiale dei personaggi e i dialoghi poco credibile.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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