Resistance Burning Skies – Recensione

L’impressione generale che prevale dopo qualche ora di gioco è che Resistance Buning Skies non è un titolo adeguatamente rifinito, ed avrebbe potuto dare molto di più se solo fosse stato curato maggiormente dal team di sviluppo soprattutto viste le ottime potenzialità di cui dispone PS Vita. Non c’è molto da dire, tutti ci aspettavamo molto più dal primo sparatutto per questa console. Le aspettative sono state da un lato deluse in quanto avrebbe potuto dare molto di più soprattutto dal punto di vista tecnico, da un altro invece resta comunque un titolo consigliabile vista la buona trama ed il sistema di controlli ben gestito, soprattutto per gli appassionati del brand Resistance che potranno finalmente godersi un titolo di questa saga con tranquillità ed in qualsiasi luogo.

Resistance Burning Skies è il primo vero FPS per PlayStation Vita, ed infatti è stato atteso con molta curiosità ed aspettative da tutti gli acquirenti di questa console portatile. Ci troviamo nella seconda metà del 900 in un mondo in cui non esiste la seconda guerra mondiale, ma una battaglia contro i Chimera, alieni venuti dallo spazio e che ritentano di conquistare  la Terra dopo circa sessanta milioni di anni. Questi alieni si stabiliscono inizialmente in Siberia, con l’obiettivo di distruggere e radere al suolo ogni tipo di forma di vita. Dal 1927 al 1950 i Chimera conquistano l’intera Unione Sovietica e l’Asia, creando dei canali per raggiungere il Regno Unito, dove trovano una schiera di soldati anglo-americani pronti a combatterli.
La trama di Resistance Burning Skies è molto semplice e riesce a catturare fin da subito l’attenzione del giocatore, che vestirà i panni del pompiere Tom Riley. In un giorno d’agosto nel 1951, mentre il vigile del fuoco è in servizio, si ritrova inaspettatamente nel punto esatto in cui gli alieni invadono la terra. Una giornata di lavoro qualunque nella vita di Tom si trasforma in una vera e propria battaglia per la sopravvivenza. Gli alieni iniziano ad invadere la città in cui vive e a rapirne gli abitanti, tra cui anche sua figlia  e sua moglie. A quel punto Tom non  ha altra scelta: spetta a lui il compito di porre fine a questa tremenda invasione e di salvare la propria famiglia. Si ritroverà faccia a faccia con queste mostruose bestie e si dovrà far strada ammazzandone a centinaia, impossessandosi delle loro stesse armi.

L’immedesimazione nel personaggio
Le modalità di gioco presenti sono molto semplici ed i controlli non soffrono assolutamente il passaggio da una console fissa ad una portatile. L’utilizzo delle nuove feature di cui solo la PS Vita è dotata consente una maggiore immedesimazione nel personaggio, e se deciderete di giocare “armati” di cuffie ed in una stanza dove la luce scarseggia avrete una completa immedesimazione nel titolo perdendo definitivamente il contatto con la realtà.
Il touchscreen consente di scegliere le armi puntando direttamente il proprio indice sullo schermo, per poter selezionare ad esempio l’ascia, arma classica dei pompieri che si presenterà molto utile negli scontri corpo a corpo, o le granate, che saranno probabilmente le più utilizzate per distruggere in massa i Chimera. Il ritmo della battaglia è molto incalzante e ci si ritroverà ad affrontare lunghe ed impegnative sparatorie.
Gli scontri a fuoco sono ben realizzati e riescono a caricare emotivamente il giocatore, grazie all’assenza di spazi, angoli o mura dietro cui nascondersi, caratteristica che obbliga lo svolgimento di ogni sparatoria con frenesia. L’animo prudente sarà infatti punito, in quanto la componente essenziale degli scontri è agire d’istinto  e sparare all’istante puntando dritto al bersaglio senza pensarci due volte. I nemici saranno sempre numerosi, e con il susseguirsi dei capitoli riusciranno anche a sviluppare una maggiore resistenza agli attacchi.
Buone anche le armi a disposizione, che possono essere scelte grazie ad un apposito menu attivabile con il tasto triangolo. La scelta spazia, oltre alle armi citate in precedenza, da fucili futuristici come il Bullseye ad armi più convenzionali come la Carabina, dotata di una balestra come fosse un lanciagranate che sarà possibile utilizzare facendo scorrere il dito sullo schermo per caricare il dardo per poi spararlo con il tasto assegnato al grilletto.

La piattezza nel design
Se avete giocato ai capitoli usciti su PlayStation 3 sicuramente vi accorgerete sin dalle prime battute che il level design è decisamente più piatto e monotono rispetto ai suoi predecessori, complici anche una serie di “barriere invisibili” che limitano l’esplorazione del territorio ed un susseguirsi continuo di spazi chiusi ed aperti che danno una sensazione di ripetitività.
Discutibile anche la scelta di far esplodere i nemici eliminati, per far si che non lascino alcuna traccia organica. I Chimera uccisi infatti scompariranno nel nulla quasi come se il motore grafico di gioco non fosse in grado di gestire i cadaveri in maniera adeguata, e probabilmente il tutto non è dettato dalle capacità di PS Vita che ha già dimostrato ottime potenzialità, bensì dalla pigrizia degli sviluppatori che non si sono voluti spingere oltre lo stretto indispensabile.

Pro e contro
Come abbiamo già accennato in precedenza la debolezza di questo titolo sta prettamente nel motore grafico, ed in particolare nelle texture degli ambienti che sono povere di dettagli. Questo particolare viene marcato dal fatto che lo schermo della console PS Vita ha molto da offrire grazie alla sua ottima risoluzione, per cui i difetti e le mancate rifiniture vengono subito all’occhio di un giocatore esperto.
Nonostante i suoi piccoli difetti, con cui i produttori di Resistance Burning Skies dovranno sicuramente fare i conti, resta comunque un gioco di tutto rispetto. I pregi di questo titolo sono senz’altro i dialoghi ben tradotti, gli effetti sonori e le musiche, che rendono l’atmosfera molto veritiera ed enfatizzata grazie alle urla ed alle esplosioni che accompagnano le varie scene proposte. Va elogiata anche la trama, mai noiosa , che riesce dall’inizio alla fine ad appassionare il giocatore, che si sente sempre coinvolto nella vicenda.
Questo titolo offre anche un comparto multiplayer che però presenta pochissime modalità, giocabili da un minimo di 4 giocatori fino ad un massimo di 8. Abbiamo il Deathmatch classico sia in singolo che a squadre, in cui si deve collezionare il maggior numero di uccisioni possibili in un limite di tempo, e Sopravvivenza, in cui i giocatori dalle sembianze umane dovranno stare attenti a non essere uccisi, altrimenti si trasformeranno in Chimera e dovranno andare ad infettare a loro volta i sopravvissuti.
Il multiplayer online è assolutamente essenziale per aumentare la longevità di questo titolo con qualche ora di divertimento in più, in quanto la campagna single player può essere portata a termine in meno di 7  ore.

Trofei
I trofei di Resistance Burning Skies sono in totale 25, e circa la metà si vincono durante la modalità campagna portando a termine gli obiettivi principali, come ad esempio concludendo ogni livello, al primo potenziamento delle armi, alla prima partita in multiplayer etc.

Gli altri trofei sono leggermente più complessi e riguardano le “cifre”, come ad esempio l’eliminazione di 250, 500, o 1000 Chimera, oppure sconfiggere alcuni avversari più potenti di altri.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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