Assassin’s Creed III: Liberation – Recensione

Assassin's Creed III: Liberation è uno spin-off da indicare e consigliare in primis agli appassionati della serie, mentre chi non ha mai apprezzato questo brand difficilmente riuscirà a farselo piacere. Il titolo complessivamente risulta essere ben realizzato, con un gameplay che ricalca quasi del tutto gli aspetti che già conosciamo dalla serie per console casalighe e con un'ambientazione ed atmosfera che immmergono pienamente il giocatore. Peccato però per la trama, da sempre punto cardine della saga di Assassin's Creed ma che in questo episodio ha decisamente perso la stoffa, proponendo un titolo godibile ma che non raggiunge i canonici livelli che già conosciamo. Anche l'aspetto tecnico a conti fatti risulta posizionarsi ad un livello medio, con una qualità del dettaglio sopra la media per quanto riguarda i titoli portatili, ma si poteva fare di più soprattutto dal punto di vista delle singole texture viste le potenzialità della console stessa. Tirando le somme il titolo ha molte qualità da vendere ed altrettanti aspetti da migliorare, e speriamo che Ubisoft Sofia proporrà tra non molto un secondo spin-off ispirato alla serie apportando le giuste migliorie al tutto, in modo da poter proporre sul mercato un titolo completo in ogni suo aspetto. Le solide fondamenta sono state gettate.

PlayStation Vita dopo i primi titoli usciti nei mesi subito dopo il lancio è rimasta un pò a corto di cartucce, tanto che molti videogiocatori sono scettici sull’acquisto della console stessa proprio a causa delle poche scelte videoludiche a disposizione. Ubisoft cerca di far risollevare questa situazione proponendo sul mercato Assassin’s Creed III Liberation, titolo esclusivo per la portatile Sony in uscita lo stesso giorno della controparte casalinga della serie e presentato sin da subito come un videogame a cui ogni giocatore non può rinunciare.
La software house ha quindi voluto puntare nuovamente sul mercato portatile dopo i flop avveuti in questo ambito, ma dobbiamo dire che questa volta la strada scelta è stata decisametne diversa e meglio gestita…ma non troppo.

A favore dei coloni…
Per la prima volta in questa saga siamo di fronte ad un titolo che non racconta le avventure di un antenato di Desmond Miles, o almeno per ora nessun dettaglio riporta a questo legame. L’intera storia purtroppo non spicca in qualità e narra le avventure di Aveline de Grandpré, giovane assassina franco-africana che vive nel priodo in cui si stanno formando gli Stati Uniti d’America, e le colonie locali si stanno rivoltando per raggiungere la tanto attesa indipendenza. L’obiettivo della nostra protagonista è quello di combattere a favore di chi subisce le ingiustizie di quei tempi, affrontando missioni più o meno pericolose ma che non spiccano mai in qualità e longevità, cosa che purtroppo accade spesso negli spin-off di molte serie in quanto vengono molte volte messi in secondo piano sia dagli sviluppatori che dai giocatori stessi.
La durata dell’intera avventura si aggira intorno alle 15/20 ore di gioco effettive, soprattutto se decidiamo di voler completare il titolo in ogni sua parte per scovare ogni segreto delle varie ambientazioni.

Un AC leggermente rivisto
Lo sviluppo di questo nuovo Assassin’s Creed è stato assegnato agli studios di Ubisoft Sofia, su cui ha gravato il compito di far rimanere alto il livello del brand, rilasciando sul mercato un titolo che fosse in grado di avvicinarsi alla qualità delle controparti casalinghe. La cosa che subito salta all’occhio è senza ombra di dubbio il parallelismo tra il titolo PS Vita e quelli per console da salotto, soprattutto dal punto di vista del gameplay che ne ricalca le orme. Chi ha quindi apprezzato sinora la saga per le sue caratteristiche non rimarrà deluso da questo spin-off in miniatura. Nonostante questo però lo studio di sviluppo ha voluto inserire alcune caratteristiche inedite per dare un tocco di originalità e freschezza alla saga.
Tra queste troviamo il sistema dei travestimenti, che permette alla protagonista di poter cambiare il suo abito in base alle esigenze di ogni occasione o alla missione che stiamo affrontando. Ogni vestito permetterà ad Aveline di poter utilizzare determinate armi, piuttosto che di incapacitarla in alcuni movimenti. Ad esempio indossando l’abito da signora non è possibile effettuare le scalate acrobatiche che invece possiamo eseguire con le vesti da assassina, ma nonostante questo il fascino di tale indumento può sedurre le guardie, alle quali possiamo avvicinarci inosservati per poi ucciderle con molta facilità. Ogni vestito indossato cambia quindi l’approccio alla missione, dando in un certo senso un aspetto più tattico al titolo.
Oltre ad assomigliare molto ai primi capitoli della serie, Assassin’s Creed III: Liberation riprende anche alcune caratteristiche del terzo capitolo, uscito sul mercato lo stesso giorno. Prima su tutte spicca la possibilità di arrampicarsi anche sugli alberi, ottimo modo per eseguire fughe più repentine o prendere di sorpresa i nostri obiettivi dai luoghi più inaspettati. Inoltre si nota anche una somiglianza nel sistema di combattimento incentrato molto sui contrattacchi repentini, utilissimi soprattutto nei momenti in cui ci troviamo contro una quantità elevata di nemici.
Ovviamente non manca poi l’introduzione di alcune feature di PS Vita, tra cui soprattutto il touchscreen anteriore, utile ad esempio per selezionare il nemico da colpire, o il touchpad posteriore legato ad altre piccolezze del gameplay, come ad esempio per remare.
Il tutto scorre molto fluido, con missioni che non spiccano in originalità ma che riescono a tenere in costante attenzione il giocatore senza mai stancare.
Da segnalare poi la presenza anche di una modalità multiplayer, composta da un semplice minigioco strategico decisamente trascurabile.

Anvil in miniatura? mmm
Dal punto di vista tecnico il level design riesce sempre a mantenersi in uno status che non delude ma nemmeno eccelle. Le ambientazioni sono tutte abbastanza vaste, non come quelle viste su console casalinga ma comunque danno al giocatore una buona dose di libertà nei movimenti e nelle scalate. Il motore grafico fa il suo lavoro proponendo una qualità tra le più alte viste su PlayStation Vita, soprattutto se andiamo ad esaminare i dettagli proposti a schermo nelle ambientazioni, decisamente elevati in numero e qualità per girare su console portatile. Nonostante questo però il titolo non è esente da problemi, tra cui si nota un calo di framerate soprattutto nei momenti più concitati ed in luoghi più vasti, ed un aliasing ben visibile e marcato in molte occasioni.
L’audio è caratterizzato infine da una colonna sonora composta da brani di buona fattura, anche se alla lunga risultano essere un pò troppo ripetitivi. Il doppiaggio, completamente in italiano, fa la sua parte senza mai eccellere.

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Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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