Dopo esser stato per due un’esclusiva giapponese, abbiamo potuto finalmente provare Yakuza 6: The Song of Life, capitolo finale che chiude in maniera definitiva l’arco narrativo di Kazuma Kiryu.
Annunciato originalmente nel 2015, Yakuza 6 termina la saga di Kiryu con un cast di attori veri, sequenza girate in motion capture di altissimo livello e, per la prima volta, aggiunge l’esplorazione di Onomichi, città giapponese della prefettura di Hiroshima.
Sono state quindi apportate alcune novità rispetto ai precedenti capitoli e in questa recensione andremo proprio a vedere come sono stati amalgamati nella già solida struttura di base. Buona lettura!

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Yakuza 6: The Song of Life
  • Nuovo motore grafico: Dettagli precisissimi, animazioni realistiche, passaggi interattivi e molto altro ancora
  • Miglioramenti: i minigiochi come il karaoke, le gabbie, le freccette, le hostess sono stati migliorati per il massimo del divertimento e sono state fatte nuove aggiunte
  • Nuove combo: ritornano heat action e combo devastanti, ma ora il dragone di Dojima può riempire una barra per scatenare l'extreme heat mode e una serie di combo devastanti
  • Audio in giapponese: Ogni dialogo e ogni battuta sono in giapponese; lascia che la storia drammatica ti travolga

La nostra recensione di Yakuza 6: The Song of Life

La trama di Yakuza 6 si presenta a tutti gli effetti un diretto sequel del quinto capitolo uscito nel 2015, quando il nostro Kiryu, ormai ridotto quasi in fin di vita, viene ricoverato in ospedale e una volta terminate le cure deve scontare 3 anni di carcere.
Inoltre, una volta uscito dall’ospedale, il nostro protagonista viene a conoscenza di altre notizie sconcertanti che riguardano Haruka trovandosi quindi costretto a tornare nuovamente nel quartiere di Kamurocho (quartiere giapponese a luci rosse situato a Shinjuku di cui il suo vero nome è Kabukichō) per iniziare a cercare alcuni indizi.
Ovviamente la mafia non è sparita dalla zona, ma anzi al nostro arrivo scopriamo che la nuova famiglia Yomei Alliance ha preso il controllo di tutto il quartiere.
Questo è l’input che avvia la trama di Yakuza 6, un capitolo incentrato sulla famiglia e che mette risalto il personaggio di Kiryu, facendoci viaggiare per un ultima volta nei bellissimi quartieri giapponesi.
Come classico della saga non mancano i tantissimi colpi di scena che faranno tenere incollato il giocatore per tutta la durata della trama; per portare a termine questo capitolo finale sono necessarie circa 25/30 ore di gioco non contando che, proprio come in ogni capitolo della saga, una volta terminata la trama potremo tornare ad esplorare il mondo di gioco per dedicarci alle tantissime attività secondarie presenti.

Il gameplay di Yakuza 6 rimane invariato rispetto al precedente capitolo. Come ormai SEGA ci ha abituato, abbiamo di fronte un titolo open world condito da tantissime attività secondarie e con una realizzazione dei paesaggi e del level design assolutamente perfetta, da far invidia a tantissimi altri prodotti videludici.
Ovviamente non mancano le novità, che potrano questo capitolo finale a migliorare la già consolidata formula del passato. Prima su tutte è il “Clan Creator”, una sotto-trama legata ad un nuovo gruppo mafioso chiamato “Justis”. Si tratta nello specifico di un minigioco che si presenta come uno strategico in tempo reale, in cui i nostri membri dovranno ripulire diverse zone dai nemici senza far scendere il tempo a zero, con lo scopo finale di sconfiggere i sei boss di questo nuovo gruppo.
Immancabile ovviamente il club SEGA che ospita i grandi classici del passato della software house giapponese, come Super Hang-On, Out Run, Space Harrier, Fantasy Zone, Puyo Puyo e anche l’eccellente Virtua Fighter 5: Final Showdown.
Altra modalità presente in questo Yakuza 6, e che sicuramente tutti hanno apprezzato a apprezzeranno, è la “Live Chat”, un simpatico minigioco che vede la partecipazione delle popolari pornostar giapponesi Anri Okita e Mikami Yua.
Un sostanziale cambiamento di quest’ultimo capitolo è un’interazione in tempo reale con tutto ciò che accade in game; iniziare e finire un combattimento o entrare negli edifici sono azioni che ora avvengono in tempo reale, senza inutili caricamenti, facendo risultare il tutto più fluido e più godibile e senza annoiare il giocatore con i caricamenti intermedi.
Insomma, SEGA ha continuato a miglirare tutto ciò che già era perfetto nei precedenti capitoli di questa famosa saga, mantenendo le caratteristiche principali del titolo e riuscendo ancora una volta a confezionare un prodotto di altissimo livello, che offre divertimento e svago per tutti.

Meno ispirato invece il combat system di Yakuza 6, in cui dovete scordarvi i classici stili di combattimento a cui eravate abituati. A nostra disposizione, infatti, un parco mosse ridotto ma, dall’altro lato della medaglia è presente un nuovo sistema di progressione del personaggio che abbiamo apprezzato molto, molto più semplice ed intuitivo.
Al’interno del menù “Stats” troviamo i quattro rami di abilità sono Stats, Battle Skills, Heat Action e Other Skills. Le “Stats” sono le abilità base di Kiryu, come vita, aumento attacco, aumento difesa e così via. Mentre in “Battle Skills” possiamo apprendere più di 25 tecniche di combattimento, tra cui il “Parry”, i classici “Quickstep” e molto altro. Nella terza voce, “Heat Action”, troviamo tutte le tecniche utili per sferrare potentissime combo; in questo nuovo capitolo è infatti presente la nuova “Ultimate Hit Mode”, che dà la possibilità di sferrare le potentissime “Heat Actions”, letali attacchi utili per cambiare le sorti delle battaglie. Infine abbiamo l’ultima voce, “Other Skilles”, un ramo dedicato completamente alle abilità secondarie utili per completare alcune richieste secondarie o per aumentare la possibilità di droppare più Yen quando si picchia qualcuno.
Le abilità possono essere comprate mediante i punti Exp, che riceviamo in battaglia oppure attraverso il cibo. Questi punti sono a loro volta suddivisi in cinque categorie e per sbloccare una specifica abilità è necessario raggiungere un quantitativo di punti richiesto; questa caratteristica costringe a volte il giocatore a fermarsi nella progressione del gioco per dedicarsi a sessioni di farming, necessarie per poter padroneggiare nuove e potenti abilità.
Detto sinceramente, da questo Yakuza 6 ci saremmo aspettati un comabat system più appagante e che avrebbe consentito un approccio diverso. La rimozione degli stili di combattimento è stato a parer nostro un passo indietro, ma nonostante tutto Yakuza 6 rimane un titolo molto divertente e molto appagante.

Yakuza 6 approda sulle console di attuale generazione con una risoluzione 900p e 30fps per l’ormai versione “base” di PlaySation 4, mentre i possessori di una “Pro” possono godere dei 1080p mantenendo sempre i 60fps.
Il nuovo motore grafico “Dragon Engine” regala degli scorci mozzafiato ed una realizzazione poligonale dei personaggi principali perfetti, ma a parer nostro non è perdonabile che un titolo del 2016 arrivato due anni dopo in Europa non riesce a raggiungere gli ormai comuni 1080p.
Di altissimo livello rimane il sonoro con OST memorabili, soprattutto durante gli scontri con i vari boss; stesso discorso vale con il doppiaggio originale giapponese ben integrato e sincronizzato con i sottotitoli inglesi.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.0
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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