Finalmente ci siamo! Dopo due mesi di attesa, torno a immergermi nel mondo di Lost Records: Bloom & Rage di Don’t Nod per analizzare la sua seconda parte.
Fatte le dovute premesse sull’incipit e sul gameplay nella mia precedente RECENSIONE, in questa analisi conclusiva mi concentrerò unicamente sulle dinamiche e le rivelazioni di questa seconda cassetta.
Lost Records: Bloom & Rage – Recensione Cassetta 2
Torniamo immediatamente a vestire i panni di Swann. La seconda cassetta di Bloom & Rage ha infatti inizio nei giorni successivi al colpo di scena finale che ci aveva lasciato con il fiato sospeso un paio di mesi fa. Il danno ormai è fatto, e le nostre protagoniste cercano di mantenere i rapporti e rimediare a quanto scoperto nel modo migliore possibile.
Considerando la giovane età a cui certi temi vengono esposti alle protagoniste, ho apprezzato il modo in cui Don’t Nod sia riuscito a trasmettere la preoccupazione e la loro reazione ad essi. La morte, la perdita, le prime intense emozioni che, nell’età della crescita, vengono elaborate con una sensibilità profondamente diversa rispetto all’età adulta.
Questo filo conduttore prosegue tutto d’un fiato, con un susseguirsi di eventi veloce che mi ha portato al termine della storia in un’unica sessione. La componente paranormale, nonostante non sia ben spiegata, diventa sempre più preponderante con il passare delle ore, portandoci ad un finale tanto emozionante quanto incerto.
Il finale, delineato dalle scelte effettuate durante l’avventura, mi ha infatti lasciato perplesso. Mi sono fatto piacevolmente coinvolgere nelle vite di queste ragazze adolescenti, quasi rivivendo con un sorriso la spensieratezza delle estati giovanili. Eppure, questa componente paranormale non mi ha convinto fino in fondo.
Senza addentrarmi in spoiler, posso dire che la dinamica con cui il titolo si conclude sembra chiaramente voler aprire le porte a un possibile seguito. Legittimo, ma personalmente insoddisfacente rispetto al messaggio di amore e crescita che il titolo mi aveva trasmesso fino a pochi minuti prima della fine.
Il ritorno a Velvet Cove
Il gameplay continua a focalizzarsi sull’utilizzo della telecamera, con qualche piccola aggiunta a rendere leggermente più dinamico l’incedere nella storia.
Rimangono inalterate le mie analisi sulla OST e sui dialoghi, sempre di ottimo livello.
Rimane invariata anche la presenza di qualche glitch grafico che distrae momentaneamente dalla narrazione.