DOOM: non credo di dover spiegare a nessuno cosa è e cosa ha rappresentato questo titolo per l’intera industria videoludica. Sono passati molti anni da quel 1993 che ha visto la prima release del brand e quest’anno, dopo un ottimo reboot arrivato a Maggio 2016, DOOM torna sui nostri schermi in VR, anzi VFR.
Grazie all’immersione garantita dal PlyStation VR, Bethesda ed ID Software ci portano sul pianeta Marte con DOOM VFR, circondati da demoni assetati di sangue e pronti a farci la pelle.
In questa recensione, oltre a farvi qualche accenno sulla trama, mi concentrerò soprattutto sull’aspetto VR e sulle sensazioni che riesce a trasmettere il titolo quando ci fa ritrovare in prima persona dentro al suo tetro mondo pieno di pericoli.

La nostra recensione di DOOM VFR!

DOOM VFR è uno dei primi brand, con un marchio non indifferente, ad affacciarsi alla realtà virtuale di PS4. Il gioco offre solamente una modalità campagna, completabile in circa 4 ore a difficoltà normale, oltre ad alcuni livelli sbloccabili tramite i collezionabili sparsi per il gioco, tratti dal DOOM originale.
Per quanto riguarda la trama, il titolo VR si ispira palesemente al reboot uscito lo scorso anno. In questo caso non saremo il famosissimo Marine smemorato che smembra e fa fuori centinaia e centinaia di demoni; faremo invece le veci di uno scienziato deceduto la cui coscienza è stata impiantata in un network artificiale con lo scopo di uccidere demoni e ristabilire le operazioni della struttura. Nonostante la storia sia solamente un pretesto da dare al giocatore per iniziare la carneficina, ho trovato piuttosto semplice la narrazione ed anche lo svolgimento della trama: se non altro avremo sempre il quadro chiaro su quello che sta succedendo.
Le ambientazioni, nonostante il leggero calo qualitativo rispetto all’ultimo capitolo uscito, sono ben dettagliate e rendono ancor di più grazie all’immersione garantita dalla realtà virtuale, una resa che si nota ancor più durante gli spettacoli di sangue ed interiora sparsi per le varie mappe di gioco. Una menzione speciale va anche agli inferi, che con gli scheletri enormi dei demoni riesce a sorprendere piacevolmente. Se proprio vogliamo trovare un aspetto negativo, molte delle zone che attraversiamo sono prese pari pari dal reboot. Viverle in VR è uno spettacolo, ma avrei preferito una maggiore varietà e qualcosa di nuovo.

Il gameplay di DOOM VFR è quello che tutti ci saremmo aspettati. Armati di tutto punto dovremo far fuori tutti i demoni che ci sbarreranno la strada.
Il VR ci propone 3 metodi per affrontare la nostra avventura: con il Pad PS4, con i Move oppure con l’Aim Controller (lo stesso utilizzabile su Farpoint).
Per quanto sparare ai propri nemici muovendo le armi con le proprie mani possa sembrare il metodo migliore per affrontare questo titolo, devo proprio dire che la gestione del movimento con i Move è, per quanto mi riguarda, terribile. Il movimento viene gestito con piccoli scatti (nelle 4 principali direzioni: avanti, indietro, destra e sinistra) oppure grazie a un “teletrasporto” che ci porta nell’area che stiamo guardando in quel determinato momento con il VR. Utilizzando i Move però non vi è alcun tasto che ti riporti a guardare “in avanti”, tornando ad essere di fronte alla PS Camera che rileva il VR. Questo porta a perdere la cognizione spaziale nella quale si è rivolti e a non riuscire a muoversi efficacemente per proseguire nell’esplorazione e nei combattimenti. Per fare un esempio, giocando mi è capitato di non riuscire a proseguire guardando nella direzione desiderata. Dopo vari tentativi e trovata la direzione per proseguire, mi sono accorto di essere voltato di spalle rispetto alla PS Camera e questo ha reso impossibile il riconoscimento del movimento dei move e mi ha costretto a resettare tutto dal menù.
Con il Pad, invece, il tutto risulta molto più chiaro e fluido. Con la levetta analogica destra possiamo girare la visuale, non costringendoci quindi a movimenti strani e fastidiosi. Per muoversi rimane lo stesso sistema già descritto sopra, ossia l’uso del “teletrasporto” e degli “scatti”, anche se dal menù impostazioni possiamo abilitare il movimento tramite la levetta analogica sinistra.
Le problematiche sopra descritte mi hanno portato a maledire il sistema di controllo con i Move e a passare repentinamente al pad.
Risolto il problema del movimento, il resto del titolo riesce ad immergere il giocatore in quest’inferno (letteralmente). Vedere i demoni a distanza ravvicinata, osservarli mentre ci corrono incontro e ci attaccano rende tutta l’esperienza molto adrenalinica.
Con le nostre 8 armi (le stesse del reboot), le granate ed un BFG più piccolo del normale, seminare morte e distruzione nel regno dei demoni non è mai stato così immersivo ed appagante (soprattutto quando li vedete saltare in aria a brandelli a pochi passi da voi).


Tecnicamente, come accennato più su, DOOM VFR, pur non essendo minimamente ai livelli del reboot, si difende egregiamente. I modelli dei nemici sono veramente ben realizzati, trovarsi a pochi passi da un “Barone infernale” in carica non mi ha mai emozionato in questo modo.
Personalmente non ho avuto alcun problema di motion-sickness; solamente un leggero mal di testa dopo qualche ora ininterrotta di gioco, niente di grave.
Il titolo è completamente doppiato in italiano, sia i dialoghi che i pannelli con cui si può interagire. I dialoghi sono ben realizzati e le musiche, anche queste tratte dal reboot, riescono ad immergere efficacemente nell’ambientazione.
Un elogio anche ai caricamenti presenti tra un livello e l’altro che, su PS4 Pro, sono veramente rapidi.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5

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