Spec OPS: The Line – Anteprima

Durante il GamesCom 2010 siamo stati invitati da 2K Games per assistere ad una presentazione privata di Spec OPS: The Line. Si tratta di uno sparatutto in terza persona, genere di cui il mercato è ormai saturo, contornato da un gameplay che include un sistema di copertura simile a quello visto in Gears of War o Uncharted 2.

Nella dimostrazione privata di Spec OPS: The Line, abbiamo assistito ad una fase di gioco in cui ci sono state mostrate diverse peculiarità di questo titolo. Ma facciamo prima un quadro generale su cosa è Spec OPS: The Line. La storyline di questo titolo non sembra spiccare di originalità: dovremo infatti ritrovare la squadra Delta scomparsa misteriosamente mentre era sulle tracce del colonnello John Konrad, anch’esso scomparso. Tutto questo per qualsiasi videogiocatore con un minimo di "cultura videoludica" potrebbe sembrare banale e ripetitivo, ma Spec OPS: The Line offre un’ambientazione unica: Dubai devastata da una tempesta di sabbia e semidistrutta da una guerra civile. E’ così che tutte le azioni che avete già visto e compiuto nella miriade di titoli di questo genere usciti sinora hanno un sapore diverso grazie agli scenari che ci vengono offerti: palazzi lussuosi con ampie sale sono stati lacerati da esplosioni ed invasi da cumuli di sabbia, muri semi abbattuti che formano stretti cuniculi in cui avventurarsi ed altri dettagli scenici rendono l’idea della desolazione che regna nella città e rendono l’atmosfera affascinante.

Ora passiamo alla Demo a cui abbiamo assistito personalmente. La missione iniziava all’interno di un tunnel, dove ovviamente l’illuminazione scarseggia e per dimenarci alla ricerca di un’uscita usiamo una torcia. Passo dopo passo si va avanti fino a che non troviamo un’apertura che ci porta subito dentro una grande sala di un palazzo semidistrutto. Qui lo scenario cambia: colori sgargianti di varie tipologie di marmo si mischiano alla sabbia accumulata ad ogni angolo più remoto. Per uscire dall’edificio siamo costretti ad abbattere una vetrata a suon di colpi d’arma da fuoco e ci ritroviakmo nello spazio aperto. E’ qui che iniziano i primi guai per la squadra mandata in missione. Le prime sparatorie con i nostri avversari ci danno una prima idea del gameplay di Spec OPS: The Line. Sembrano non esserci grandi novità: si va avanti nascondendosi dietro i vari ostacoli che troviamo lungo il percorso, sparando sporgendoci o alla cieca. Mentre avviene tutto ciò potremo dare ordini alla squadra, composta da altri due componenti; per quanto riguarda questa caratteristica i nostri partner sembrano comportarsi bene, mostrando un’ottima IA che a volte prende iniziative togliendoci dai guai.
Inizialmente ci è sembrato che per uccidere i nemici bastassero pochi colpi, e così è ma questo fattore è reciproco: bastano due o tre proiettili ben assestati ed anche noi saremo costretti a mettere il nostro alter-ego al riparo per recuperare le forze e successivamente continuare l’azione. Nella parte finale di questa dimostrazione abbiamo assistito ad una scena molto interessante. La squadra si trova davanti ad un gruppo di terroristi che tengono in ostaggio una donna civile. In questi casi bisogna pensare in fretta il da farsi in quanto la situazione potrebbe cambiare ed andare per la peggio.
Dal punto di vista tecnico Spec OPS: The Line sembra promettere davvero bene. Ha mostrato infatti un dettaglio davvero ben realizzato sia per quanto riguarda le texture degli edifici che dei personaggi. In un paio di punti abbiamo assistito anche a delle esplosioni di muri, che hanno dato libera uscita alla sabbia; l’effetto dei granelli che scorrono è davvero ben realizzato ed il motore grafico lo riesce a far sembrare molto realistico. 

Considerazioni di Antonio Loparco
Può sembrare semplice buttarsi a capofitto all’interno di un genere ormai affermato ed in voga tra i videogiocatori, sfruttando l’onda per ottenere il successo. Ma oltre a questo serve una realizzazione di tutto rispetto per sfondare nelle classifiche delle vendite. Spec OPS: The Line sembra però che non abbia questi problemi. Vedere il genere dello sparatutto in terza persona immergersi in ambientazioni del tutto inedite fa sempre piacere, soprattutto se tutto questo è contornato anche da un comparto tecnico che con qualche piccolo appunto qua e la può davvero sorprendere e lasciare il segno. Non vorrei fare pronostici troppo azzardati ma personalmente son molto fiducioso per quanto riguarda questo titolo. Staremo a vedere a prodotto finito cosa ci proporrà Yager Development.

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