Resident Evil e la componente multiplayer – Parte 1

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Resident Evil e la componente multiplayer - Parte 1

È ufficiale: il prossimo Resident Evil in cui ci imbatteremo è Resident Evil 3. Nello specifico parliamo del remake del capitolo uscito per la prima PlayStation nel 1999, sulla falsariga dell’operazione compiuta con Resident Evil 2 che conta ora 5 milioni di copie vendute. L’annuncio ufficiale, anticipato da una serie di rumor che hanno rovinato la sorpresa, è arrivato durante l’ultimo State of Play, accompagnato dalla data di uscita, 3 Aprile 2020, e dall’inclusione di “Project Resistance“, ora Resident Evil Resistance, nel remake come contenuto multiplayer. Presentato in occasione del Tokyo Game Show, quest’ultimo si è palesato come un multiplayer asimmetrico, sulla scia del fortunato Dead By Daylight, quattro contro uno.

Le sfaccettature del multiplayer in Resident Evil

A differenza però del prodotto appena citato, il giocatore che ostacolerà i sopravvissuti non avrà il controllo di un unico invincibile boss, ma sarà il Mastermind, colui che dirigerà l’incubo. Al comando di una postazione di sorveglianza, il Mastermind deciderà dove e quando posizionare trappole, quali armi biologiche sguinzagliare e solo in caso di necessità prenderne il diretto controllo. L’obiettivo degli altri giocatori sarà fuggire di stanza in stanza mentre un timer potrà decantare il loro fallimento. Tuttavia, questo conto alla rovescia si dimostra estremamente volubile, poiché si guadagnano secondi eliminando zombie e compiendo i vari obiettivi, mentre si perdono se si viene feriti o uccisi.

Resident Evil e la componente multiplayer - Parte 1

Successive all’evento, dopo il quale sono scaturite delle perplessità, sono dichiarazioni, a sorpresa, secondo cui questa non era l’unica sfaccettatura di questo progetto dal titolo ancora non definito. Dunque, nessuna virata esclusiva verso il multiplayer, si parlava anche di una campagna single-player e un’ulteriore modalità cooperativa. Oggi abbiamo la risposta a questo interrogativo, ma già mesi fa lo sfondo di queste nuove vicende, nuovamente la cittadina di Raccoon City durante gli eventi del 1998, hanno fatto speculare i fan sul possibile filo conduttore che teneva insieme questo esperimento e le disavventure di Jill Valentine.

Nonostante Resident Evil Resistance sarà parte di Resident Evil 3, la presenza di un proprio nome farebbe pensare che Capcom ha comunque nei piani il rilascio come titolo stand-alone del multiplayer sviluppato da NeoBards Entertainment, probabilmente a prezzo ridotto.
In questa occasione, vogliamo però rimanere sulle prime ricezioni negative del pubblico riguardo questo nuovo progetto per parlare della componente multigiocatore, cooperativa e competitiva, che si è fatta strada nella serie survival horror per venire incontro alle tendenze del mercato. Perché di esperimenti su questo versante ce ne sono stati, e anche parecchi.

La beta cooperativa di Resident Evil (1996)

Bisognerebbe partire dal capostipite targato 1996, o almeno da uno dei molteplici concept del gioco. Posteriore all’idea dell’utilizzo della prima persona, vi è quella di una modalità multigiocatore cooperativa. È reperibile in rete un breve filmato di una versione beta che vede Chris e Jill aggirarsi insieme per i corridoi di villa Spencer. A giudicare però dai movimenti di Jill, che inoltre indossa un completo differente da quello nel prodotto arrivato effettivamente nei negozi, non sembra che un secondo giocatore stia effettivamente controllando la donna. Inoltre, la telecamera fissa e la possibilità dei due giocatori di muoversi indipendentemente l’uno dall’altro non potevano sposarsi bene insieme. Si sarebbe trattato probabilmente di una versione primitiva del sistema adottato poi in Resident Evil 0, dove Rebecca e Billy potevano vivere momenti differenti in luoghi differenti dell’ambiente di gioco.

Ma una modalità cooperativa per la prima iterazione del franchise è arrivata in Resident Evil: Deadly Silence. Nel porting su Nintendo DS in occasione del decimo anniversario, fino a quattro giocatori possono partecipare ad uno di tre scenari con l’obiettivo di sbloccare l’ultima porta. I personaggi, selezionabili tra le schiere dell’Alpha e Bravo Team, non saranno però presenti contemporaneamente su schermo. Una stella indica se un giocatore si trova nella nostra stessa zona. Tutti i giocatori usano però la stessa barra della salute. Ciò vale anche per i nemici, permettendo loro di essere sconfitti più velocemente quando più giocatori nuocciono allo stesso nemico. I giocatori possono inoltre scambiarsi gli oggetti depositandoli nei condivisi bauli “magici”. Presente anche la variante Versus, coi giocatori che gareggiano per completare per primi lo scenario.

Resident Evil Outbreak: il primo esperimento multiplayer online

Il primo vero esperimento multiplayer sfruttò l’infrastruttura online di PlayStation 2. Tra il 2003 e il 2004 è stato pubblicato Resident Evil Outbreak, in esclusiva proprio per la console Sony. Fino a quattro giocatori potevano partecipare ad uno di cinque scenari giocabili in maniera indipendente per agevolare la gestione di circoscritte sessioni online. Otto sono i sopravvissuti selezionabili, ognuno con elementari background ma con precise caratteristiche fisiche e azione attuabili che appioppavano ad ogni personaggio uno specifico ruolo. Per comunicare i giocatori avevano a disposizione un sistema di frasi predefinite, poiché gli sviluppatori sostenevano che la chat vocale avrebbe danneggiato l’atmosfera. In alternativa, in modalità giocatore singolo si è accompagnati da due personaggi controllati dalla CPU. Alternativa che a noi europei è stata imposta, dato che server europei non esistevano. La debole intelligenza artificiale rendeva inattuabili momenti che vedevano sopravvissuti bloccare porte mentre gli altri giocatori potevano guadagnare terreno.

Resident Evil e la componente multiplayer - Parte 1Ogni scenario può essere affrontato a differenti livelli di difficoltà, che influenzano resistenza e forza dei nemici e l’efficacia degli oggetti che troveremo. Outbreak introduce un indicatore in percentuale di infezione, che limita la quantità di tempo che i giocatori possono trascorrere in uno scenario. L’indicatore aumenta a velocità diverse per i vari personaggi, ma può toccare picchi se il personaggio viene ferito da un infetto. Il seguito, Resident Evil Outbreak File # 2, è stato rilasciato nel 2005 e ha portato con se anche server europei. Considerabile un’espansione a tutti gli effetti del capitolo precedente, originariamente concepito come un gioco molto più grande, ritroviamo gli stessi otto sopravvissuti impegnati in cinque nuove location. Migliorie riguardano tempi di caricamento più brevi, assenza della pausa quando si apre l’inventario o la mappa e la possibilità di camminare e sparare allo stesso tempo.

Puro divertimento in compagnia

Dotati della modalità multigiocatore sono anche i due sparatutto su binari che hanno usufruito dei Wiimote. In essi sono ripercorse le vicende dei principali episodi precedenti attraverso una prospettiva in prima persona. Resident Evil: The Umbrella Chronicles è stato rilasciato nel 2007 e ha ripreso gli eventi che hanno portato alla fine dell’Umbrella. Questo attraverso Resident Evil 0 , Resident Evil, Resident Evil 3: Nemesis ed un ulteriore scenario, accessibile dopo aver completato i tre precedenti, intitolato “Umbrella’s End”. Quest’ultimo presenta una storia esclusiva ambientata in una struttura russa della società farmaceutica nel febbraio 2003 con protagonisti Chris e Jill. Per l’occasione un nuovo personaggio, Sergei Vladimir, funge da villain. Quando si gioca da soli si è chiamati a selezionare uno dei due personaggi proposti per lo specifico capitolo. Nel caso si sia accompagnati da un amico, entrambi i personaggi saranno coinvolti e condivideranno la medesima barra della salute.

Resident Evil: The Darkside Chronicles ha, d’altro canto, l’obiettivo di ripercorrere gli eventi di Resident Evil 2 e Resident Evil CODE: Veronica con un terzo atto inedito. Nel 2002, in Sud America, Leon S. Kennedy e il suo partner Jack Krauser stanno cercando Javier Hidalgo, un ex signore della droga. Tuttavia, quando Leon e Krauser raggiungono il villaggio vicino, scoprono che le persone sono tramutate in zombi. I due finiscono per incrociare una ragazza misteriosa, la quale si scopre essere legata all’uomo che stavano cercando. In questo secondo capitolo si è sempre accompagnati dal personaggio non selezionato. Questa volta sarà presente anche la sua barra della salute e, di conseguenza, il game over può scaturire anche dalla sua morte. Il suddetto personaggio potrà essere affidato ad un giocatore umano.

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La cooperativa abbraccia un capitolo numerato

Con Resident Evil 5, Capcom introduce la modalità cooperativa in un capitolo numerato, affiancando al pompato Chris Redflield una nuova patner, Sheva Alomar membro della filiale dell’Africa occidentale della BSAA. Quest’ultima sarà controllata dall’IA oppure da un giocatore in carne ed ossa, in modalità schermo condiviso oppure online. I due protagonisti dovranno cooperare non solo nell’eliminare i majin e le altre armi biologiche, ma dovranno attivare interruttori presenti in parti differenti della mappa e aiutarsi per raggiungere particolari punti alti.

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Inoltre, quando un giocatore verrà afferrato da un nemico, potrà provare a liberarsi da solo oppure attendere il proprio alleato che, con un preciso comando, attuerà un attacco melee sul nemico. Il game over sarà determinato dalla morte di un singolo personaggio ma, esaurendo la propria salute, il personaggio entra nello stato di dissanguamento in cui non potrà difendersi, mostrandosi vulnerabile ad un attacco nemico. Potrà unicamente essere rimesso in piedi dal proprio alleato prima che la salute scenda a zero. Ogni personaggio ha poi la possibilità di portare con sé fino a nove oggetti, tra armi, granate e cure.

Resident Evil 6 eredita il medesimo impianto cooperativo con alcune piccole varianti. La più grande colpisce quando si è accompagnati dalla CPU, la quale questa volta non potrà morire o esaurire i proiettili. Non sarà presente né la sua salute né il suo inventario. Inediti sono i momenti delle campagne in cui due coppie di protagonisti si incontrano. In questo caso il gioco si apre ad uno scenario cooperativo per quattro giocatori. La seconda coppia può essere ricercata tramite il matchmaking oppure affidata all’IA.

Mira al punteggio più alto

The Mercenaries è una modalità di gioco extra presente in Resident Evil 5. Come nella precedente iterazione, in Resident Evil 4, l’obiettivo in The Mercenaries è quello di accumulare quanti più punti possibili in un periodo di tempo limitato. Partendo da due minuti il giocatore può però aumentare i secondi a disposizione distruggendo clessidre sparse sulla mappa. Nel caso si giochi da soli, non si viene accompagnati dalla CPU. In quel caso, è possibile uscire dallo stato di morte autonomamente premendo ripetutamente il tasto richiesto. Se si gioca in due, i nemici appariranno più aggressivi e saranno in numero maggiore. Ogni personaggio presenta poi uno specifico set di armi che non può essere modificato.

Per spianare la strada allo spin-off Resident Evil Revelations, su 3DS è stato rilasciato Resident Evil The Mercenaries 3D, gioco che puntava unicamente sulla modalità trattata prima. La versione proposta è quella del quinto capitolo con personaggi e mappe riprese anche dal quarto episodio. Inclusa la modalità cooperativa in LAN o in Wi-Fi. Sono state introdotte funzionalità inedite, come la possibilità di mirare in prima persona, sebbene sia disponibile anche la telecamera su spalla. Un’altra caratteristica è la capacità di muoversi mentre si spara o si ricarica, ma non è possibile mirare nel caso non si abbia a disposizione l’accessorio Circle Pad Pro oppure non si giochi con la versione New del 3DS.

Resident Evil e la componente multiplayer - Parte 1

Possibile questa volta la personalizzazione dell’equipaggiamento dei personaggi, comprese abilità passive, sbloccabili attraverso le 30 missioni in 8 stage differenti che compongono la “modalità principale”. Ricontrolliamo Chris, Jill, Rebecca, Barry e Wesker dal quinto capitolo, Krauser e Hunk dal quarto, mentre per Claire è sia la prima apparizione in questa modalità che in un titolo della serie con telecamera su spalla. La modalità, che torna nel sesto capitolo, non mostra rilevanti sconvolgimenti, si limita semplicemente a giocare con l’immaginario del suddetto capitolo.

Primi passi

Tuttavia, è a partire da The Mercenaries che comincia a delinearsi la virata verso il genere degli sparatutto competitivi. Il DLC del quinto episodio “Versus”, rilasciato successivamente, è il seme da cui sboccerà Operation Raccoon City, prima, e Umbrella Corps, dopo. Un passaggio che passa anche per ulteriori esperimenti multiplayer non considerabili tanto malvagi. Ma di tutto ciò parleremo successivamente, in un secondo speciale.

Carlo Garofalo
Appassionato di Videogiochi, ha approcciato al medium guardando giocare i genitori con la prima PlayStation. Con un draghetto viola da una parte che riusciva una volta su dieci a raggiungere le varie piattaforme, e dall'altra un povero neo-poliziotto incapace di coordinare i propri movimenti per sfuggire nella parte iniziale alle singolari creature, lo stanco ragazzino ha poi deciso di prendere in mano lui stesso il DualShock.

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