Il primo capitolo di NiOh ebbe uno sviluppo piuttosto travagliato. Nel 2004 il progetto, presentato come “Oni”, fu rinviato per svariati anni fino a quando, dopo innumerevoli fasi alpha e beta, l’action rpg sviluppato dal Team Ninja venne finalmente alla luce, nel febbraio 2017, con la pubblicazione in esclusiva temporale su PlayStation 4.
NiOh, a causa del suo gameplay fortemente somigliante ai lavori di From Software, venne subito inserito nella cerchia ristretta dei “Souls-like”. Il tutto nonostante abbia molte altre qualità, le quali lo distinguono da molte altre produzioni di questo rinomato sottogenere.
Il titolo propone un’ambientazione dark-fantasy, mettendo in atto una sorta di rivisitazione sanguinolenta dell’epoca Sengoku: trovandoci dunque in Giappone intorno al 1600.
Facendo un breve riassunto, NiOh ha un protagonista e una storia “attiva”, arricchita dalla mitologia giapponese. Nonostante il gameplay, come già dichiarato poc’anzi, riprenda le iconiche meccaniche della serie Souls, Team Ninja è riuscito ad approfondire queste ultime con alcune idee interessanti. Come ad esempio la postura, combo diversificate in base alle varie tipologie di armi ed un mondo di gioco strutturato a missioni.
Accolto positivamente dal pubblico il primo capitolo ebbe il suo meritato successo, con una serie di contenuti post-lancio in grado di arricchire il gioco con nuove missioni, armi ed eventi capaci di mettere alla prova le abilità di ogni giocatore.
A distanza di poco più di un anno, Koei Tecmo, Sony Interactive Entertainment e Team Ninja presentarono sul palco dell’E3 2018 NiOh 2, sequel per collocazione storica del primo capitolo.
Il titolo si presenta oggi ad un pubblico selezionato grazie ad una Closed Alpha. Noi di PlayStation Zone abbiamo avuto modo di provarlo e siamo lieti di parlarvene in questo nostro provato!

NiOh 2: ritorno all’Era Sengoku.

Come già dichiarato durante l’E3 2018, NiOh 2 è un seguito indiretto del primo capitolo. Questo nuovo capitolo permette ai giocatori di creare un proprio samurai attraverso un editor di personalizzazione ben fornito, anche se non completamente accessibile in questa prima prova. Partendo da un modello di default possiamo sceglierne il sesso e l’aspetto, a seguire sarà possibile modificarne i lineamenti, aggiungere caratteri somatici e, infine, vi sarà modo di personalizzare la trasformazione Yokai, una tra le novità più importanti di questo seguito. Fortunatamente ogni giocatore può cambiare completamente l’aspetto del proprio avatar presso la capanna, disponibile nel Punto di partenza nonché menù di gioco.
Una volta creato il nostro avatar veniamo introdotti al tutorial, nel quale possiamo percepire immediatamente cosa è realmente cambiato dal primo capitolo.

Poche differenze ma buone.

Il primo impatto con NiOh 2 è identico al suo predecessore: scendiamo in missione e impariamo man mano a prendere confidenza con il combat system. Progredendo assieme al nostro avatar impareremo nuove mosse per ogni tipologia d’arma, attraverso lo sblocco di nuove abilità.
Il sistema di progressione risulta invariato rispetto al primo capitolo. È possibile infatti spendere gli “Amrita” ottenuti dai nemici negli appositi santuari, i quali presentano (al momento) le stesse funzionalità utilizzate in NiOh.
Anche l’impostazione dell’equipaggiamento è rimasta invariata. Ritroviamo anche qui i due slot di scelta rapida, utili per prepararci al meglio contro nemici ed eventuali boss fight.
Nuova introduzione del combat system è senza ombra di dubbio la trasformazione Yokai, la quale avviene attraverso l’attivazione dello spirito guardiano. Il nostro avatar assume le sembianze di uno spirito maligno e, come nel primo NiOh, riceve un consistente power up durante la suddetta forma. La trasformazione viene determinata dallo spirito guardiano che ci accompagna in quel momento: nel caso di Makami, diventiamo uno yokai fiammeggiante munito di clava; mentre utilizzando Kagewami, la trasformazione cambia totalmente. La trasformazione Yokai può essere potenziata attraverso l’inserimento di due abilità utilizzando i nuclei d’anima, delle sfere rosse rilasciate solamente dagli yokai uccisi. Le abilità che possiamo applicare spaziano dall’evocazione di qualche soldato ad una determinata mossa speciale, è dunque fondamentale scegliere accuratamente le due abilità per trarre il maggiore vantaggio in combattimento.
Un’altra interessante introduzione è costituita dalle armi benedette e corrotte. Queste sostituiscono le classiche armi bianche elementali. Anziché ospitare un determinato buff di tipo fuoco, acqua, terra o fulmine, le armi possiedono una barra che va ricaricata sconfiggendo i nemici, da queste si trae una nuova forza per un tempo limitato.
Assolutamente gradito il ritorno della modalità cooperativa, attivabile presso un qualsiasi santuario attraverso l’ausilio di una tazza di ochoko. Ovviamente non mancano le magie Ogyo ed i Ninjutsu, con i quali possiamo creare talismani elementali e strumenti da utilizzare in battaglia.

E’ tempo di sguainare la spada

NiOh 2 presenta nuovi avversari, nonostante rimangano le due tipologie a noi già familiari: umani e yokai. Mentre per la fazione terrestre non vi è stato alcun particolare cambiamento, i nemici del regno oscuro hanno ricevuto un piccolo miglioramento decisamente interessante. Alcune aree della mappa, infatti, sono completamente oscurate, rendendo il nostro KI lento nel suo completo ripristino. Queste aree pullulano di yokai assetati di sangue, purificarle (così da rendere un secondo passaggio meno doloroso) richiede lo sterminio di tutti i nemici presenti nelle vicinanze.
Un’altra aggiunta importante è la possibilità di evocare l’avatar di altri giocatori nella propria partita. Oltre ai già conosciuti redivivi, i quali rappresentano gli avatar di altri giocatori defunti, troviamo anche dei papabili alleati segnalati da una katana azzurra conficcata nel terreno. Questi vengono controllati dall’intelligenza artificiale del gioco e restano al nostro fianco per una manciata di minuti o fino alla loro morte. Il loro impiego torna molto utile durante le boss fight.
Anche gli scontri con i boss presentano qualche fattore a sorpresa. Questi ultimi sono in grado pervadere l’intera arena con la tipica “nube” del regno oscuro, rallentando di conseguenza il recupero KI ed i movimenti. In questa fase sta al giocatore l’obbligo a non farsi sorprendere impreparato, considerando anche la leggera variazione del pattern nemico.
Tornano i simpatici Kodama e le fonti termali, inoltre il Team Ninja ha ben pensato di introdurre anche una sorta di controparte degli spiriti benevoli. Per la mappa di gioco è infatti possibile trovare degli spiriti viola, simili per dimensioni ai Kodama. Incontrandoli, questi ultimi richiederanno in dono un oggetto (che non viene specificato in alcun modo). Una volta donato, essi vi ricompenseranno a loro volta con un altro consumabile.

La tecnica dietro l’arte

Anche NiOh 2 vanta opzioni grafiche su PlayStation 4. È possibile scegliere tra prestazione e risoluzione: la prima favorisce un frame rate più fluido e stabile, mentre la risoluzione spinge il software ad un livello di dettaglio migliore.
Il motore grafico di NiOh 2, rispetto al suo predecessore, non vanta al momento di grossi cambiamenti. In ogni caso, la palette dei colori e l’illuminazione ambientale hanno ricevuto piccoli miglioramenti, donando una visione d’insieme più godibile.
Il team di sviluppo ha optato per un riutilizzo di qualche asset eccessivo, soprattutto per la creazione dei due livelli attualmente disponibili. Anche il tutorial possiamo definirlo un semplice copia e incolla del primo capitolo, dato che si svolge allo stesso modo.
Un piccolo cambiamento che invece abbiamo apprezzato è la rappresentazione del mondo di gioco nel menù principale. Team Ninja ha optato per una presentazione tridimensionale, con tutti gli elementi geografici del luogo, in modo dettagliato. Non possiamo che aspettarci un papabile miglioramento nel prodotto finale.
La riproduzione degli Yokai, al momento, è convincente quanto quella vissuta nel primo capitolo. Le ambientazioni, inoltre, grazie anche ad una buona colonna sonora, sono riuscite a coinvolgerci abbastanza nell’arco delle due missioni principali a cui abbiamo potuto mettere mano.

Sensazioni e aspettative

Il Team Ninja non ha voluto stravolgere troppo il gameplay di NiOh 2. Le prime novità illustrate all’interno di questo primo contatto, ci spingono a pensare che il prodotto punti molto sulla cooperazione tra i giocatori. Soprattutto data la sensazione che sia le boss fight, che alcuni yokai abbiano qualche punto vita in più rispetto al livello consigliato della missione.
Non ci sentiamo di parlare di difficoltà, dato che abbiamo avuto a che fare con pattern abbastanza semplici da apprendere. In ogni caso, abbiamo avuto che fare con nemici leggermente più resistenti se confrontati con l’inizio di NiOh.
L’intelligenza artificiale che governa gli alleati da noi evocati ci è sembrata leggermente scarsa. In alcune occasioni, soprattutto durante le due boss fight disponibili, il nostro alleato è rimasto letteralmente impalato mentre veniva martoriato dal nemico.
Il primo approccio con la trasformazione yokai rappresenta un’alternativa al normale utilizzo degli spiriti guardiani più che valida. Sarà curioso vedere quante trasformazioni saranno disponibili a prodotto finito.
Un altro aspetto che ci incuriosisce maggiormente, sperando venga ulteriormente approfondito, è l’editor di creazione del personaggio; le cui possibilità, solamente anticipate e momentaneamente non utilizzabili, solleticano la nostra creatività.
Nonostante si tratti di un seguito storico e non narrativo, siamo curiosi di sapere dove vorrà andare a parare questo seguito, il quale non vedrà più protagonista il buon William Adams. Ricordiamo che NiOh 2 è in fase di sviluppo in esclusiva su PlayStation 4. Noi vi diamo appuntamento ad un prossimo provato.

Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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