Mortal Kombat – Mille finisher con cui uccidere

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Mortal Kombat - Mille finisher con cui uccidere

Nel 1992 un’insolita creatura mise piede nel colorato mondo dei videogiochi. Nato dalla mente di Ed Boon e John Tobias per Midway Games, questo essere tinse di rosso e bianco gli schermi dei cabinati. Realismo e violenza sembravano essere i pilastri su cui si ergeva Mortal Kombat, picchiaduro ad incontri in due dimensioni, presentando personaggi realizzati digitalizzando dei veri attori, effetti sonori, voci reali e le spaventose, ma affascinanti, Fatality. Queste ultime sono finisher, attuabili con particolari sequenze di tasti, le quali mettono fine alla vita dell’avversario una volta raggiunti i round necessari per la vittoria. Nel migliore dei casi il malcapitato si ritrova con qualche arto amputato. Nel peggiore esplode, abbellendo gli stage di ossa e budella a non finire.

Mortal Kombat, tra Fatality e Brutality

Qualcuno, per fortuna, “pensò ai bambini” portando alla luce l’Entertainment Software Rating Board, il sistema di rating nordamericano per i videogiochi, il quale affibbiò a Mortal Kombat la dicitura “Mature”. Lasciando da parte ogni tipo di citazione questi sistemi tutelano i più piccoli da temi non ancora di facile comprensione per loro (esattamente come il nostro PEGI), andando oltre la più esplicita violenza. In aggiunta a ciò, lo stesso prodotto beneficia di un controllo certificato dei contenuti.
Ovviamente, il team dietro la serie non si fece affatto spaventare, neanche dalla censura di Nintendo per la conversione per Super Nintendo. Tutt’altro, nel tempo rincararono la dose con nuove tipologie di finisher, oltre alle sempreverdi Fatality, che andremo a ripercorrere proprio oggi.

Mortal Kombat - 1000 finisher per uccidere

Furia animale

Introdotte in Mortal Kombat 3, comparse poi anche nelle versioni Ultimate e Trilogy, le Animality consentono al giocatore di eliminare il proprio avversario assumendo una forma animale, sfruttando dunque le caratteristiche che quest’ultimo concede. Da Nightwolf, capace di assumere la forma di lupo per sbranare il nemico, a Mileena, la quale soffoca l’avversario trasformandosi in puzzola, ogni tipo di animale è stato utilizzato dal team di sviluppo, sia i letali che i non.
Da notare che Liu Kang era già capace di mutare in drago, staccando la parte superiore del corpo del nemico, nel precedente capitolo. In quel caso, però, si parlava di una classica Fatality.
Particolare interessante riguarda Scorpion e Reptile. Al contrario di Nightwolf, questi due personaggi non assumono la forma animale che il proprio nome suggerisce. Scorpion si può trasformare in un pinguino, mentre Reptile in uno scimpanzé.

Mortal Kombat - 1000 finisher per uccidere

Combo letali

Combo straordinariamente lunghe capaci di uccidere l’avversario con la loro forza, le Brutality debuttarono in Ultimate Mortal Kombat 3. Poco popolari perché troppo difficili da eseguire – era necessaria una veloce successione di undici tasti – esse anticipavano la possibilità di effettuare una Fatality, facendo esplodere l’avversario in un tripudio di sangue ed ossa. Rimosse nei successivi titoli, esse sono tornate in Mortal Kombat: Shaolin Monks, picchiaduro a scorrimento in ambiente 3D, sfruttando la diversa natura del gioco. Qui, infatti, assumevano la funzione di colpi speciali a seguito di potenziamenti.
Rivisitate ancora una volta per Mortal Kombat X, esse infine assunto la connotazione di attacchi speciali capaci di uccidere il nemico in maniera violenta simile ad una Fatality. Differenti sono le condizioni da combattente a combattente, in comune vi è l’utilizzo come ultimo attacco, da eseguire prima di esaurire la salute dell’avversario, sotto forma di mossa speciale.

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Buon viso a cattivo gioco, più o meno

Apparse per la prima volta nel secondo capitolo numerato, le Babality trasformano gli avversari in una versione infantile del loro personaggio. In Mortal Kombat 2, per eseguire una Babality, il giocatore deve aver vinto il round finale usando solo il calcio alto o basso. In Mortal Kombat 3 e nelle sue successive versioni, il giocatore doveva vincere il round senza parare. Rigorosamente muniti di pannolino, i bambini erano mostrati in lacrime, pianto annesso. Inoltre, la scritta Babality nel secondo capitolo era di un generico verde, mentre successivamente è stata sostituita da una scritta costituita da lettere poste su mattoncini colorati che cadevano dal cielo. Reintrodotte nel reboot, i bambini non solo sono mostrati in lacrime, ma anche mentre si fanno male usando le loro capacità.

Mortal Kombat - 1000 finisher per uccidere

Introdotte insieme alle Babality (con i medesimi requisiti per l’esecuzione), le Friendship fanno eseguire ai combattenti atti di gentilezza e buona volontà nei confronti del loro indifeso e stordito avversario, dopo aver vinto lo scontro. Esempi sono il regalo di compleanno di Baraka, la foto autografata di Johnny Cage ed il Charleston di Cyrax. Cose molto fuori contesto ed imbarazzanti insomma. Le lettere della scritta Friendship sono costituite da palloncini colorati.
In Mortal Kombat X viene fatto riferimento a queste finisher  durante la Fatality in cui Cassie Cage si fa un selfie col nemico. Per l’occasione Cassie mostra la propria splendida dentatura, postando la foto su un social network noto come Friendship.
Entrambe le finisher nascono con l’intenzione di deridere le critiche ricevute al picchiaduro.

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Sfuggire al disonore

L’Hara-Kiri (che in giapponese significa sventramento) è una finisher alternativa di Mortal Kombat: Deception. Il giocatore appena sconfitto, il quale sta per morire a causa di una fatality, decide di suicidarsi per sfuggire all’umiliazione. Kenshi è l’unico personaggio che esegue il tradizionale Hara-Kiri della cultura giapponese, ossia l’auto-sventramento.
Anche se l’Hara-Kiri viene tipicamente eseguito con una Tantō, Kenshi utilizza la sua Sento per l’esecuzione.

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Introdotta in Mortal Kombat X, la Quitality è una finisher relegata esclusivamente agli scontri multiplayer online. Essa ha luogo solo quando il giocatore avversario abbandona la partita prima della dicitura “Finish Him”, cercando dunque di evadere dalla punizione inflittagli dal giocatore. Facendo ciò, la testa del personaggio avversario esplode immediatamente.

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Fatality-fai-da-te

In Mortal Kombat Armageddon, a sostituire le classiche Fatality, vi è il sistema Kreate-a-Fatality. Alle serie di comandi differenti da Fatality a Fatality e da combattente a combattente, è stato introdotto un sistema di personalizzazione in tempo reale della serie di colpi letali da infliggere. Il giocatore può quindi eseguire una combo con un totale di dieci attacchi, prima di strappare la testa all’avversario o rompergli il collo. Un sistema comunque da studiare prima degli scontri, ma che nella realizzazione visiva dello spettacolo risulta meno vario ed elegante. La legnosità delle animazioni caratteristica della serie di certo non aiutava.

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Persino ciò che ti sta intorno è letale

Legate allo stage in cui ci ritroviamo a combattere sono le Stage Fatality. Introdotte già nel primo capitolo, queste finisher utilizzano l’ambiente circostante per dare il colpo di grazia. Celebre e ricorrente è lo stage “The Pit”, dal quale è possibile gettare l’avversario in una distesa di picche che trafiggeranno il suo corpo.

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Debuttano in Mortal Kombat X, con un successivo aggiornamento, le Stage Brutality. Queste, variante delle nuove Brutality, consentono al giocatore di utilizzare un oggetto interattivo dello stage per finire l’avversario. Come condizione, devono esser state utilizzate almeno altre due volte prima.

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Fergality, Multality, Faction Kill e Heroic Brutality

La Fergality è la finisher eseguibile da Raiden unicamente nella versione Sega Mega Drive/Genesis di Mortal Kombat II. In questo caso, il personaggio appena sconfitto si trasforma in Fergus McGovern, dipendente di Probe Ltd. che ha lavorato al porting.

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Proprie di Mortal Kombat: Shaolin Monks, le Multality sono finisher radiali che permettono di uccidere non solo il nemico su cui scagliamo la giusta combinazione, ma anche tutti gli altri nemici nel rostro raggio di azione.

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Le Faction Kill, presenti nel decimo capitolo numerato, chiedono il supporto della fazione scelta ad inizio gioco per l’esecuzione. Ogni fazione ha cinque Faction Kills, diverse l’una dall’altra, sebbene condividano la stessa sequenza di input. Inizialmente il giocatore ha accesso a due Faction Kills, può sbloccarne altre due classificandosi in quella fazione ed un’ultima vincendo la Faction War.

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Infine, inedite del picchiaduro cross-over Mortal Kombat Vs DC Universe (il quale ha poi ispirato la serie Injustice), sono le Heroic Brutality. Non letali, seppur brutali, esse sono eseguite dagli eroi dell’universo DC Comics, poiché essi sono soliti consegnare i malviventi alla giustizia. Al contrario dei buoni, le nemesi degli eroi si adeguano senza problemi allo stile Mortal Kombat.

Mortal Kombat - 1000 finisher per uccidere

Appassionato di Videogiochi, ha approcciato al medium guardando giocare i genitori con la prima PlayStation. Con un draghetto viola da una parte che riusciva una volta su dieci a raggiungere le varie piattaforme, e dall'altra un povero neo-poliziotto incapace di coordinare i propri movimenti per sfuggire nella parte iniziale alle singolari creature, lo stanco ragazzino ha poi deciso di prendere in mano lui stesso il DualShock.

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