Metal Gear Survive – Provato della Open Beta

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Presentato per la prima volta alla GamesCom 2016 da Konami, Metal Gear Survive è il nuovo capitolo e spin-off della celeberrima saga di Metal Gear, i cui fatti si svolgeranno dopo gli eventi del capitolo The Phantom Pain. Al di là dell’annuncio un po’ a sorpresa, non poteva – e non può – mancare lo scetticismo dei fan della serie, che dopo la vicenda tra Kojima e Konami hanno perso la fiducia sia nei confronti del publisher che nella serie stessa, orfana da adesso in poi del suo stesso creatore. Abbiamo potuto provare finalmente il titolo nella sua fase open beta, disponibile dal 18 al 21 Gennaio su PlayStation 4 e Xbox One, e dopo alcune ore di gioco siamo qui per parlarvene in una nostra analisi.

Metal Gear Survive – Provato della Open Beta

Una volta avviata la beta, siamo stati introdotti alla creazione del nostro avatar con cui abbiamo affrontato le varie missioni disponibili. Abbiamo potuto personalizzare il nostro alter-ego in ogni minimo dettaglio, grazie ad un sistema di creazione del personaggio pari se non superiore a quella introdotta in The Phantom Pain. Una volta creato il nostro soldato, siamo stati finalmente trasferiti nell’hub di gioco: si presenta come un’area ampia e spoglia di qualsiasi elemento fisico, all’interno della quale sono presenti delle micro aree che svolgono il ruolo di menù, come ad esempio l’accesso alle missioni o i banchi di creazione.
Prima di avviare una missione, ci siamo preparati al meglio modificando i nostri equipaggiamenti, allenandoci al poligono di tiro e preparare le razioni di cibo utili una volta scesi sul campo. E’ possibile scegliere se affrontare le missioni da soli o in cooperativa con gli amici (cosa che vi consigliamo assolutamente) per adottare una specifica strategia da utilizzare in battaglia. Le due missioni provate in questa beta hanno avuto come obiettivo l’estrazione dell’energia Iris, che abbiamo ottenuto grazie ad un escavatore che abbiamo dovuto proteggere a tutti i costi.

Per la missione da noi provata, il gameplay riprende quasi tutte le meccaniche di The Phantom Pain mescolandole a quelle di un Tower Defense e di un Survival. Intorno all’obiettivo della missione dovremo creare una fortezza inespugnabile, con i vari tipi di barricate, trappole e contromisure da utilizzare contro i nostri nemici. La realizzazione di ogni singolo elemento per difendere l’escavatore richiede alcuni materiali che potremo trovare in giro per la mappa di gioco o distruggendo alcuni oggetti, come tavoli, casse o barili.
A nostra disposizione avremo armi bianche (come macheti e lance) o armi da fuoco ed ognuna di esse avrà dei parametri e una durevolezza. La componente survival sarà ben marcata e dovremo fare attenzione alla salute, stamina e status come la fame e la sete, per non dimenticare di controllare il peso trasportato; occhio agli oggetti ed ai materiali che deciderete di portare con voi, potreste essere in sovrappeso e muovervi più lentamente.
I nostri nemici si divideranno nelle classi Vagabondo, Kamikaze, Corazzato e Cercatore. I primi saranno dei nemici base e arriveranno in grandi quantità, mentre i secondi saranno i nemici che dovremo temere di più; i kamikaze, infatti, saranno gli zombi che causeranno più danni all’escavatore, ma se colpiti alle gambe saranno facili da abbattere. Infine i corazzati saranno quelli più resistenti e i cercatori, che abbiamo potuto affrontare nella seconda missione della beta, saranno i più pericolosi ed agili; si intuisce quindi che per abbattere ciascuno di questi nemici dovrete adottare una strategia diversa.
Una volta portata a termine la missione, a seconda della valutazione e dell’energia estratta, otterremo varie loot box che ci ricompenseranno con ricette per armi, costruzioni o cibi, materiali di qualsiasi varietà e punti Kuban con cui potremo potenziare il nostro avatar. Nell’Hub di gioco potremo infatti potenziare il nostro soldato grazie all’energia Kuban che otterremo durante le missioni, energia utilizzabile anche per costruire i vari oggetti disponibili in game e che svolgerà una funzione di valuta all’interno del titolo. Aumentando di livello potremo utilizzare i punti ricevuti per potenziare abilità e statistiche del soldato.
In definitiva, dopo questa prova approfondita ma sicuramente non del tutto completa, possiamo dire che il gameplay ci è sembrato impegnativo se provato in singolo, mentre se giocato in cooperativa si mostra molto più organizzato e divertente.

Parlando invece del comparto grafico, possiamo dirvi che il motore grafico utilizzato è il classico Fox Engine, lo stesso di The Phantom Pain, ed infatti grafica e animazioni rispecchieranno perfettamente quello che abbiamo potuto vedere nell’ultimo capitolo arrivato per la saga di Konami. L’atmosfera del titolo si presenta cupa e gli ambienti al momento rappresentano solo distruzione e desolazione, un ambiente arduo dove dovremo combattere con le unghie e con i denti.

Metal Gear Survive certamente non è lontanamente in grado di eguagliare i predecessori realizzati da Hideo Kojima, ma resta comunque un titolo coraggioso per quanto riguarda la componente gameplay. Rimaniamo fiduciosi attendendo a versione finale di questo capitolo spin-off della saga di Metal Gear per capire nella sua totalità cosa ha da offrire.

Matteo Murri
Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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