Lightning Returns: Final Fantasy XIII – Provato

Il 21 ottobre Koch Media e Say What ci hanno invitati al Cartiere Vannucci di Milano per una presentazione e prova in anteprima di Lightning Returns: Final Fantasy XIII, terzo episodio e secondo spin-off del tredicesimo capitolo della famosa saga JRPG made in Square Enix.
Durante questo evento erano presenti il Game Director Motomu Toriyama ed il Game Design Director Yuji Abe, entrambi già famosi per aver partecipato alla realizzazione di grandi successi della stessa casa giapponese.

Ad aprire le danze è stato però Adrian Arnese, Senior Brand Manager di Square Enix Europe, che ha introdotto il discorso partendo dalla trama del titolo.
La protagonista è ovviamente l’ormai nota Lightning che, 500 anni dopo gli avvenimenti accaduti in Final Fantasy XIII, viene risvegliata dal dio Bhunivelze nell’arcipelago di Nova Chrysalia, ulitmo rifugio rimasto per l’umanità. La nostra eroina sa infatti che lei è la prediletta e che ha solo tredici giorni per portare in salvo il suo pianeta prima che il caos invada ogni suo angolo. Il filo conduttore della trama non spicca molto per l’originalità, ma chi ha già provato i vecchi capitoli della saga sa che per poter valutare un qualsiasi Final Fantasy è necessario andare fino in fondo per poterne scoprire tutte le sfumature.
Particolarità però di questo Final Fantasy è che tutto ruota intorno al tempo. La ragazza dai capelli rosa ha infatti i giorni contati per portare a termine la sua missione e il giocatore dovrà perfettamente calibrare ogni sua azione in base all’orario che mostra il titolo. Mercanti, personaggi secondari e addirittura le missioni saranno disponibili solamente ad un determinato orario, una decisione sicuramente molto particolare che gli sviluppatori hanno voluto prendere per caratterizzare questo episodio mostrato sin dall’inizio come un cambiamento radicare rispetto al tredicesimo capitolo.
Altra caratteristica che lo contraddistingue è anche il gameplay questa volta adattatato all’utilizzo di un solo personaggio in battaglia, cambiamento che sicuramente sposta l’approccio ai combattimenti più sul genere action.
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Provare la demo è stato lo step successivo di questo evento e ovviamente noi ci siamo fiondati su una postazione PlayStation 3 per poter provare il titolo direttamente sulla console di casa Sony. L’ambientazione proposta nella versione di prova è la Wildlands, una vasta vallata verde esplorabile in ogni sua parte e caratterizzata soprattutto dalla presenza di molti Chocobo, i famosi pennuti gialli della saga Final Fantasy fondamentali per muoversi velocemente in questa distesa. Il punto di partenza è la Canopus Farms, un piccolo villaggio/fattoria all’interno del quale è possibile interagire con alcuni mercanti di armi ed oggetti vari e dove veniamo informati riguardo la presenza di un Chocobo Eater che tiene prigioniero un Chocobo Bianco. A confermarci questa notizia è Hope, personaggio già conosciuto che ci terrà aggiornati sulle notizie riguardanti le nostre missioni. Una volta partiti iniziamo a notare i primi nemici a schermo, visibili e skippabili in caso non si abbia troppa voglia di combattere. Prima di entrare in battaglia è possibile scagliare un fendente al nemico contro cui vogliamo combattere e in caso di successo il malcapitato partirà con il 10% di hp in meno, ma se accadesse il contrario saremo noi ad avere una perdita di hp iniziali pari al 25%.
Iniziamo così a prendere confidenza con il nuovo gameplay partendo dai movimenti, gestibili con la levetta analogica sinistra, e dalla telecamera che punta fissa sul nemico selezionato. Passiamo però al combattimento vero e proprio per notare che durante gli scontri Lightning ha la possibilità di cambiare costume in tempo reale e ognuno di questi contraddistingue una classe chiamata “Schemata”. Quest’ultime sono caratterizzate da punti di forza e di debolezza ed è quindi fondamentale capire nel minor tempo possibile il tipo di nemico che abbiamo davanti e la tipologia dei suoi attacchi per poter agire di conseguenza. Una di queste classi è incentrata sull’attacco corpo a corpo ed infatti equipaggia per lo più armi a due mani; un’altra è invece prettamente basata sugli attacchi e sulle resistenze magiche; infine la terza equipaggia scudo e arma ad una mano, non troppo forte in corpo a corpo ma è dotata di un’ottima resistenza ai colpi fisici e di molti attacchi che provocano status alterati al nemico. Inoltre è possibile personalizzare ognuna di queste classi con quattro abilità abbinabili ai tasti frontali del pad, eseguibili anch’esse in tempo reale ad ogni pressione dell’apposito tasto.
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Tra una battaglia e l’altra abbiamo dato anche un’occhiata ai menu per la gestione del personaggio e anche qui saltano subito all’occhio alcune novità. I vestiti di Lightning possono essere cambiati, così come gli scudi e le armi. Ogni variazione di questo tipo non modifica solamente l’aspetto esteriore del personaggio ma come è facile immaginare fornisce delle variazioni alle nostre statistiche. E’ inoltre possibile personalizzare lo schema di colore di ogni costume ed è possibile scattare una foto alla nostra creazione per poi condividerla sui social network. Altra novità che si nota dai menu è la possibilità di poter equipaggiare solamente sei items da poter utilizzare in battaglia, al contrario di prima dove ogni oggetto poteva essere acquistato per un numero massimo di 99 pezzi.
Una volta equipaggiati e settati a dovere con le nostre statistiche arriviamo al gigantesco Chocobo Eater ed iniziamo la battaglia. Nei combattimenti più duraturi notiamo come è fondamentale l’utilizzo delle giuste abilità ed il passaggio da una Schemata all’altra, in quanto ognuna di esse è caratterizzata da una barra ATB ed una volta finita dobbiamo attendere una determinata quantità di tempo perchè si ricarichi. In questa attesa dobbiamo quindi cambiare la nostra classe e continuare ad attaccare il nemico, stando attenti a non sprecare la barra con colpi che non sarebbero efficaci.
Questa volta per finire il miniboss utilizziamo l’Overclock System, un sistema che una volta attivato rallenta il tempo facendoci colpire con la totale libertà il nemico fino a quando la barra non si scarica del tutto. Una volta messo KO il nostro avversario ci accorgiamo delle pessime condizioni in cui è stato ridotto l’indifeso Chocobo Bianco…ha bisogno di imminenti cure.

Commento di Antonio Loparco
Lightning Returns: Final Fantasy XIII è senza ombra di dubbio un titolo che varia tanti aspetti dei due precedenti episodi di questo tredicesimo capitolo. Elemento che sicuramente incide in modo particolare sul gameplay è la gestione del tempo, grazie al quale sarà possibile scandire ogni minima azione che vorremo intraprendere.
Di fondamentale innovazione sono anche le Schemate, un sistema molto dinamico e veloce che rende i combattimenti molto frenetici ma soprattutto più inclini al genere action/gdr, un approccio che potrebbe far storcere il naso ai puristi del genere. Come però abbiamo detto ad inizio articolo bisognerà attendere il prodotto finito per poterne fare un’accurata valutazione, Square Enix ha già dimostrato altre volte di poter tirare fuori titoli di eccellente fattura. Non ci resta che attendere la sua data di uscita, fissata per il 14 febbraio 2014, anche per vedere se il titolo reggerà il confronto con la prossima generazione videoludica, già sul mercato da un paio di mesi.

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