Dal mio punto di vista il 2015 è stato un anno di transizione per PlayStation 4, visto il continuo rinvio di tanti titoli che aspettavo con trepidazione. Questa considerazione è da fare sia per la scarsa quantità di esclusive di forte richiamo, sia per quanto riguarda tanti giochi prodotti da terze parti annunciati anni fa e non ancora usciti sul mercato. Nella fattispecie tratterò i cinque giochi che ho giocato, completato ed amato per PlayStation 4, considerato il fatto che PS3 e PS Vita non sono pervenute a causa dell’ormai scarso supporto da parte di Sony stessa, almeno al di fuori dal Giappone. Bando alle ciance ed iniziamo dalla quinta posizione della mia Top 5.

shovel5 – Shovel Knight
Come ho già sottolineato nella mia recensione, Shovel Knight è una piccola perla che, pur non inventando nulla, riporta gli appassionati di vecchia data come me ai bei vecchi tempi delle console ad 8-bit. Grazie alla sua grafica colorata, all’ottima colonna sonora, alla difficoltà elevata ma ben bilanciata, al gameplay preciso ed alle meccaniche prese da titoli vecchi e nuovi, consiglio nuovamente questa piccola perla anche alle persone che si sono avvicinate ai videogiochi piuttosto recentemente.

rocket4 – Rocket League
Non abbiamo avuto modo di recensire Rocket League ma non è mai troppo tardi per tesserne le lodi. Sdoganato grazie alla sua inclusione nel programma PlayStation Plus, Rocket League è un’improbabile via di mezzo tra un gioco di guida e un titolo calcistico. Questa strana accoppiata di generi funziona fin troppo bene, tanto che il gioco è diventato ufficialmente un e-sport. Tutto questo grazie al gameplay semplice da apprendere ma non facile da padroneggiare a dovere, grazie al fatto che viene premiata l’abilità del giocatore e all’assenza di perk o microtransazioni in grado di minare il bilanciamento. Conclude il cerchio il continuo supporto e l’aggiunta di contenuti gratuiti da parte degli sviluppatori, un netcode quasi impeccabile ed un matchmaking istantaneo.

batman3 – Batman: Arkham Knight
L’ultimo capitolo di Batman sapeva già di capolavoro ancor prima della sua uscita, ma ho voluto aspettare la nostra recensione ed una buona offerta, prima di metterci le mani sopra. Arkham Knight è il perfezionamento del lavoro iniziato nel 2009 dagli allora sconosciuti ragazzi di Rocksteady e la loro definitiva consacrazione grazie a quello che può essere definito il miglior tie-in della storia dei videogiochi. Pur mantenendo il gameplay a piedi praticamente inalterato rispetto ad Arkham City e Arkham Origins, l’implementazione della Batmobile aggiunge quel tocco magico che mancava ad un gioco dedicato all’Uomo Pipistrello. Per il resto, abbiamo un’ottima trama, un maestoso comparto tecnico ed una longevità degna di nota. Se siete amanti di Batman e non avete ancora fatto vostro questo titolo, rimediate quanto prima a questa grave lacuna e non ve ne pentirete.

bloodborne2 – Bloodborne
Per quanto io l’abbia amato alla follia, Dark Souls 2 ha diviso nettamente i fan della serie di Hidetaka Miyazaki a causa della sua maggiore accessibilità e ad un level design più lineare e meno ispirato rispetto al primo capitolo. Bloodborne rinuncia all’ambientazione fantasy stile Souls, riprendendo di prepotenza le mappe enormi e dispersive, ma allo stesso tempo semplificando e velocizzando il gameplay. Questo non significa che Bloodborne sia un gioco facile, ma ha avuto il merito di far conoscere anche ai meno avvezzi al genere la formula tanto decantata dai fan, ossia l’alternanza di imprecazioni e soddisfazioni dovute alla difficoltà del titolo. Pur essendo più vicino ad un action che a un JRPG, Bloodborne non è comunque un gioco per tutti, ma sostengo che andrebbe provato almeno una volta nella vita.

theorder1 – The Order: 1886
Sì. The Order: 1886 è il mio GOTY 2015. Qualcuno griderà allo scandalo, altri mi mostreranno fieri il vergognoso ed immeritato Metacritic del gioco, ma a me poco importa. La recensione che condivido pienamente del buon Loris “Asmodeus_Psycho” Mattiolo è controcorrente esattamente quanto questa prima provocatoria posizione nella mia personale top 5, ma andiamo con ordine. The Order: 1886, oltre che essere uno dei giochi graficamente più impressionanti mai creati, risulta ben narrato, ritmato e non così breve come tanti lo dipingono, considerato che il primo Uncharted, pur con la stessa longevità, non fu massacrato così violentemente come invece è toccato al titolo di Ready at Dawn. Anche il gameplay, pur non inventando nulla, conta una componente shooter di ottima fattura e delle fasi stealth ben realizzate. The Order: 1886 è il classico titolo già bollato come “da scartare” dall’utenza prima della sua uscita, la stampa specializzata non ha fatto altro che seguire a ruota le opinioni della gente che non lo aveva ancora provato, massacrando ingiustamente questo titolo.

Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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