Per la gioia degli appassionati di The Witcher, alla Gamescom 2016 abbiamo avuto la fortuna di provare in anteprima Gwent, nuovo titolo free-to-play ispirato all’omonimo minigioco presente nella saga di Geralt di Rivia. Continuate a leggere per sapere più nello specifico di cosa si tratta e qual è stata la nostra prima impressione!

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Non solo online
Prima di parlarvi del gioco vero e proprio, è bene dire che la prima cosa che ci è saltata all’occhio è l’ottima organizzazione dello sviluppatore CD Projekt. Il loro stand ci ha portato infatti subito nella giusta atmosfera, grazie al tavolo da gioco, appunto, di Gwent. Lo staff ci ha tenuto a sottolineare che questo titolo è nato in seguito alle pressanti e continue richieste dei fan che desideravano da tempo un gioco basato sulle famose carte presenti in The Witcher.
Come già accennato, il gioco sarà strutturato come un free-to-play, di conseguenza conterrà le odiate microtransazioni, non sappiamo ancora quanto saranno invasive e quali eventuali vantaggi potranno offrire. E’ prevista sia una modalità multiplayer online che a giocatore singolo, la cui durata stimata sarà superiore alle 10 ore di gioco. La modalità storia offrirà nuovi personaggi rispetto a The Witcher 3, oltre che una serie di scelte e conseguenze che influiranno lo svolgimento della trama.
La struttura del titolo pare quella di un card game piuttosto tradizionale, anche se nella modalità a giocatore singolo sarà presente una sorta di world map con visuale isometrica. Dopo il dialogo iniziale, sarà nostra cura muoverci in questa sorta di mappa (che ci ha ricordato Diablo) e scegliere le quest che vorremo affrontare. Ogni partita non è altro che la simulazione di una battaglia tra due fazioni avversarie, ovviamente gestita a turni e con le carte da gioco.

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Scopriamo le carte
Dopo la minuziosa introduzione a cui abbiamo potuto assistere, ognuna delle persone presenti all’evento ha avuto la possibilità di sfidare i colleghi in partite uno contro uno. In Gwent ogni sfida è composta da tre round, l’obiettivo è naturalmente quello di vincerne due.
Il gameplay è essenzialmente basato sul solo uso delle carte e di una buona dose di strategia nel mettere in campo quelle giuste. Non deve mancare la fortuna, visto che a fronte delle carte date casualmente ad inizio partita, è obbligatorio scambiarne tre a scelta con altrettante prese dal mazzo. Le carte sono di diverse tipologie, sia per quanto riguarda la rarità, che per quanto riguarda il loro posizionamento sul campo. Esistono infatti unità d’assalto da ubicare in prima linea, mentre arcieri e catapulte sono naturalmente da mettere nelle retrovie. Non mancano carte particolari, come quelle in grado di causare pestilenze, alluvioni e via di questo passo.
Anche se spiegato così il gameplay pare complesso, in realtà vige la regola che è semplice da imparare ma difficile da padroneggiare al meglio.
Lo stile visivo adottato pare piuttosto azzeccato, gli unici dubbi riguardano proprio le microtransazioni e la scelta di non limitare il tempo di ogni turno nelle partite multiplayer. Questa ultima cosa potrebbe essere dovuta al fatto che le sfide sono state disputate in locale e non online, ma questo lo vedremo più avanti.
CD Projekt ci ha confermato che la closed beta avverrà il 25 ottobre su PC e Xbox One, su PlayStation 4 qualche giorno dopo, non sappiamo se a causa di qualche accordo di esclusività temporale. Non vediamo l’ora di poter provare la versione completa, sembrano esserci tutte le carte in regola (scusate il gioco di parole) per far bene.

Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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