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BlazBlue: Calamity Trigger Portable – Recensione

BlazBlue Calamity Trigger Portable è senz’ altro uno dei migliori picchiaduro disponibili per PSP. Il gameplay solido e divertente, il carisma dei personaggi e la buona realizzazione tecnica ne fanno un titolo appetibile ad una vasta schiera di giocatori. Certo la scelta di semplificare l’esecuzione delle mosse speciali potrebbe far storcere il naso a qualcuno, ma viste le deficienze strutturali del d-pad PSP ci sentiamo di promuovere tale soluzione. Buona anche la longevità, corroborata anche dal multiplayer online (anche se solo locale).

BlazBlue: Calamity Trigger Portable è l’adattamento su PSP del picchiaduro uscito lo scorso anno sulle console next-gen.  Nonostante i prevedibili sacrifici, questa versione risulta di ottimo livello, lasciando intatto il divertimento, il feeling e la giocabilità del titolo.

Non potremmo solo parlarne serenamente??
La trama, come spesso avviene in questo genere di giochi, non spicca certo per originalità e vede un’ equipe di scienziati impegnati in un esperimento che dovrebbe aprire le porte verso un nuovo piano della realtà. Purtroppo però le forze provenienti “dall’altra parte” scaricano sulla terra una quantità d’energia tale da devastare intere regioni e coinvolgere  una serie di personaggi che si trovano a dover lottare per sopravvivere o semplicemente per dare un senso alla propria esistenza. Ed è proprio nella rosa dei personaggi che BlazBlue: Calamity Trigger da il suo meglio: potremo impersonare un guerriero dotato di un braccio meccanico, una donna-gatto, una giovane vampira e così via.
Ogni personaggio dispone di un attacco debole, medio e forte, oltre ad un attacco specifico che richiede un pò più di pratica. Le mosse speciali, nel pieno rispetto della tradizione del genere, si effettuano con le tradizionali mezzelune con il d-pad, cosa che però può risultare scomoda, viste le caratteristiche della portatile Sony. I programmatori  hanno dunque optato per la soluzione, forse troppo semplicistica ma efficace, di assegnare alle quattro direzioni dello stick analogico, quattro mosse speciali.
Rispetto alle versioni da console, quella portatile presenta una nuova modalità denominata “Legion”: si tratta, sostanzialmente, di una modalità sopravvivenza con la particolarità che dovremo scegliere contro quale gruppo combattere e batterli, potendo contare solo su una barra di energia. Successivamente, a combattimento concluso, potremo reclutare uno dei personaggi sconfitti e utilizzarlo al posto di quello di partenza, che nel frattempo potrà recuperare le forze.

Grafica & sonoro
Sotto il profilo tecnico, il gioco si difende più che bene: ottime le animazioni dei personaggi e gli sfondi, che presentano anche molti elementi in movimento. Gli  sprite non sono stati invece realizzati altrettanto bene, ed infatti non sono così ben definiti ed appaiono pixellosi. Questo, purtroppo, è l’elemento che lascia un pò di amaro in bocca: con una cura maggiore BlazBlue avrebbe potuto vantare un comparto tecnico di prim’ordine.
Il comparto musicale possiamo dire che non eccelle ma è nella norma, sia per quanto riguarda gli arrangiamenti musicali che le voci dei personaggi.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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