Orcs Must Die! 3 – Recensione

Per quanto il Tower Defense non sia uno tra i miei generi di riferimento, non posso che constatare quanto questa esperienza mi abbia divertito. La longevità più che soddisfacente, una grande varietà di nemici, oltre che a modalità sempre diverse, non fanno che impreziosire il pacchetto confezionato da Robot Entertainment. Tra trappole, orchi e strategie fuori dal convenzionale, Orcs Must Die! 3 è sicuramente un titolo che ogni appassionato del genere non dovrebbe lasciarsi scappare.

Tra tutti i generi attualmente disponibili sul mercato, uno tra quelli che meno ho approcciato nella mia carriera videoludica è sicuramente il “Tower Defense“. A differenza di altre tipologie di strategici, questo sottogenere è caratterizzato dal posizionamento sulla mappa di diversi strumenti da difesa, con lo scopo di impedire al nemico di turno di raggiungere il proprio obiettivo. Con lo scorrere del tempo anche il Tower Defense si è evoluto, aggiungendo meccaniche di altri generi e creando ibridi dalla pur sempre forte componente strategica.

Questa doverosa premessa ci porta al titolo di oggi: Orcs Must Die! 3, il quale arriva su console un anno dopo l’uscita in esclusiva temporale su Google Stadia. Quarta iterazione del brand sviluppato da Robot Entertainment, questo episodio si colloca come seguito diretto del secondo capitolo, uscito nell’ormai lontano 2012. Dopo svariate ore sul titolo ed una grande voglia di colmare (seppur relativamente) questa mia lacuna videoludica, ecco a voi la nostra recensione.

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Orcs Must Die! 3, una recensione orchesca

Ambientato ben vent’anni dopo le vicende narrate in Orcs Must Die! 2, la trama di questo terzo capitolo si sviluppa in maniera semplice e carica di humour. Nonostante questa sia una componente assolutamente marginale nell’esperienza complessiva, non posso che riconoscerne la genuina qualità. Per nulla invasiva ed adeguatamente leggera, senza mai farsi prendere troppo sul serio.
Il titolo propone una campagna principale piuttosto longeva, la quale si suddivide in due filoni narrativi: Vecchi amici, la più lunga e articolata, e Misure Drastiche, più breve e concentrata. La prima prosegue il racconto con una nuova generazione di maghi guerrieri, mentre la seconda riassume l’incipit che ha portato agli eventi in corso. Per quanto riguarda i protagonisti è possibile selezionare diversi personaggi principali, molti dei quali verranno sbloccati completando i vari livelli della campagna.

Orcs Must Die! 3 propone una longevità non indifferente, la quale fa delle varie modalità e del completismo il proprio cavallo di battaglia. Ciò è supportato anche dai tre livelli di difficoltà selezionabili, i quali regalano una buona dose di sfida già a normale.

Il titolo di Robot Entertainment permette di approcciarsi al gameplay sia in giocatore singolo che in multigiocatore online. È quindi possibile affrontare ogni ostacolo che il titolo vi metterà davanti in compagnia, potendo anche fare affidamento sul matchmaking. Purtroppo, il titolo non consente di giocare in schermo condiviso.

Facciamo fuori qualche orchetto!

Come leggermente anticipato nell’introduzione, Orcs Must Die ibrida le proprie origini da Tower Defense con il genere action, unendo alla difesa dell’obiettivo il combattimento in terza persona. Lo scopo alla base del titolo consiste nel dover impedire alle orde di nemici di raggiungere le “brecce“. In ogni livello è presente una breccia da difendere, la quale ha un determinato numero di punti. Per ogni nemico che raggiunge la breccia questo valore diminuirà, causando la sconfitta al termine dei punti.

Tra le varie missioni non posso che ricordare i teatri di guerra, combattimenti su larga scala con la presenza di centinaia di orchetti ad ogni ondata nemica. In questi livelli è concesso l’impiego di trappole speciali, utilizzabili esclusivamente in questo genere di missioni. Strumenti di morte mai banali ed estremamente efficaci.

La difesa della breccia è ciò su cui ha fondamento l’intero comparto di gioco, mettendo a disposizione del giocatore diverse tipologie di trappola ed ostacolo. Ogni trappola è unica in quanto ad effetto, sia esso dannoso o di rallentamento. Tra di esse troviamo spuntoni che salgono dal terreno, farfalle che confondono i nemici di passaggio e veri e propri soldati alleati (statici) che attaccheranno ogni nemico a loro portata. L’unica regola a cui deve sottostare ogni trappola è il luogo in cui può essere posizionata, ossia terreno, muro oppure soffitto. Le trappole possono inoltre essere potenziate utilizzando i teschi ricevuti in premio al termine di un livello. Il numero di teschi ricevuti viene calcolato in base ai vostri risultati nel livello appena completato. Il posizionamento delle trappole risulta quindi fondamentale al successo della missione, dovendo studiare accuratamente la mappa e decidere come sfruttare i vicoli ed i passaggi delle varie mappe per far fuori i nemici il più efficientemente possibile.

Per quanto riguarda la componente action in terza persona, il titolo ci mette a disposizione diverse tipologie di armi e gingilli. Ogni arma, sia essa corpo a corpo o a distanza, possiede un attacco principale ed uno secondario. L’attacco secondario di ogni arma consuma il mana, il quale si ricarica automaticamente col passare del tempo. I gingilli, invece, sono oggetti di supporto che conferiscono bonus passivi ed attivi al giocatore. Tra questi possiamo trovare un bonus alla cura, alla rigenerazione del mana o alla velocità di ricarica delle trappole.

Un sicuro plauso va alla varietà concessa dagli sviluppatori in questo ambito, lasciando spazio al giocatore di scegliere con cura i propri mezzi di sterminio orchesco preferiti.

Ancora più trappole!

Ad ampliare la già abbondante rigiocabilità della campagna, Orcs Must Die! 3 propone altre tre modalità extra: Remix, Senza fine e le sfide settimanali.
La modalità Remix consiste in una sequenza di 5 missioni consecutive a difficoltà crescente. Oltre al dover gestire un numero di punti breccia costante tra le missioni (si comincia con 100 e non vengono ripristinati), Remix è inoltre caratterizzata dalla presenza di bonus e malus che vanno a modificare il comportamento dei nemici, la loro quantità di vita e le capacità offensive del nostro personaggio. Ad ogni livello completato è necessario selezionare sia un bonus che un malus, così di seguito fino al completamento del quinto livello. Se, in qualunque momento, i punti breccia dovessero raggiungere lo 0, verrà dichiarata la sconfitta del giocatore e si dovrà ricominciare tutto dall’inizio.

Le restanti due modalità sono piuttosto auto esplicative già dal loro nome. Senza fine consiste in una sequenza infinita di ondate nemiche, con lo scopo di sopravvivere il più a lungo possibile. Le sfide settimanali, invece, propongono obiettivi sempre diversi da portare a termine con equipaggiamento (trappole e armi) ridotto.

La breccia delle brecce

Come di consueto, concludo questa mia recensione con una rapida occhiata ai vari aspetti tecnici e grafici proposti dal titolo di Robot Entertainment.

Orcs Must Die! 3 propone una grafica cartoon curata e piacevole alla vista. Buona caratterizzazione estetica dei personaggi principali, ben riconoscibili gli uni dagli altri. Ottima invece la varietà dei nemici presenti, tra creature terrene, volanti e nuove aggiunte sempre interessanti ad ogni missione.

Nonostante la mole di possibilità concesse al giocatore, ci troviamo dinnanzi ad un sistema di controllo semplice ed intuitivo. Sin dalle prima schermaglie è infatti chiaro come utilizzare ogni armamentario a nostra disposizione.

Per quanto riguarda il comparto audio, le musiche risultano adatte all’alto ritmo degli assedi orcheschi. Se proprio vogliamo, possono sembrare piuttosto monotone sul lungo periodo. Il titolo è completamente localizzato in italiano, sia nei testi che nel doppiaggio. Quest’ultimo risulta semplice ma ben sviluppato.

Attualmente il titolo soffre di problemi con le impostazioni HDR, dovendo disattivare questa funzionalità dal menù di sistema per non incorrere ad immagini sbiadite e quasi slavate. Con HDR disattivato non si presentano ulteriori problemi.

Ottima la stabilità del software e la totale assenza di crash dell’applicazione. Durante l’intera esperienza siamo incappati in un singolo calo di frame rate assolutamente trascurabile. Concludendo, su PlayStation 5 i caricamenti appaiono tempestivi. Non più di una manciata di secondi per transizione.

GUIDE TROFEI

Mirco Neri
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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