Hades – Recensione

Hades è, senza ombra di dubbio, uno dei migliori titoli con cui avvicinarsi al genere dei roguelike. Abbiamo trovato il titolo di Supergiant non solo accessibile, ma anche ben sviluppato. Perfetto in tutto ciò che propone, regalando al giocatore non solo un livello di sfida completamente personalizzabile, ma anche un gameplay semplice e allo stesso tempo divertente con cui poter sperimentare tante diverse combinazioni di abilità per essere ancora più veloce e letale. Consigliamo assolutamente il titolo a tutti coloro che non vedevano l'ora di provare Hades, ma anche a chi non si è mai avvicinato a questo genere.

A distanza di un anno dall’uscita su Nintendo Switch e Steam, Hades approda ufficialmente sulle console di attuale generazione, dando possibilità ad ogni giocatore di provare con mano uno dei migliori titoli roguelike disponibili sul mercato.

Nonostante non sia un genere estremamente chiacchierato del panorama videoludico, il “Roguelike” sta pian piano rinascendo. Questo grazie anche all’intervento di Sony con l’uscita del suo “Returnal“, sviluppato da Housemarque, il quale ha consentito a tutti i possessori di PlayStation 5 di abbracciare su console questo “nuovo” genere. Ciò che colpisce in Hades è soprattutto la cura nei dettagli. Un gioco che difficilmente annoia, accompagnato da un ottima trama che si sviluppa attraverso un sistema di dialoghi progressivo di partita in partita, a prescindere da successi o fallimenti. Il tutto viene accompagnato da un buon livello di sfida ed un vario arsenale di armi, adatte a sostenere lo stile di ogni giocatore.

Fatta questa breve premessa, non vi rimane che partire insieme a noi negli inferi e scoprire questa nuova recensione!

La fuga di Zagreus, per scoprire la verità!

In Hades vestiamo i panni di Zagreus, figlio di Ade, con l’obiettivo di fuggire dall’oltretomba e risalire in superficie per scoprire man mano la verità sul proprio passato. Avanzando nell’avventura, di partita in partita, il nostro protagonista scopre di essere vincolato in maniera definitiva all’oltretomba. Infatti, dopo aver raggiunto la superficie e parlato con Persefone, Zagreus promette alla madre di raggiungerla più volte, non solo per passare del tempo con lei, ma anche per conoscere più dettagli sulla trama.

Con questo ha inizio il nostro viaggio all’interno di Hades, un titolo che promette un numero di ore di gioco pressapoco indefinito. Il tutto, infatti, è legato quasi esclusivamente alle abilità del giocatore e al tipo di abilità che otterremo fuggendo di regione in regione. Un titolo che difficilmente vi annoierà, soprattutto se avete già potuto apprezzare altri esponenti del genere. Inoltre, ad ogni partita completata, sia essa conclusa positivamente o meno, sarà possibile interagire con i vari personaggi all’interno dell’oltretomba. Qui inizieremo a scoprire sempre più cose sulla trama, sviluppando anche sotto trame davvero interessanti di cui parleremo tra poco.

Combatti, muori, ripeti!

Dal punto di vista del gameplay Hades si presenta come un “semplice” Roguelike. Infatti, il nostro obiettivo principale consiste nello scegliere una delle 6 armi a disposizione ed iniziare la nostra fuga dall’oltretomba.

Ogni nostro viaggio è sempre composto da tre regioni più un piano finale, nel quale sfideremo il boss finale per poter concludere con successo – o meno – la nostra fuga. Ogni regione ha un numero sempre variabile di stanze da superare. Una delle prime particolarità che abbiamo apprezzato in Hades, infatti, è la possibilità di scegliere in quale stanza andare per ottenere un determinato potenziamento. Ebbene si, ogni stanza è contrassegnata da un simbolo, come soldi, potenziamenti oppure i segni di evocazione delle varie divinità. Spetta al giocatore decidere il proprio percorso, il quale sarà sempre diverso di partita in partita.

Ciò che rende Hades un titolo davvero accessibile, anche a chi non ha mai provato questo genere, è il fatto che tutto ciò che raccoglieremo non verrà perso in maniera definitiva. O almeno non completamente. Non perderemo la “Tenebra“, valuta che si ottiene giocando, la quale ci consentirà di sbloccare e potenziare le abilità fino al livello massimo, e neppure le “Gemme“, un’altra valuta da spendere presso un NPC chiamato “Appaltatore”. Con quest’ultima valuta è possibile decorare l’Hub centrale e la stanza di Zagreus con oggetti nuovi.

Nonostante sia le regioni disponibili che i nemici da uccidere siano sempre gli stessi, ciò che fa di Hades un vero gioiellino è la possibilità di poter sperimentare sempre nuove build e nuove combinazioni. Oltre a scegliere le varie abilità, sarà anche possibile trovarne di nuove proposte da “Dedalo” sotto forma di martello, le quali offrono nuove tecniche di combattimento per la nostra arma. Queste tecniche possono svoltare completamente le partite, un po’ come succede in The Binding of Isaac trovando determinati potenziamenti.

Per concludere, abbiamo trovato Hades un prodotto davvero eccellente dal punto di vista del gameplay. Nonostante il combattimento si riduca alla semplice pressione di pochi stati, come attacco, attacco speciale e lancio, ci siamo davvero divertiti a sperimentare e a vedere come le varie abilità potessero combinarsi tra di loro. Inoltre, dare la possibilità al giocatore di scegliere il proprio percorso fino alla fine non è una cosa da sottovalutare. Lasciando completa libertà al giocatore di decidere il proprio cammino.

L’ambiente familiare dell’oltretomba!

Come già avevamo anticipato ad inizio recensione, Hades non si limita al solo completare con successo la fuga dagli inferi, ma anche all‘interagire con i vari NPC e ad aumentare i nostri rapporti con essi. Che siano dentro la dimora di Ade, o sparsi nelle diverse regioni.

All’interno del titolo sono inoltre presenti diverse missioni secondarie chiamate “Profezie Minori“. Oltre alle classiche missioni che richiedono di completare il gioco ottenendo tutte le abilità di ogni divinità, il fuggire con ogni arma disponibile e così via, sono presenti anche alcuni compiti da sbloccare aumentando il rapporto con i suddetti NPC. Da queste missioni si svilupperanno sotto-trame davvero interessanti, come il rapporto tra Nyx e Chaos, lo sconto di pena di Sisifo e molto altro, le quali andranno a svilupparsi con diversi dialoghi sempre nuovi.

Infatti, durante i nostri tentativi di fuga sarà possibile trovare un particolare oggetto chiamato “Nettare“. Donando questo oggetto ad un NPC è possibile migliorare il nostro rapporto con lo stesso, oltre a sbloccare un oggetto chiamato “Memento” il quale conferisce a Zagreus abilità passive davvero ottime.

Questa è sicuramente un’ottima aggiunta per chi desidera completare i giochi al 100%. Nonostante non sia infatti “necessario” portare ogni singolo NPC al rank massimo, questo è un ottimo modo per aumentare la longevità del titolo senza obbligare a fastidiosi extra. Inoltre, portare al rango massimo ogni divinità sbloccherà in vero finale del gioco e la vera conclusione della nostra partita.

Le ardite fiamme dell’inferno!

Come ultimo paragrafo ci risulta impossibile non menzionare il “Patto della Pena“. Una feature davvero interessante che, oltre al poter aumentare a proprio piacimento la difficoltà del gioco, garantisce nuovi metodi per sbloccare diversi materiali utili ai potenziamenti o per comprare oggetti speciali dall’appaltatore.

Nonostante l’ordine degli oggetti sarà sempre lo stesso ad ogni partita, ogni volta che sconfiggeremo un boss di regione otterremo materiali utili ed importanti. Il Sangue di Titano è un materiale indispensabile per potenziare le armi e i loro vari aspetti, il Diamante può essere utilizzato presso l’appaltatore, mentre l’Ambrosia può essere barattata con il mercante per ottenere altro Sangue di Titano oppure per aumentare il legame con i vari NPC dal rank 7 in poi.

Oltre a mettere a disposizione ben 15 handicap, abbiamo apprezzato l’intera gestione del “Calorimetro“, ovvero la barra che mostra con quanti handicap si sta giocando e a quali ricompense si può aspirare. Infatti, ogni handicap porta con se diversi numeri, che vanno da un minimo di uno ad un massimo di tre, dando quindi la libertà al giocatore di scegliere cosa attivare o meno.

Innegabile ammettere che, durante il nostro provato, ci siamo divertiti molto a sperimentare i vari handicap offerti dal Patto della Pena, rendendoci si la fuga molto più difficile, ma sicuramente più appagante e divertente, soprattutto se siete in vena di sfide hardcore.

Avrà mai fine questo ciclo?

Hades arriva sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 4K e 60fps.
Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto da Supergiant Games è davvero ottimo, regalando un prodotto curato sotto ogni minimo dettaglio e con una resa a schermo invidiabile.
Di pregevole fattura le OST, davvero ben integrate con le varie boss fight proposte. Nulla da dire invece sul doppiaggio italiano poiché assente, lasciando quindi ai sottotitoli il buon lavoro dell’immergere il meno avvezzo all’inglese nella narrazione.

GUIDE TROFEI

Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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