Foreclosed – Recensione

Foreclosed è un titolo di buona qualità. Inaspettatamente, Antab Studio è riuscito a confezionare un prodotto interessante che però non riesce a valorizzare pienamente il suo potenziale. Ciononostante, nulla ci vieta di apprezzarne i guizzi creativi ed artistici, a cui si aggiunge un gameplay apprezzabile ed una storia leggera ma nemmeno troppo originale. Insomma, se il panorama videoludico italiano quest'anno è diventato ancor più promettente, il merito è anche di Foreclosed.

Il panorama indie italiano si sta pian piano evolvendo, sfondando la barriera del bel paese ed approdando in tutto il mondo. Tra il chiacchieratissimo Baldo, i sorprendenti Vesper e King of Seas, ed il curiosissimo Soulstice, l’Italia del videogioco lotta con le unghie e con i denti contro la sua stessa società, fatta di pregiudizi nei confronti di tale medium. Lo fa anche con Foreclosed, un interessante prodotto cyberpunk narrato atipicamente come un fumetto in pieno movimento di Antab Studio.

Complotti, mega corporazioni, un bersaglio ed un clima futuristico distopico. Foreclosed include tutti gli elementi necessari per costruire attorno a sé un film d’azione, fatto di scomode verità in forte contrasto con una società manipolatrice, applicando al suo costrutto narrativo un gameplay shooter con elementi hacking che ne arricchiscono l’esperienza. Abbiamo giocato e completato il titolo su PlayStation 5 e ve ne vogliamo parlare in questa nuova recensione.

ForeclosedForeclosed, una graphic novel cospiratrice

Siamo all’interno di una società in cui l’uomo, oltre ad essere fatto di carne ed ossa, ospita all’interno del proprio corpo degli impianti cibernetici, con i quali è possibile interfacciarsi con la blockchain della città ed accedere a tutti i servizi disponibili. La libertà di vivere la propria quotidianità viene sottoposta allo scrupoloso controllo del governo che, tirando le fila del dietro le quinte, miete diverse vittime per mantenere un proprio equilibrio, tra cui Evan Kapnos, a cui verrà inspiegabilmente sottratta la sua identità. Kapnos è un fantasma della società, un soggetto scomodo per il governo e lo vediamo sin da subito nelle primissime fasi del gioco. Ogni accesso gli è negato e, come se non bastasse, gli agenti del governo gli danno la caccia, dando vita ad un inseguimento piuttosto agitato tra i marciapiedi della città, mentre Kapnos è solamente disarmato e confuso. Aiutato da una misteriosa donna, il protagonista non solo vorrà recuperare la sua identità e posto nella società, ma anche impedire che tutti i suoi averi vengano battuti all’asta. Così, grazie ai suoi innesti cibernetici, riesce ad utilizzare delle funzioni di hackeraggio per farsi strada verso la verità, scoprendo passo dopo passo un contesto fatto di cospirazioni e inganni. Il governo ha pieno controllo delle vite dei suoi cittadini, trattandoli come marionette per il proprio piacere.

La storia di Foreclosed ha un inizio turbolento, frenetico, un momento di fuga a cui non possiamo sottrarci. Ma è il suo proseguimento a calmare le acque, sebbene i ritmi narrativi continuino ad essere sostenuti. Appresa la verità, Kapnos deciderà dunque di vendicarsi contro quel governo che lo ha privato della sua stessa vita, avviando durante il gioco un’indagine che gli permetta di raggiungere i diretti responsabili di quanto accaduto. Una calda vendetta come la pistola di servizio che recupererà ben presto, unica sua amica per tutta la durata di questo viaggio. Ordunque la creatura di Antab Studio viaggia sulla suspance del momento, sebbene scarseggino i colpi di scena degni di nota. Il titolo segue dunque un copione alquanto prevedibile, ma non per questo meno apprezzabile. A tutto ciò si aggiunge uno stile di narrazione da graphic novel, che aggiunge carattere alla direzione artistica del gioco il quale, nonostante la sua natura indipendente, assume una personalità particolare.

Kapnos invece è il consueto protagonista che non si preoccupa delle conseguenze per raggiungere il suo obiettivo. Al costo di farsi nemico l’intero mondo, niente lo priverà della sua vendetta, nemmeno gli innumerevoli agenti che ucciderà a sangue freddo. Nella sua strada incrocerà alcuni personaggi secondari i quali lo aiuteranno a raggiungere il suo obiettivo, delle semplici comparse che purtroppo non rivedremo successivamente. Quella di Foreclosed è una storia si intrigante, ma che subisce un appiattimento nella fase centrale per poi riprendersi sistematicamente verso le battute finali. Non sarà di certo una delle avventure più avvincenti, ma non si può nemmeno negare la validità di una produzione indipendente che, tutto sommato, riesce anche a coinvolgerci per tutta la sua durata, almeno quanto basta per giungere al finale. Durante l’avventura è presente la possibilità di compiere delle scelte, le quali purtroppo non hanno effettivi riscontri sull’andamento della narrazione. Si tratta dunque di un percorso lineare che vorrebbe offrire delle deviazioni convincenti, ma che infondo si limita a fornirci delle azioni morali che non hanno alcuna ripercussione sulla storia, il che ci ha lasciati un po’ amareggiati.

ForeclosedTra sparatorie ed Hacking

Ciò che più abbiamo apprezzato di Foreclosed è il gameplay. Sebbene non spicchi notevolmente, quel poco che possiamo trovare al suo interno è ben implementato, come le operazioni di hacking e la varietà di funzionalità di cui si può avvalere il buon Kapnos. La pistola sarà l’unica arma da fuoco disponibile in tutto il gioco, e potremo personalizzarla innestando dei potenziamenti che ne influenzano le prestazioni. Man mano che spenderemo punti abilità potremo acquisire dei potenziamenti, i quali possono sia migliorare la pistola che le abilità di hacking del personaggio, rendendo questi due aspetti più efficienti in termini ludici. Infatti, sfruttando gli slot a disposizione, il giocatore potrà scegliere quali migliorie attivare e disattivare, così da adattare il protagonista alle varie soluzioni che si verificheranno nel corso della storia. La pistola si avvale di un fuoco automatico, o addirittura di colpi teleguidati, offrendo un gunplay semplice e non sempre perfetto, ma comunque apprezzabile. Gli scontri a fuoco sono intensi e Kapnos non potrà gettarsi nella mischia come un Rambo cibernetico: prestando attenzione al suo firmware, nonché barra vitale. In alcune occasioni soccombere al fuoco nemico sarà piuttosto semplice, obbligando così ad affrontare ogni situazione con estrema cautela ed un maggiore senso tattico.

D’altronde sembrerà che il gioco soffra di un leggero sbilanciamento in termini di difficoltà, ma ciò è contrastabile servendosi delle abilità di hacking, le quali possono essere adottate in vari modi. Sfruttando una maggiore interazione ambientale con la telecinesi, per esempio, si potranno scagliare degli oggetti per tramortire i nemici in lontananza, o sollevarli per renderli inermi ai nostri proiettili. Come se non bastasse, il giocatore può affidarsi ad un approccio più stealth, friggendo i circuiti elettrici dei nemici con un sovraccarico da remoto. Tutto ciò, ovviamente, costerà a Kapnos la temperatura dei suoi circuiti, il cui surriscaldamento ne decreterà un effettivo game over. Il titolo, dall’alto delle sue cinque ore di longevità (anche di meno volendo), offre una discreta varietà di situazioni in cui sarà necessario sfruttare tutte le risorse in proprio possesso. Vi saranno persino dei puzzle ambientali utili per sbloccare delle porte. Altro elemento di contorno dell’esperienza creata da Antab Studio sono i collezionabili, i quali se raccolti possono sbloccare un piccolo extra per il finale. Insomma, pad alla mano il titolo si è mostrato piuttosto disinvolto. Tra le sezioni di shooting ed hacking ha saputo esibire un gameplay alquanto solido, definendo un’esperienza tutto sommato godibile con piccoli sprazzi di varietà.

Foreclosed“Smarmella tutto”

In quel di Foreclosed la regia si sposa più che bene con l’impostazione da graphic novel. Nei momenti propizi, ecco che la schermata si divide in una pagina di fumetto, con le varie strisce che vanno a dettare diverse inquadrature della camera, attraverso le quali possiamo osservare le nostre azioni. Una scelta coraggiosa che li premia soltanto a metà, dato che non sarà ben chiaro come ci si stia muovendo all’interno del riquadro, sebbene sia alquanto gradevole da vedere. Il comparto grafico si serve di filtri cromatici, i quali donano un carattere accattivante alla produzione, con una telecamera ben piazzata che non commette alcuno smacco nelle fasi più agitate. Come se non bastasse, anche in termini prestazionali il titolo si comporta molto bene, mentre non possiamo porre la stessa affermazione per l’I.A nemica. Gli avversari difficilmente ci approcceranno direttamente e saranno facilmente aggirabili persino nelle fasi stealth, le quali non vengono per niente valorizzate.

Anche i modelli poligonali non brillano di spettacolarità, soprattutto per la varietà di nemesi. Il titolo offre comunque una discreta quantità di nemici, il cui aspetto non risulta particolarmente curato. Altro elemento che invece possiamo apprezzare è la colonna sonora, la quale rende calzanti gli attimi passati in compagnia di Kapnos. Il titolo purtroppo non riesce a valorizzare al meglio le sue qualità, mostrando metà del suo effettivo potenziale. Sicuramente si tratta di un paletto invitante per il futuro da sviluppatori di Antab Studio, che può fare tesoro della sua creatura ed offrire un domani titoli ancor più interessanti.

GUIDE TROFEI

Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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