Yakuza Kiwami 2 – Recensione

Yakuza Kiwami 2 è senza ombra di dubbio il miglior remake sviluppato da SEGA per riportare in auge la saga, che viene proposta anche in occidente. La trama, seppur non troppo longeva, riesce ad intrattenere e in alcuni tratti emozionare; durante l'avventura è un piacere camminare per le strade di Kamurocho e, soprattutto, della bellissima città di Osaka. Anche se SEGA ha voluto caratterizzare Kiwami 2 con tante caratteristiche presenti in Yakuza 6, siamo di fronte ad un titolo unico nel suo genere e che riesce a soddisfare i fan della saga. Il combat system propone un numero a dir poco fantastico di skills, rendendo il tutto più dinamico e divertente. Ovviamente l'acquisto di questo titolo è consigliato per tutti coloro che hanno amato questa saga, ma anche per chi non ha mai avuto la fortuna di giocarsi e vuole avvicinarsi ad un'opera così importante, anche se consigliamo ovviamente di giocare prima i capitoli che sono cronologicamente antecedenti.

Uscito originalmente nella terra del Sol Levante lo scorso 7 dicembre 2017, dopo quasi un anno abbiamo potuto finalmente mettere le mani su Yakuza Kiwami 2, remake del secondo capitolo uscito originalmente su PlayStation 2, nel 2006.
Dopo il primo capitolo, continua l’opera di restyling di SEGA che, dopo averci fato giocare anche Yakuza 6, porta quest’ultimo remake in attesa anche dei restanti tre capitoli, che però verranno solamente rimasterizzati.
Ovviamente non potevamo esimerci dal raccontarvi cosa ne pensiamo in una nostra recensione, con cui ci immergiamo nel mondo della mafia orientale.

Torniamo in una delle IP più famose di SEGA, con la nostra recensione di Yakuza Kiwami 2.

La trama di Kiwami 2 riprende esattamente da dopo la fine del primo capitolo ed il nostro Kiryu si risveglia in ospedale; insieme alla piccola Haruka, si dirige al cimitero per rendere omaggio alla madre di Haruka e Kazama, quest’ultimo il patrigno di Kazuma e Yumi Sawamura. Improvvisamente arriva Yukio Terada, quinto capofamiglia del Tojo Clan, che rimane coinvolto in un misterioso omicidio che avviene proprio davanti ai loro occhi.
Con questa introduzione riparte l’avventura di Kazuma Kiryu, che si ritrova ancora una volta coinvolto nelle faccende della Yakuza. Questa volta deve combattere però la Mafia del Kansai, capitanata da Ryuji Goda.
Il titolo, diviso in 16 capitoli, si completa in circa 15/20 ore di gioco, ma come siamo stati abituati dalla serie la longevità aumenta grazie ai molteplici contenuti secondari nonchè grazie anche alla possibilità di ricominciare il titolo con tutte le nostre abilità sbloccate.

Yakuza Kiwami 2

Il gameplay di Yakuza Kiwami 2 non si discosta molto da quanto già visto nel recentissimo Yakuza 6. Ancora una volta ci ritroviamo all’interno di un titolo completamente open world in cui, oltre a Kamurocho, è possibile visitare anche Sotenbori, ovvero Osaka.
Anche qui ritroviamo il minigioco “Clan Creator”, introdotto per la prima volta in Yakuza 6, in cui prendiamo il controllo della “Majima Construction” ed il nostro obiettivo è quello di difendere in tempo reale la nostra area da lavoro, messa in pericolo da nemici che vogliono mandare tutto all’aria. Composto da 17 missioni principali, questo minigame è un ottimo passatempo per chi ha amato far fuori i membri della JUSTIS in Yakuza 6.
Immancabile il Club SEGA, in cui è possibile giocare a diversi classici tra cui Virtua-On, Virtua Figheter 2 e molto altro ancora.
Tra le somiglianze con Yakuza 6 segnaliamo anche il “Live Chat”, che viene riproposto in Kiwami 2 in una formula leggermente rivisitata. Il nome di questo minigioco è “Gravure Photo Studio”, in cui partecipano due pornostar molto popolari in Giappone, Hiraku Aoyama e Rina Hashimoto. Il nostro compito è quello di formulare delle affermazioni di senso compiuto per aumentare la reputazione della ragazza e nel frattempo possiamo assistere a dei veri e propri filmati in tempo reale, proprio come la “Live Chat” di Yakuza 6.
Sia che si tratti della trama principale che di tutto ciò che ci gira intorno, l’esperienza di gioco di Yakuza Kiwami 2 goda di una fluidità costante, un risultato importante soprattutto se si tiene in considerazione che tutto si svolge all’interno di un mondo senza caricamenti, sia per entrare in combattimento che per accedere nei vari edifici. Insomma, ancora una volta SEGA dimostra di saperci fare in termini di remake.

Completamente invariato è rimasto il combat system, che si presenta come una copia esatta di Yakuza 6, ma qui troviamo molte più “Battle Skills” e “Heat Actions”. Anche il sistema di progressione delle abilità è rimasto lo stesso che già si conosce, ed ancora una volta ritroviamo le statistiche base “Health”, “Attack”, “Defense”, “Heat Gauge” e “Life Skills”.
Se in Yakuza 6 trovavamo solamente 25 battle skills, in Kiwami 2 abbiamo la possibilità di sbloccare la bellezza di 56 abilità legate all’attacco e 68 dedicate invece alle Heat Actions. Le “Life Skills” sono invece molto simili alle “Other Skilles” di Yakuza 6 e grazie a queste possiamo aumentare il drop-rate degli Yen, incontrare nemici rari, aumentare gli introiti del minigioco legato al Clan Creator e molto altro.
Ogni abilità, per poter essere sbloccata, necessita di un quantitativo di punti esperienza, che in alcuni casi saremo costretti a farmare. Questi punti possono essere ottenuti completando azioni secondarie, combattimenti casuali in strada ed anche al ristorante, mangiando il cibo con determinati criteri.
Sinceramente ci aspettavamo un combat system molto simile a quello di Kiwami, caratterizzato dai 4 differenti stili di combattimento, ma è impossibile negare che ormai Yakuza 6 ha lasciato una grande impronta per il brand, portando a migliorare questo ultimo remake di SEGA.

Se giocate Yakuza Kiwami 2 sulla versione “base” di PlayStation 4 potete godere di una grafica rimasterizzata a 1080p, mossa con un framerate a 30fps, quest’ultimo arriva a 60fps grazie alle potenzialità di PlayStation 4 Pro.
Come ci ha abituato SEGA con questi remake, Kamurocho e Sotenbori sono state riviste sotto ogni minimo dettaglio, regalando scorci che ancora oggi riescono a dare le sensazioni che il titolo regalava nel 2006. Stesso discorso vale per quanto riguarda i modelli poligonali dei personaggi, sia principali che secondari, curati maniacalmente.
Di altissimo livello anche qui il doppiaggio in lingua originale, ben sincronizzato con i sottotitoli, e la colonna sonora regala emozioni durante l’intera avventura.

 

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Francesco Suozzo
Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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