Utawarerumono: Mask of Deception – Recensione

Utawarerumono: Mask of Deception si presenta come un visual novel ben realizzata, con tantissimi colpi di scena. Il titolo non è assolutamente consigliabile per tutti, visto che avrà una longevità media di 60 ore e veramente pochissime volte potremo mettere le mani sul DualShock per affrontare i combattimenti. Un ottimo lavoro lo fa il comparto audio con bellissime OST, mentre brilla un pò di meno il lato grafico pienamente riciclato dalla sua versione old-gen. Visto quanto appena detto, ci sentiamo di consigliare il titolo solo a tutti coloro che amano questo genere e, con riserva, a chi cerca un titolo dalla trama prettamente narrativa e dalla poca azione.

Abbiamo avuto il piacere di provare Utawarerumono: Mask of Deception, titolo sviluppato da Aquaplus che cerca di mischiare due generi completamente diversi tra loro, che sono visual novel e JRPG. Prima di partire con la recensione vera e propria è doveroso illustrare ai nostri lettori il vero mondo che si cela dietro questo titolo ed il motivo che spinge i giapponesi a giocare in massa questa saga.
Il primo capitolo di Utawarerumono uscì nel lontano 2002, originariamente su PlayStation 2 ma anche su diverse piattaforme come PC e PSP, solo per il territorio orientale; successivamente, sempre in esclusiva per il territorio nipponico, vennero rilasciate un manga, un anime, degli OAV, dei drama CD ma soprattutto un canale radio dedicato solamente a questo titolo.
Nel 2015, viene rilasciato in Giappone Utawarerumono: Itsuwari no Kamen, primo titolo della serie che arriva anche da noi occidentali con il titolo di Utawarerumono: Mask of Deception, che andremo a recensire in queste righe. Non si tratterà di un caso isolato per il nostro territorio, ed infatti da Aquaplus è stato annunciato l’arrivo in Europa di Utawarerumono: Mask of Truth, titolo uscito circa un anno fa nel Paese del Sol Levante con il titolo di  Utawarerumono: Futari no Hakuoro.
Fatta questa breve introduzione, vi spiegheremo ora nel dettaglio quello che ci viene proposto con Utawarerumono: Mask of Deception. Mettetevi comodi e gustatevi le nostre righe!

La trama di Mask of Deception, fortunatamente, non presenta variazioni rispetto all’originale della controparte giapponese. Un ragazzo si sveglierà incosciente su una montagna innevata dove farà la conoscenza di un millepiedi tutt’altro che simpatico. Durante la fuga, il nostro protagonista verrà salvato da una giovane ragazza chiamata  Haku, che deciderà di stare insieme a lui fino a quando il giovane non si sarà ripreso completamente. Una volta riacquistate le forze, giungeremo finalmente nella città di “Yamato”, fulcro della trama in quanto è il luogo dove saremo ingaggiati per risolvere diverse missioni che comporranno il nostro viaggio, di cui non vogliamo spoilerarvi nulla.
Durante la nostra missione noteremo la presenza dei protagonisti presenti nei precedenti capitoli della serie che, in questo capitolo, avranno solo un ruolo marginale nello svolgimento della trama; quello che però già sappiamo sul prossimo capitolo disponibile, Mask of Truth, è che proprio questi “ex” protagonisti torneranno alla ribalta con ruoli fondamentali.
Come già anticipato, se andiamo ad analizzare la struttura del gameplay il titolo cerca di fondere due generi molto apprezzati ma molto diversi tra loro; quello che però ci teniamo a precisare è che, a conti fatti, Mask of Deception è una vera e propria visual novel con una durata media di circa 60 ore, una durata complessiva che si raggiunge affrontando pochissimi combattimenti, solamente 17 in tutta la trama. Una volta però completato il titolo, avremo la possibilità di accede a 16 stage opzionali che vanno ad intaccare in maniera positiva la longevità del titolo.

Il sistema di combattimento si presenta molto basilare e non si discosta da quello che è già stato visto in altri RPG. Quello che viene aggiunto da Aquaplus sono delle condizioni sufficienti per conseguire la vittoria o la sconfitta; in poche parole, per avere la meglio potrebbe essere necessario mandare al tappeto tutti gli avversari così come soltanto uno in particolare. Stesso discorso vale per la sconfitta che verrà decretata o nel caso in cui andrà al tappeto tutto il nostro team o se verrà meno un personaggio in particolare.
Appena cominciata la battaglia potremo muovere il nostro personaggio liberamente, posizionandolo su una delle caselle disponibili e, successivamente, ci viene data la possibilità di poter scegliere il suo equipaggiamento. Appena attaccheremo un nemico avremo accesso a due minigiochi: nel primo avremo a che fare con un classico Quick Time Event, in cui dovremo azzeccare il ritmo degli attacchi sferrati, mentre nel secondo dovremo riempire un cerchio tenendo premuto un pulsante specifico e rilasciarlo quando lo stesso sarà pieno. Il successo in entrambi i minigiochi comporterà l’attacco successivo da parte di un nostro alleato; al contrario, fallendone uno il turno si concluderà in maniera automatica e la palla passerà in mano al nostro avversario.
Una particolarità molto apprezzata la si riscontra nel fondamentale ruolo che hanno le debolezze dei nostri nemici, ed anche degli alleati, di cui dovremo tener conto per riuscire ad avere la meglio in battaglia. Il titolo offre sei diverse debolezze che potranno essere condizionate sia in maniera positiva che negativa in base alle condizioni atmosferiche del campo di battaglia che, ad esempio, potrebbero influire sul quantitativo di danno inflitto all’avversario o su altri fattori chiave nello scontro.
Inoltre, nel caso avessimo scelto una pessima strategia che ci potrebbe portare ad avere la peggio, il titolo ci darà la possibilità di tornare indietro di qualche round per tentare l’approccio con una nuova tattica. Se invece dovessimo arrivare al Game Over potremo scegliere di affrontare lo scontro dall’inizio o di tornare sul campo di battaglia riprendendo da un qualsiasi round.

Utawarerumono: Mask of Deception approda sulle console di attuale generazione con una risoluzione di 1080p e 30fps stabili. I disegni che vedremo durante le visual novel sono ben realizzati sotto ogni punto di vista, sia per quanto riguarda i colori scelti che il dettaglio di ogni animazione. Le texture durante le fasi di combattimento sembrano invece riciclate dalla sua precedente versione, uscita su PlayStation 3. Un vero peccato, viste le potenzialità di PlayStation 4 ci saremmo aspettati un salto di qualità decisamente superiore.
Un ottimo lavoro lo fa il comparto audio, con bellissime OST molto evocative in qualsiasi capitolo della storia.

 

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Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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