Until Dawn – Recensione

Until Dawn è una produzione che si discosta abbastanza dai soliti canoni ed è per questo che non semplice da valutare. Prende sicuramente alcune caratteristiche da altri titoli come quelli prodotti da David Cage, ma Supermassive Games ha deciso di metterci comunque del suo regalando un titolo dall'atmosfera che spezza il fiato e dalla trama sempre imprevedibile. Proprio quest'utlima è l'intero fulcro del titolo: tutto ruota intorno all'imprevedibilità ed alla prontezza del giocatore che deciderà le sorti di ogni personaggio. Bisogna quindi fare un plauso alla software house per il prodotto realizzato, il risultato è stato centrato ed è stato curato in ogni dettaglio, lasciando spazio a ben poche lacune.

Ci voleva dopo un pò di tempo una ventata di aria fresca nel mondo videoludico, un qualcosa che si distinguesse dalla massa almeno per qualche sua caratteristica. Abbiamo già visto titoli di azione e di avventura, titoli che sono più film interattivi che videogame come quelli prodotti da David Cage, ma Until Dawn, il titolo sviluppato da Supermassive Games che stiamo per valutare, è sicuramente un prodotto che si posiziona in un genere che si accosta molto all’avventura grafica e che si va a mischiare in un’atmosfera horror.
Vi diciamo sin da subito infatti che l’avventura e l’azione non sono sicuramente le peculiarità di questo titolo, ma se state cercando un qualcosa che sotto alcuni aspetti si accosta al genere già visto in titoli come Heavy Rain siete nel posto giusto.

Until-Dawn-2Settimana bianca “da paura”
La trama di Until Dawn è senza ombra di dubbio il fulcro del titolo, una vera matassa di situazioni che si intrecciano e che possono variare in base alle nostre scelte. Il filone principale è però uno: un gruppo di ragazzi si ritrova a passare una settimana in montagna in una baita di proprietà di uno degli stessi. A causa però di uno scherzo di cattivo gusto nei confronti di una delle presenti, due ragazze si addentrano troppo nel bosco che circonda la cascina e perdono misteriosamente la vita. Esattamente dopo un anno però gli amici decidono di replicare la vacanza, anche per commemorare la perdita delle due amiche, ma non sanno ancora cosa li aspetta. Questa cascina infatti giace su un’altura raggiungibile solamente tramite una funivia ed è situata nel bel mezzo di una montagna sacra precedentemente occupata dai Nativi Americani, montagna dove si aggira un pazzo ricercato. Questo è lo scenario dell’avventura che andremo a giocare, che regala una quantità notevole di colpi di scena che rendono incalzante il ritmo della narrazione.
La trama è inoltre strutturata ad episodi e alla fine di ognuno ci sarà un quadro psicologico dei vari protagonisti e successivamente verrà mostrato un breve video che riassume tutto ciò che è successo fino a quel momento, stile serie TV insomma. La psicologia di ogni personaggio e il rapporto con gli altri componenti del gruppo varia infatti in base alle nostre scelte, che andranno a modificare notevolmente la trama del titolo. Ognuno di loro sarà sempre in pericolo di vita e starà a noi segnarne il destino; inutile dire che per riuscire ad avere il miglior finale sarà necessario far sopravvivere tutti e otto i protagonisti, cosa per niente facile soprattutto nelle prime run del gioco.
Ogni singola scelta non dovrà essere frettolosa o casuale e per capire quale sarà quella migliore dovremo raccogliere vari indizi e Totem Premonitori, facendo quindi particolare attenzione ad ogni angolo delle ambientazioni. La ricerca di questi ultimi sarà infatti fondamentale in quanto ci daranno la possibilità di visionare dei brevi filmati che saranno precursori dell’eventuale destino dei protagonisti. Occhio quindi, non cercate di uscire il prima possibile dal luogo in cui vi trovate…non sempre questa sarà la soluzione giusta!
Da ricordare inoltre che non sarà sempre possibile tornare indietro. Una volta infatti imboccato un filone della trama non sarà più possibile tornare sui propri passi per cambiare la decisione presa un attimo prima. Per cambiare il destino dei nostri protagonisti l’unica soluzione sarà rigiocare il titolo, uno dei punti di forza di Until Dawn nonchè una soluzione che vi consigliamo caldamente per apprezzare a pieno l’intera opera, dalla durata di circa dieci ore.

Until-Dawn-4QTE come se piovesse
L’intera avventura di Until Dawn sarà pienamente farcita di Quick Time Event (QTE), gestibili solamente con i tasti cerchio, x, quadrato e triangolo durante le scene di azione. Le levette analogiche saranno invece adibite agli spostamenti dei protagonisti e durante i QTE in cui dovremo prendere la mira con armi od oggetti, per poi attivare l’azione con la pressione del tasto R2. A rendere ardue queste sequenze e ad obbligare il giocatore ad avere la massima attenzione durante l’esecuzione di queste sessioni ci si mette anche l’impossibilità di ripetere alcune sequenze: l’errore a volte potrebbe essere fatale per il protagonista che state gestendo in quel momento. Durante alcune fasi entrerà in gioco anche il sensore di movimento del DualShock 4; quando infatti ci nasconderemo dovremo stare attenti a non muovere il pad altrimenti verremo scoperti e localizzati. Queste sessioni saranno del tutto inaspettate in quanto da un momento all’altro ci ritroveremo a non dover battere ciglio, senza avere alcun preavviso.
Da questo si deduce che il team di sviluppo ha fatto sì che il giocatore che si trova alle prese con Until Dawn debba concentrarsi al massimo su ciò che sta facendo e debba avere nervi saldi e riflessi pronti per affrontare qualsiasi situazione gli si pari davanti all’ultimo momento. Questo è sicuramente un sistema che potrebbe risultare abbastanza ostico e votato a punire il giocatore più distratto, ma secondo noi si tratta invece di uno dei punti di forza del titolo che contribuisce a far immedesimare ancor più il videogiocatore all’interno della trama.

Until-Dawn-5Paura HD
Per la realizzazione grafica di questo titolo sono stati interpellati alcuni attori famosi tra cui Hayden Panettiere, Rami Malek e Peter Stormare che con la tecnologia del motion capture hanno dato un tocco in più al titolo grazie all’interpretazione delle scene ed ai modelli poligonali ottimamente realizzati, salvo per qualche animazione non proprio naturale. Tra tutti quello che più spicca è proprio Peter Stormare, non tanto per l’interpretazione quanto per il ruolo che ricopre all’interno della narrazione. Il comparto tecnico vero e proprio è stato realizzato con molta cura, con texture dall’alta definizione che non vanno mai ad influire sulla fluidità del titolo sempre stabile a 30fps, salvo qualche eccezione.
Sia i paesaggi esterni che gli interni dell’abitazione sono ben caratterizzati e danno la giusta atmosfera horror che accompagna l’intera trama, grazie anche ad effetti di luce che danno un senso ancor più di mistero.
Di buona fattura anche la colonna sonora che si addice ad ogni situazione, caratterizzata per lo più da tracce dal timbro tetro. A stonare un pò rispetto al resto del comparto tecnico è il doppiaggio in italiano, discreto ma non di una fattura tale da accostarsi alla qualità del resto della produzione. Vi consigliamo quindi di intraprendere l’avventura con doppiaggio in lingua originale e sottotitoli.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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