Titanfall 2 – Recensione

Titanfall 2 risulta essere un prodotto molto più rifinito del predecessore, vario, dinamico, dotato di un'ottima campagna, anche se piuttosto breve, ben ritmato e con un'interessante offerta sia single che multiplayer. Un'eccellente alternativa a COD e Battlefield, anche a fronte del supporto gratuito garantito da EA. Purtroppo la finestra di lancio risulta svantaggiosa per il titolo Respawn e la concorrenza con i due grandi attesi dell'inverno lo hanno fatto passare in secondo piano. A noi sta piacendo, più di quanto ci aspettassimo, e probabilmente cigiocheremo ancora per un bel po', quindi se volete qualcosa di diverso dal classico COD o Battlefield, date un'occasione a Titanfall 2 e non ve ne pentirete.

Riconoscere i propri errori e correggerli non è cosa da tutti ma sembra che i ragazzi di Respawn abbiano ben capito cosa c’era di sbagliato nel primo capitolo di Titanfall, uscito in esclusiva per console Microsoft e sprovvisto di una qualsivoglia modalità storia. Con  Titanfall 2 però il team corregge il tiro su tutti i fronti, presentando un corposo pacchetto che non lascia di nulla al caso…o quasi…

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Squadra che vince non si cambia

Punto focale dell’esperienza del primo Titanfall, nonchè tratto distintivo dell’intera produzione, era stata l’amalgama che nasceva dall’utilizzo dei Titan (ossia dei robottoni di potenza non indifferente) in combattimenti multiplayer su media scala, senza per questo sbilanciare in maniera massiva l’esperienza di gioco online, grazie alla grande mobilità data ai giocatori a piedi ed all’ottimo arsenale a disposizione. Con questo Titanfall 2, Respawn ha preso quanto di buono fatto con il primo capitolo e l’ha espanso e applicato in una modalità singolo giocatore di tutto rispetto. Il gameplay, infatti, si mostra fin da subito come complesso, incalzante e molto più veloce di quanto ci si possa immaginare, tanto che proprio la velocità del nostro avatar disorienta inizialmente il giocatore. La possibilità di eseguire doppi salti, scivolate, correre sui muri e quant’altro all’interno di un contesto shooter non è cosa da tutti i giorni e ci vuole ben più di un momento per metabolizzare le infinite possibilità di movimento. Senza minimamente accorgersene, ci si ritrova a fare numeri incredibili, con corse a perdifiato, arrampicate, assalti in volo, uccisioni mentre stiamo scivolando sotto a degli ostacoli o correndo sui muri, il tutto con una velocità imbarazzante per qualunque altro esponente del genere FPS in questa generazione, con la sola esclusione di DOOM. Questa mobilità ha anche permesso agli sviluppatori di sbizzarrirsi nel level design che propongono mappe ed ambienti piuttosto contorti, all’interno delle quali ci sembrerà di stare ad affrontare un platform o un titolo Trial and Error, dove ogni salto ed ogni movimento dovrà essere ben calcolato per poterci portare a capo della situazione.

Diverso invece quando ci troviamo a bordo del Titan, dove tutto si fa più lento e meno dinamico ma la sensazione di onnipotenza che si prova non ci spinge minimente ad evitare lo scontro, tutt’altro, ci esorta a gettarci nella mischia in maniera brutale ma efficace. L’arsenale, sia del protagonista che del Titan, si dimostra piuttosto variegato, ed avremo a disposizione diversi mezzi di morte, alcuni più efficaci su determinati tipi di nemici, altri che invece risultano efficaci solo sui Titan, per un totale di oltre una ventina di bocche da fuoco tra pilota e robot.

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Source, sei davvero tu?

Come per il predecessore, Titanfall 2 utilizza il “vecchio” Source di Valve, un motore che non si è mai dimostrato particolamente bravo a renderizzare vasti orizzonti, ma in grado di gestire molteplici variabili, fisica e fonti di luce. In questo titolo il motore risulta irriconoscibile, disegnando a video mappe con un’ottima estensione, variegate, articolate e piene di cunicoli, con un’ottima texturizzazione generale ed un’effettistica ancora migliore. Ottime fonti di luce e fumi, e praticamente scevra da qualsivoglia aliasing, il tutto con un framerate granitico e senza incertezze. Purtroppo altrettanto non si può dire dei modelli dei personaggi, che sembrano un incrocio tra l’attuale generazione e la precedente, stonando un po’ con il resto dell’ambientazione, sia per complessità che per qualità delle movenze e delle animazioni.

Anche l’IA non risulta essere granchè sviluppata, portando a situazioni piuttosto esilaranti nel corso del titolo, con nemici che non si accorgono di un un compagno morto a fianco a loro, o che non rilevano il giocatore anche a distanza piuttosto ravvicinata. In compenso saremo tutto fuorchè invincibili, ed anzi già a livello di difficoltà normale basteranno un paio di colpi ravvicinati per mandarci al creatore, soprattutto se non saremo a bordo del nostro fido Titan. Nulla da dire invece sul comparto sonoro, che unisce un’eccellente effettistica ad una discreta colonna sonora, entrambe accostate ad un doppiaggio di ottima fattura, sia come espressività che come enfasi interpretativa.

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Multiplayer docet

Ovviamente la parte più corposa di Titanfall 2 risulta essere quella competitiva online, cardine del capitolo precedente. Il lavoro svolto da Respawn è senza dubbio alcuno di ottimo livello, sia contenutisticamente parlando che qualitativamente. Rispetto al passato troviamo un maggior numeri di Titan disponibili, con diverse caratteristiche ed equipaggiamenti, così come avremo a disposizione ben sette classi per i nostri piloti che, oltre a modificare le abilità utilizzabili, modificano anche l’aspetto estetico rendendole di semplice indentificazione all’interno della partita. Purtroppo una tale mole di variabili richiede anche un adeguato bilanciamento, e questo forse è la cosa che è stata meno rifinita all’interno del processo produttivo, con alcuni mezzi e classi che risultano decisamente più versatili di altre.

Le modalità di gioco spaziano dalle classiche Tutti contro Tutti, al Deathmatch a squadre, passando per alcune modalità esclusivamente dedicate ai titani o per il Deathmatch a squadre con i soli piloti (nel quale si nota maggiormente lo scarso bilanciamento di alcune classi). L’offerta ludica non teme dunque confronti e la presenza dei titan all’interno dell’economia di gioco ne espande ulteriormente il divertimento e la complessità.

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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