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The Walking Dead: The Telltale Definitive Series – Recensione

21 Settembre 2018, un giorno come ogni altro. Tutti noi di PlayStation Zone eravamo tranquilli, chiacchieravamo in chat come solito fare. Poi la notizia: Telltale chiude i battenti.
Un fulmine a ciel sereno. Tutti noi, nel bene e nel male, abbiamo apprezzato le opere di Telltale. Abbiamo dominato la notte nei panni del cavaliere oscuro e affrontato le insidie “da favola” di The Wolf Among Us. Borderlands, Game of Thrones, Minecraft, i Guardiani della Galassia, pure “Ritorno al Futuro”. Però, più di ogni altra cosa, ci siamo innamorati di quella dolce e tenera ragazzina di nome Clementine.
Skybound Entertainment, con uno sforzo economico non indifferente, è riuscita a completare l’ultima stagione di The Walking Dead, rendendo possibile a tutti noi completare il viaggio di Clem.
In questa “The Walking Dead: The Telltale Definitive Series“, Skybound raccoglie ogni episodio uscito relativo alla serie, spin-off inclusi. Non posso che invitarvi, dunque, alla seguente lettura. Felice di potervi narrare la mia esperienza a fianco di Clementine.

La recensione di The Walking Dead: The Telltale Definitive Series

Per chi non avesse mai sentito parlare del brand, Telltale: The Walking Dead è un’avventura grafica nella quale le scelte prese modificano gli eventi a cui si va incontro. Sin dalla prima stagione, datata 2012, The Walking Dead è riuscito a stupire per l’enorme impatto emotivo che il titolo riusciva a trasmettere ai giocatori. Un coinvolgimento talmente elevato da riscuotere un successo unanime.
In questa avventura viviamo la storia di Clementine, bambina di appena 9 anni che vede il proprio mondo distrutto dai non morti. La storia ci narra la sua evoluzione, da fragile ed innocente ragazzina a forte e consapevole sopravvissuta.
Tornando ai giorni nostri, Skybound ha pubblicato questa “Definitive Series” a raccolta di tutte le stagioni uscite: The Walking Dead, The Walking Dead: Season 2, The Walking Dead: A New Frontier, The Walking Dead: Final Season e The Walking Dead: Michonne (spin-off).

Ricca di contenuti

Oltre alle “stagioni”, Skybound ha voluto corredare il tutto con innumerevoli migliorie ed aggiunte:

  • Grafica migliorata, soprattutto nell’illuminazione, e l’implementazione del “Graphic Black”;
  • Dietro le quinte con più di 10 ore di commento (tra cui il “salvataggio” dell’ultima stagione al fallimento di Telltale, davvero interessante);
  • Miglioramenti vari di gameplay, tra cui il movimento dei personaggi ed il lyp-sync;
  • Aggiunta di un lettore musicale con più di 40 brani presenti all’interno dei giochi;
  • Una Art Gallery piena di bozzetti sul making of di personaggi ed ambientazioni;
  • Modelli 3D di ogni personaggio del gioco.

Una vera montagna di contenuti, organizzata nel menù principale in maniera impeccabile.

Modelli 3D
Bozzetti
Soundtrack

Si poteva fare di più?

Alla fin fine è proprio questa la domanda. Questo perché ci troviamo qui, oggi, a recensire una collection, non la meravigliosa storia che essa racchiude. Ogni stagione di The Walking Dead è stata in grado di farmi innamorare dei propri personaggi, su questo non si discute. Ma a livello di collection? Proprio no.
Una collection dovrebbe mostrare alla qualità migliore possibile ciò che essa racchiude. È proprio qui che questa Definitive Series fallisce.
The Walking Dead: The Telltale Definitive Series racchiude una quantità imbarazzante di bug, grafici e non, anche invalidanti dell’intera esperienza. Glitch grafici, come ombre intermittenti e pop up di quadratini bianchi sullo schermo, musiche in loop anche dopo aver terminato le aree, video completamente sbagliati (poligoni e skybox assenti) ed interi capitoli completamente oscurati! Nella seconda stagione sono stato costretto a seguire un video su youtube per avanzare. Anche riavviando console ed episodio, lo schermo è rimasto completamente nero ad eccezione dei sottotitoli. Pure il “Graphic black”, aggiunto alle prime stagioni della serie, a volte peggiora la qualità rendendo le ombre terribili.
Va sottolineato che tutti questi problemi vanno via via sparendo man mano che si avanza verso le ultime stagioni rilasciate (specialmente nella finale), eppure quanto visto non può essere sottovalutato. Senza parlare del lancio (soprattutto digitale) della collection su PS4, il quale rendeva impossibile giocare a moltissimi.
Problemi tecnici, veramente pesanti, che vanno a debilitare una delle più belle serie che io abbia avuto il piacere di giocare. Spero sinceramente che Skybound risolva tutto al più presto, sia per il bene degli utenti che per la qualità intrinseca del videogioco, veramente stupendo.

Mirco Neri

Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.