The Sinking City – Recensione

The Sinking City si unisce al sottogenere videoludico horror lovecraftiano. Il titolo presenta ottimi spunti di gameplay purtroppo non ben realizzati, colpa di un comparto tecnico piuttosto datato. Il gameplay mette al centro dell'attenzione l'esplorazione, unico mezzo con cui possiamo procedere con le indagini. Charles Reed si presenta come un investigatore privato che la sa lunga. Pur di scoprire cosa si nasconde dietro le sue visioni è disposto a collaborare anche con papabili criminali. Il suo punto forte è quello di saper convincere anche le persone più influenti della città di Oakmont.

The Sinking City è il nuovo titolo di stampo lovecraftiano sviluppato da Frogwares e distribuito da BigBen Interactive.
È passato un po’ di tempo da quel primo trailer in CG che è riuscito a stupire per la cura nella sua realizzazione, bastò una manciata di secondi per catturare l’interesse degli spettatori.
È curioso vedere come col passare del tempo si sia instaurato un sottogenere dedicato esclusivamente ai racconti di H.P Lovecraft. Da “Bloodborne” a “Call of Cthulhu”, passando per lo strategico “Acthung! Cthulhu”, fino ad arrivare al titolo sviluppato da Frogwares. Titoli uniti sotto la stessa bandiera ma molto diversi tra loro, un po’ come accade con i souls-like.
Abbiamo avuto il piacere di provare The Sinking City grazie ad una copia promozionale gentilmente offertaci da BigBen Interactive. Eccoci finalmente pronti a parlarvi del lavoro svolto da Frogwares in questo nuovo e curioso titolo.

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The Sinking City (PS4) The Sinking City (PS4) 15 Recensioni 24,79 EUR

Il lovecraft secondo Frogwares: The Sinking City!

Come già definito poc’anzi, BigBen Interactive ha presentato The Sinking City al mondo con uno spettacolare trailer realizzato completamente in computer grafica. Il tema principale non è rappresentato dalla direzione artistica con cui è stato caratterizzato il titolo, piuttosto è la follia a giocare un ruolo principale all’interno della storia.
Charles Reed
, un investigatore privato di Boston, ormai ex-marine, viene coinvolto in uno strano incidente. Da quanto possiamo apprendere proseguendo nella storia, l’incidente è la principale causa delle folli visioni che Reed vivrà durante la sua indagine nella città di Oakmont, situata nel Massachussets. Ad attenderlo troviamo il signor Robert Throgmorton, ritenuto l’unica persona capace di aiutare il tormentato protagonista. Fatta la conoscenza di questo personaggio di spicco, veniamo a conoscenza della situazione in cui versa la città. Pare che un’insolita inondazione abbia devastato Oakmont, creando una spaccatura tra gli abitanti a causa di una strana malattia definita come “Sindrome di Innsmouth“. Questa malattia trasforma il volto delle persone in quello di un pesce, dando vita a quella che possiamo definire una nuova razza. Attacchi di isteria pervadono la città, le persone che vengono da fuori vengono perseguitate da macabre visioni, molto simili a quelle che tormentano Charles.
Una città che affoga e la presenza di qualcosa di grande ma sconosciuto, non fanno altro che accentuare l’alone di mistero calato su Oakmont. Il titolo vede diversi personaggi coinvolti nelle indagini del detective, ognuno dei quali ricopre un ruolo importante nell’intricata storia di follia cui la città è vittima. Il dialogo è il mezzo principale con cui il protagonista può ricavare le informazioni necessarie per svolgere il suo lavoro. Attraverso esse, Charles può giungere a diverse deduzioni e ricostruire quello che viene definito il “Palazzo Mentale“, decretando come terminerà il caso. Ogni indagine, infatti, prevede più finali, i quali vengono decisi in base al nostro giudizio risultato da informazioni raccolte dai vari dialoghi, documenti, prove e ricostruzioni degli eventi.
Il nostro investigatore, come ogni buon protagonista che si rispetti, possiede delle abilità che influenzano le meccaniche di gioco di The Sinking City, ossia dei poteri soprannaturali che gli permettono di vedere ciò che l’occhio umano non può.

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L’occhio che vede oltre la realtà

The Sinking City propone un gameplay puramente investigativo, trascurando altri elementi necessari per il proseguimento dell’avventura in Oakmont.
La componente ludica del prodotto di Frogwares è principalmente focalizzata sull’indagine. Essa prevede la scoperta di indizi, prove schiaccianti, lo studio dei documenti e delle informazioni a nostra disposizione ed, infine, la ricostruzione degli eventi accaduti per giungere ad una deduzione e nominare un colpevole. Per ricavare le informazioni utili a risolvere il caso possiamo interagire con i vari NPC, oppure consultare gli archivi di strutture pubbliche come la stazione di polizia, l’ospedale, il municipio, il giornale locale o la biblioteca dell’università, utili punti di riferimento per cercare qualsiasi tipo di documento.
Per condurre l’indagine abbiamo diversi strumenti a nostra disposizione. Tra questi spicca l’occhio della mente, l’abilità principale del nostro protagonista che gli permette di vedere oltre le apparenze. Infatti, tramite l’ausilio di questo occhio speciale, possiamo scoprire elementi altrimenti invisibili all’occhio umano. Attraverso le distorsioni presenti principalmente sugli oggetti, è possibile venire a capo di alcuni eventi avvenuti nel passato e trarre da essi importanti indizi. Con tale potere, il protagonista può addirittura vedere delle ombre chiamate presagi. Queste ultime indicano al detective in che direzione andare per seguire delle tracce di un sospettato. Una volta raccolti abbastanza indizi su un evento accaduto, si attiverà la meccanica della Retrocognizione; una dimensione a cui solo Charles Reed può accedere. Essa serve per ricostruire in ordine cronologico un determinato fatto, come per una rissa o un efferato omicidio. Una volta fatto, possiamo finalmente trarre le conclusioni ed aggiungere un importante tassello all’indagine.
Mentre tutte le informazioni raccolte vengono appuntate nel diario del protagonista, il grosso dell’indagine si svolge nel Palazzo Mentale. Da lì, Charles Reed può riflettere sulle sue deduzioni sul caso, le quali possono avere diverse interpretazioni. Questo può portare il giocatore a trarre conclusioni differenti. È importante scoprire tutti gli indizi, le prove e le conclusioni per avere tutti i punti di vista sul caso. Comunque sia spetterà sempre a noi decidere come completarlo.
Già menzionati prima, gli archivi sono un’importante fonte d’informazioni per il completamento di un caso. Da essi, facendo combaciare delle parole chiave con un indizio di riferimento, siamo in grado di venire a capo di fattori cruciali per lo svolgimento delle indagini. Per esempio, consultando gli archivi del municipio, possiamo raccogliere informazioni generali sui cittadini e sulle organizzazioni. Invece, se cerchiamo dei dati specifici su persone come pazienti o criminali, gli archivi dell’ospedale o della stazione di polizia vengono in nostro soccorso. Il gameplay puramente investigativo propone dei ritmi molto lenti, in cui la maggior parte delle ore di gioco vengono spese nella ricerca del prossimo luogo su cui indagare.

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La lente d’ingrandimento è mia amica.

Oakmont è l’ambientazione principale di The Sinking City. L’intera città è a nostra disposizione per essere esplorata da cima in fondo.
L’esplorazione gioca un ruolo fondamentale nel gameplay del titolo, dato che sulla mappa non abbiamo alcun indicatore da seguire durante le nostre indagini. Ogni luogo coinvolto nel caso va cercato basandosi dei documenti in nostro possesso. Gli unici punti di riferimento rappresentati sulla mappa saranno gli edifici statali come il municipio o l’ospedale. È comunque possibile indicare i luoghi d’interesse sulla mappa utilizzando degli appositi indicatori per proseguire nell’indagine.
Poiché Oakmont ha subito un’inondazione molte delle strade risultano allagate. È quindi necessario spostarsi a bordo di una piccola imbarcazione. Il gioco vanta anche di un sistema di viaggio rapido, il quale funziona attraverso delle cabine telefoniche con le quali spostarci da una zona all’altra della città.
Oakmont riserva però svariati pericoli. Tra i nemici che ostacoleranno il lavoro del protagonista, troviamo delle strane creature ispirate ai tipici caratteri lovecraftiani. Ognuno di essi si differenzia per aspetto e caratteristiche. È importante difendersi utilizzando diversi strumenti come le armi da fuoco, che spaziano dalla classica pistola al fucile a pompa, e la pala che Reed utilizza in corpo a corpo. L’inventario dell’investigatore contiene oggetti utili come medikit ed equipaggiamenti come trappole e granate. Le risorse a nostra disposizione sono scarse, bisogna utilizzare con parsimonia proiettili e medikit poiché nulla può essere acquistato.
Grazie alla presenza di un sistema di crafting piuttosto semplice, possiamo creare munizioni, medikit ed equipaggiamenti con i materiali raccolti durante l’esplorazione.
Il combat system, purtroppo, si dimostra essere un sistema di shooting pessimo, oltre ad attacchi corpo a corpo che vengono penalizzati da animazioni veramente lente.
Il protagonista, oltre a quella della vita, possiede una barra della follia. Quest’ultima stabilisce lo stato mentale del personaggio. Man mano questa barra si svuota, il giocatore vivrà su schermo le allucinazioni di Reed. Più bassa è la sanità mentale, più le visioni sono frequenti e cruente. È dunque importante mantenere la serenità del protagonista, per non esporre troppo al pericolo la sua vita.
Parlando di longevità ci troviamo intorno dieci ore di gioco da dedicare alla main quest, con esplorazione, caccia ai collezionabili e missioni secondarie ad allungare il tutto. Sono inoltre presenti diversi finali da ottenere in vari modi.
Il gameplay si presenta in maniera poco guidata, il che può essere visto sia come un pregio che come difetto. Tale lacuna può essere recuperata consultando la sezione “come giocare” nel menù delle opzioni.
Il titolo, concludendo, si mostra a grandi linee accessibile a tutti. Ho apprezzando molte idee interessanti di base non trovando però un riscontro adeguato in diversi fattori, soprattutto nella realizzazione tecnica.

The Sinking City presenta un comparto tecnico obsoleto, vittima di cali di frame rate (quasi del tutto ingiustificati) e pop di interi edifici durante l’esplorazione in barca. A questi aggiungiamo caricamenti costanti e ripetuti, anche aprendo la porta principale di un determinato luogo (nonostante ciò non avvenga nel momento in cui usciremo dallo stesso).
Anche il sistema di shooting, citato poc’anzi, pecca dell’assenza di un feedback fedele nelle hitbox, mentre il combattimento melee risulta piuttosto lento per via delle pessime animazioni.
La mimica dei volti risulta piuttosto anonima, quasi imbalsamata.
Anche le texture, in gran parte dei casi esaminati, non risultano molto curate, con una pioggia battente sul cappotto del protagonista la quale genera dei fastidiosi puntini bianchi.
La direzione artistica risulta invece molto suggestiva, merito anche della decisione di ambientare il gioco agli inizi del ‘900. Oakmont sprigiona la sua bellezza nelle architetture diversificate per ogni area, le quali mettono in risalto la situazione economica presente: in Oldgrove troveremo ville popolate da persone influenti, mentre Salvation Harbor presenta un aspetto più industriale.
Il titolo presenta un buon doppiaggio, accompagnato da testi e menù localizzati in italiano. La colonna sonora cala perfettamente il giocatore in quella sensazione di mistero che aleggia sulla città.

The Sinking City è disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC.

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Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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