Sonic Mania – Recensione

Con giusto un ritardo di 20 anni, SEGA ha fatto centro. Invece che bloccare il progetto di Christian Whitehead, come probabilmente avrebbero fatto una Nintendo o una Konami a caso, la software house giapponese ha permesso a Sonic Mania di prendere forma. Per chi si chiedesse da anni come il porcospino blu abbia avuto così tanto successo su Mega Drive, Sonic Mania è la risposta. Un platform frenetico, fluido, colorato, divertente e ricco di contenuti, accompagnato inoltre da una colonna sonora da brividi. Un titolo imperfetto a causa dei piccoli difetti segnalati nella recensione, ma che abbiamo amato alla follia. Ora aspettiamo con trepidazione Sonic Forces.

Sonic Mania è finalmente nelle nostre mani. Dopo l’uscita di Sonic the Hedgehog 3 e Sonic & Knuckles, nel lontano 1994, la saga del porcospino blu ha perso indubbiamente il proprio fascino. Differentemente dall’acerrimo rivale Super Mario, il riccio di SEGA ha sofferto parecchio il passaggio al 3D e anche le numerose reincarnazioni a due dimensioni sono state qualitativamente altalenanti.
Inoltre, paradossalmente, nonostante le numerose richieste dei fan da 20 anni a questa parte, abbiamo dovuto attendere fino ad oggi per un ritorno alle origini. Ancora più paradossale è il fatto che SEGA non ha sviluppato direttamente Sonic Mania, ma il progetto è stato portato avanti da un manipolo di fan. Christian Whitehead, responsabile del porting dei vecchi capitoli su piattaforme mobili, ha ricevuto il benestare di Takashi Iizuka per procedere nello sviluppo. Curiosi del risultato? Leggete la nostra recensione.

Sonic Mania

Dopo gli eventi di Sonic & Knuckles, Sonic e Tails captano un misterioso segnale proveniente da Angel Island. Una misteriosa gemma giace nel sottosuolo dell’isola e il Dr. Robotnik, arrivato prima dei nostri eroi, la sta già estraendo. Sfruttando il potere della gemma, Robotnik spedisce Sonic, Tails e Knuckles indietro nel tempo.
Questo espediente giustifica la rivisitazione di alcune delle zone che hanno consacrato i capitoli di Sonic a 16 bit. Non è nostra intenzione svelarvele, anche se probabilmente avrete avuto modo di visionarle nei vari trailer. Sonic Mania conta ben 12 zone, composte ognuna da 2 livelli, ognuno dei quali si conclude con un boss.
Difficile stimare un valore preciso riguardo la longevità, possiamo però affermare che, grazie agli extra, risulta più elevata di Sonic 3 & Knuckles. Il titolo non si è mai rivelato come un prodotto eccessivamente frustrante, a parte qualche passaggio non bilanciato a dovere. Nulla quindi in grado di impensierire chi, come il sottoscritto, conosce a memoria i capitoli dell’era Mega Drive.

Sonic Mania

Esattamente come i predecessori su Mega Drive, Sonic Mania è un platform 2D basato sulla velocità e su controlli estremamente precisi. Lo scopo è ovviamente arrivare alla fine del livello nel minor tempo possibile, accumulando anelli e sconfiggendo il boss di turno. Gli avversari che abbiamo trovato, a parte un paio di eccezioni, tremendamente riusciti e divertenti da affrontare.
I livelli (o meglio, le zone) sono i veri protagonisti del gioco. Questi risultano essere immensi e ben realizzati, pieni di segreti, scorciatoie, meccanismi e chi ne ha più ne metta.
Inoltre, in base al personaggio scelto tra Sonic, Tails e Knuckles, l’approccio al giococambia completamente. Tails può volare grazie alla sua coda, mentre Knuckles può arrampicarsi e planare. I tre personaggi possono contare sul dash spin e su un nuovo tipo di scatto, attivabile premendo il tasto dedicato al salto appena prima di atterrare.
I livelli contano la presenza di vari classici rivisitati, tra cui Green Hill Zone e Chemical Plant Zone, più altri di cui non vogliamo dirvi nulla in quanto, soprattutto per chi ama questo brand, è un piacere immenso scoprirli. Anche i nuovi livelli come Studiopolis Zone risultano ben riusciti, confermando la bontà del lavoro di Christian Whitehead e soci. Peccato per la mancanza di zone come Ice Cap, richiesta dai fan ma assente per ovvi motivi, che potremmo approfondire in un articolo dedicato.
Non mancano naturalmente i livelli bonus, qui presenti in due varianti. Toccando i checkpoint con almeno 25 anelli in possesso, è possibile accedere ai bonus Blue Spheres già presenti in Sonic 3 e Sonic & Knuckles. Questi sono presenti in ben 32 varianti e ci fanno ottenere delle medaglie, utili per sbloccare alcuni extra estremamente interessanti. Il secondo tipo di bonus prevede l’inseguimento di un UFO in alcuni circuiti in finto 3D e servono per sbloccare i 7 Chaos Emeralds. Ebbene sì, questi permettono a Sonic la trasformazione in Super Sonic, come da tradizione. Questi bonus ci sono parsi in generale ben riusciti, pur contando su dei controlli un po’ troppo scivolosi e rivelandosi a tratti frustranti a causa di collisioni non precisissime.
Difficile trovare altri difetti degni di nota in Sonic Mania. Abbiamo da segnalare la presenza di qualche glitch, in linea comunque con gli altri capitoli su Mega Drive. Davvero degna di nota la parte extra accennata poco fa. Non vogliamo svelare molto, se non che è possibile accedere al classico menu di debug utile a ripetere i livelli e ascoltare la splendida colonna sonora. Ma non solo.
Il titolo contiene infatti anche una modalità competitiva in split-screen e la possibilità di affrontare i livelli a tempo per sfidare i record di tutto il mondo. Di certo non si può dire che il gioco non sia pregno di contenuti. E, ripetiamo, per evitare spoiler non abbiamo volutamente elencarveli tutti.

Sonic Mania

Abbiamo letteralmente amato l’aspetto grafico di Sonic Mania, inutile negarlo. La grafica a 16 bit ci ha deliziati, grazie anche a colori vivaci e animazioni che uniscono il vecchio al nuovo. Una grafica che a 1080p e 60 fps risulta ancora oggi bella da vedere. Una fluidità impeccabile, che ci ha aiutati a ricordare il perché tanti hanno amato i primi capitoli della saga.
Ogni titolo della serie degno di essere chiamato tale è accompagnato da un’ottima colonna sonora; Sonic Mania non fa naturalmente eccezione. I remix dei classici e i nuovi pezzi a cura di Tee Lopes sono da applausi a scena aperta e, uniti ai tipici effetti sonori della serie, creano un orgasmo sonoro che ha pochi eguali. Se non ci credete, fate pure un giro sul canale YouTube del compositore, non ve ne pentirete.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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