Silence – Recensione

Silence è letteralmente un'avventura d'altri tempi, toccante, ben narrata e lunga il giusto. Pur presentando un gameplay che non aggiunge nulla al genere delle avventure grafiche moderne, il titolo ci ha tenuti incollati allo schermo grazie ad una trama fiabesca e appassionante. Completa il quadro un ottimo comparto audiovisivo che, pur non competendo con le produzioni di alto profilo sotto il punto di vista della potenza bruta, ci ha deliziato. Come già detto, per molti ma non per tutti. Provatelo e magari ne rimarrete anche voi rapiti.

Quello delle avventure grafiche è un genere che sembrava ormai morto ma che è tornato alla ribalta in una nuova veste grazie ai giochi di Telltale Games e all’acclamato Life Is Strange. Chi ha apprezzato questi titoli amerà quasi sicuramente Silence, un’avventura firmata dallo studio tedesco Daedalic. Vediamo assieme i motivi di questa affermazione, nella nostra recensione.

silence1Un’avventura d’altri tempi
Tanti dei possessori di PlayStation 4 non lo sapranno, quindi ci sembra giusto premettere che Silence riprende la storia raccontata in The Whispered World, avventura punta e clicca uscita nel 2009 su PC. Non è necessario aver giocato al titolo precedente per apprezzare questo “seguito”, nonostante i tanti riferimenti a The Whispered World, anche perché non si tratta di un vero e proprio seguito.
In Silence viene raccontata la storia dei due fratelli Noah e Renie, distrutti psicologicamente dalla guerra e costretti a nascondersi in un bunker per evitare i bombardamenti. Per non pensare alla crudeltà del conflitto che imperversa fuori, i due immaginano di vivere in un mondo delle favole, in un paese immaginario chiamato per l’appunto Silence.
Senza svelarvi alcun dettaglio ulteriore sulla trama, sappiate che la storia di questo titolo ci è parsa molto toccante ed emozionante in tutti i sensi. Nelle quasi 10 ore in cui ci ha tenuti impegnati dobbiamo infatti ammettere che ci è scappata più di qualche lacrimuccia, visti i temi trattati e le sfaccettature di cui il gioco è permeato.

silence2Per molti ma non per tutti
Come detto prima, Silence è a tutti gli effetti un’avventura grafica strutturata sullo stile dei titoli Telltale, ricordandoci nel mentre i titoli più moderni LucasArts come il quarto capitolo di Monkey Island e l’ottimo Grim Fandango.
È difficile spiegare come il gameplay di Silence sia tanto semplice quanto perfettamente funzionante. Se avete presente i titoli appena citati non crediamo ci sia bisogno di dilungarci più del dovuto, anche perché la sola trama è riuscita a tenerci incollati allo schermo come in poche altre occasioni.
Il controllo del personaggio è demandato alla levetta sinistra, mentre con quella destra siamo in grado di selezionare gli oggetti con cui interagire. La struttura del gioco si adatta molto a un’ottima fruizione anche da parte di chi è abituato all’uso di un controller. L’unica pecca in tal senso è rappresentata dal fatto che gli oggetti nello scenario non sempre vengono selezionati correttamente, anche perché non controlliamo un cursore vero e proprio.
Le situazioni e gli enigmi non ci sono parsi particolarmente difficili o frustranti, grazie anche al fatto che possiamo richiamare aiuti a video in caso di emergenza. Insomma, il titolo può essere apprezzato da una vasta fetta di utenza, pur non essendo un genere adatto a tutti i palati.

silence3Arte visiva
Silence si presenta con uno stile visivo accattivante, grazie a colori sgargianti e a un design di prim’ordine. I personaggi sono realizzati in tre dimensioni, mentre i fondali sono bidimensionali. È piacevole notare come questa scelta non crei alcuno stacco tra i vari elementi a video. La texturizzazione in cel shading dei personaggi è infatti coerente con la perfezione degli sfondi disegnati a mano dal team di sviluppo.
Ottimi i filmati che fanno da sfondo alle avventure e buono il doppiaggio in inglese. La magistrale colonna sonora accompagna la storia in modo praticamente perfetto, mentre il buon lavoro di localizzazione in italiano ci ha aiutato a immedesimarci meglio nella trama.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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