Shadow Tactics: Blades of the Shogun – Recensione

Se siete amanti degli strategici in tempo reale ed anche dei giochi stealth, amerete di sicuro Shadow Tactics: Blades of the Shogunn, nuovo titolo sviluppato da  Mimimi Productions. Il motore grafico Unity ci regala un ottimo reparto grafico, accompagnato anche da un doppiaggio ben sincronizzato con i sottotitoli in italiano ed una colonna sonora coinvolgente. Unica pecca che influisce in modo "vistoso" in termini di gameplay riguarda la telecamera, non sempre precisa e non ben realizzata a dovere. Consigliamo il titolo a tutti coloro che sono fan di questo genere oppure per chi vuole riscoprire su console una tipologia videoludica che da tempo non veniva presa in considerazione.

Abbiamo avuto il piacere di provare Shadow Tactics: Blades of the Shogun, nuovo strategico stealth in tempo reale sviluppato dalla software house indipendente Mimimi Productions. Il titolo, uscito originalmente l’anno scorso su PC, ha riscosso un grandissimo successo cercando di riportare alla luce ormai un genere completamente morto come quello degli strategici a tempo reale, tra cui citiamo il famosissimo Commandos 3: Destination Berlin, uscito ben 14 anni fa.
Dopo questa breve introduzione, siete curiosi di scoprire insieme a noi come Shadow Tactics: Blades of the Shogun è approdato sulle console di attuale generazione? Mettetevi comodi e continuate a leggere la nostra recensione!

Il titolo è ambientato nel Giappone feudale del XVII secolo e vestiamo i panni di cinque personaggi, di cui tre maschili e due femminili, fedeli al leader militare dell’arcipelago Giapponese comandato da uno Shogun, che dopo un grande periodo di conflitti sta cercando di riportare la pace su tutte le isole per far ripartire l’economia.
Nel frattempo, il cattivo Kage-Sama accusa lo Shogun di aver violato i princìpi fondamentali giapponesi scatenando una nuova guerra civile. Il titolo si compone di 13 livelli di dimensione medio/grande in cui saremo chiamati a muoverci tra le ombre interagendo anche con l’ambiente circostante per completare tutti gli obiettivi principali che ci vengono richiesti.
Ogni missione, oltre ad avere degli scopi primari, porta con sé 9 obiettivi secondari incluso quello di completare il livello al di sotto di un determinato tempo, ma anche di completare il livello a difficoltà “Hardcore”, ovvero la difficoltà massima dove i nemici ci sono capaci di stanarci immediatamente qualora dovessimo fare un passo falso.
Una piccola nota negativa che abbiamo riscontrato in termini di giocabilità riguarda la gestione della telecamera, non sempre precisa nonostante risulti essere anche di fondamentale importanza per studiare la zona ma spesso l’inquadratura sovrappone alcuni elementi che potrebbero esserci utili per raggiungere lo scopo.

La particolarità del gioco che invece abbiamo apprezzato particolarmente, è la diversificazione delle abilità dedicate ai cinque protagonisti. Mugen è un samurai abilissimo nel combattimento corpo a corpo, Hayato è invece un ninja che preferisce muoversi sui tetti, mentre Yuki è una ragazzina esperta di trappole e borseggi. Infine gli ultimi due personaggi, l’anziano Takuma che può eliminare col fucile da cecchino ed Aiko, una bellissima donna abile nel travestirsi per non attirare attenzioni su di lei.
Il titolo di Mimimi Productions non presenta un vero e proprio battle system, ma ha una particolarità molto apprezzata chiamata “Shadow Mode”; questa feature permette al giocatore di far muovere alla velocità della luce il proprio personaggio, per superare le zone più ostiche ed anticipare le mosse delle guardie senza far scattare gli allarmi.
Se nel caso dovessimo sbagliare strategia possiamo ripeterla per far si che questa azione porti ad un esito positivo.

Shadow Tactics: Blades of the Shogun arriva sulle nostre console con una risoluzione in 1080p e 30fps se giocato sulla “classica” PlayStation 4; i possessori di PlayStation 4 Pro possono invece scegliere se giocarlo a 30 oppure 60fps, mantenendo però la stessa risoluzione.
Il motore grafico Unity ci regala un ottimo reparto grafico e tecnico, ma è anche ottima la cura riposta per la realizzazione dei modelli poligonali dei personaggi stessi.
Ben realizzato anche il doppiaggio in lingua inglese, sincronizzato alla perfezione ed accompagato dai sottotitoli in italano. Per finire, grandissimo lavoro di coinvolgimento è svolto dalla colonna sonora, integrata alla perfezione sia con i temi che con l’ambientazione giapponese; se non disponete di un buon impianto audio vi consigliamo di provare il titolo indossando un headset, per immedesimarsi al meglio.

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Francesco Suozzo
Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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