Sébastien Loeb Rally EVO – Recensione

Sébastien Loeb Rally EVO compie alcuni passi in avanti rispetto ai precedenti titoli di rally realizzati da Milestone, peccando però in alcuni aspetti fondamentali. Se da un lato abbiamo le ottime due modalità carriera, il gioco perde punti per alcuni problemi tecnici e per il non perfetto modello di guida. Dopo MXGP e Ride ci siamo resi conto del netto miglioramento di Milestone nella realizzazione dei giochi di moto e ci sentiamo in dovere di consigliare loro di concentrare gli sforzi produttivi su questo genere, piuttosto che sui titoli di macchine, nei quali la concorrenza è molto più spietata. In definitiva consigliamo Sébastien Loeb Rally EVO principalmente ai fan del pilota francese, gli altri possessori di PlayStation 4 dovrebbero attendere qualche mese e valutare se far proprio il promettente DiRT Rally.

Quella che si è venuta a creare è una situazione alquanto bizzarra, dobbiamo ammetterlo. Gli appassionati avranno già capito a cosa ci stiamo riferendo, ossia al fatto che il titolo Milestone è il terzo dedicato al rally (di cui DiRT per ora solo su PC) a fare capolino nei negozi nel giro di pochissimi mesi. Forte del nome che porta in copertina, Sébastien Loeb Rally EVO sarà riuscito a soddisfare gli appassionati ed i fan del campione francese? Vediamolo insieme!

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Le certezze della vita, come saprete bene, sono ben poche ed a queste dovrete sicuramente aggiungere che Sébastien Loeb Rally EVO è un titolo che a livello di contenuti non ha nulla da invidiare a giochi simili.

Sébastien Loeb Rally EVO – La nostra recensione

Iniziamo con quelle modalità che ci si aspetta solitamente in un gioco del genere, ossia tappe e rally singoli, gare a tempo, Pikes Peak e via di questo passo. Non crediamo ci sia bisogno di particolari spiegazioni, visto che i nomi parlano da soli, sappiate soltanto che il vero fulcro del titolo risiede nella carriera e in una modalità speciale dedicata al campione francese.
La modalità carriera si svolge in modo non dissimile dalla struttura tipica di un Gran Turismo a caso, ossia gare di vario tipo suddivise per livello di difficoltà e classe dei veicoli. La particolarità risiede nel fatto che attraverso i crediti vinti è possibile sia acquistare che noleggiare auto, con quest’ultima possibilità da valutare attentamente per ovvi motivi. Per questione di tempo non siamo stati in grado di completare ogni singola sfida, sappiate soltanto che la longevità è garantita e la difficoltà piuttosto ben calibrata, a parte qualche eccezione.
La Sébastien Loeb Experience è una vera e propria lettera d’amore al pilota nominato nella copertina del gioco. Se dobbiamo essere sinceri, tale modalità non differisce più di tanto rispetto alla carriera di cui vi abbiamo parlato poco fa, visto che è strutturata praticamente nello stesso modo. L’unica differenza risiede nel fatto che si rivivono le tappe fondamentali nella carriera di Loeb e che quindi le auto sono assegnate automaticamente dal gioco stesso.
Completa il quadro la modalità online, con gare in differita con i classici fantasmi e competizioni testa a testa su tracciato. In entrambi i casi non abbiamo avuto problemi a livello di netcode e matchmaking, le magagne risiedono purtroppo nel gameplay, come vedremo tra poco.

loeb2Divertente sì, ma…
Pur sapendo che un titolo del genere è meglio apprezzabile se giocato con periferica dedicata, non ci è stato possibile testarlo con volante e pedali. Siamo certi che giocato così il titolo avrebbe guadagnato parecchi punti, ma purtroppo ci siamo dovuti affidare al DualShock 4, con risultati altalenanti.
Il modello di guida e la fisica sono generalmente validi, anche se dobbiamo far notare come ci sia una fin troppo marcata scivolosità dei veicoli su sterrato, anche se asciutto. Se su asfalto non abbiamo avuto problemi di sorta e su neve non possiamo pretendere una tenuta degna di nota, la maggior parte delle gare avvengono però su sterrato. Non pretendiamo nemmeno in quest’ultimo caso un perfetto grip sul terreno, ma ci siamo spesso trovati a perdere il controllo del veicolo, senza alcun motivo, in pieno rettilineo e senza dislivelli. Non sappiamo se si tratta di un problema nella fisica o nella sensibilità della levetta sinistra, certo è che con un po’ di pratica ci si fa il callo. Tutto ciò avviene anche impostando su facile tutte le possibili opzioni di guida e utilizzando qualsiasi aiuto.
Prima abbiamo accennato ad un paio di problemi riscontrati online, ossia fantasmi e collisioni. I fantasmi che rappresentano i tempi delle altre vetture sono infatti un po’ troppo marcati ed invasivi, rendendo ancora più difficile rimanere in strada in certe situazioni. Anche le collisioni non sono sempre rese al meglio, sia che il nostro veicolo impatti contro gli avversari, che contro qualsiasi elemento dello scenario.
A parte ciò, come in tutti i giochi prodotti da Milestone, la difficoltà risulta scalabile grazie ai settaggi dedicati alla fisica, all’assistenza sulla frenata e all’IA. Anche quest’ultima però non brilla per bilanciamento, più che altro vi è un balzo troppo marcato tra il settaggio medio e quello difficile. Per il resto il titolo si adatta a tutte le esigenze ed è in grado di soddisfare principianti e non, grazie alle opzioni di cui vi abbiamo appena parlato.

loeb3Tecnicamente datato?
Anche a livello grafico gli ultimi titoli prodotti da Milestone non sono propriamente da considerare al top, e nemmeno Sébastien Loeb Rally EVO fa purtroppo eccezione. Come sempre, se parliamo di mero impatto complessivo, non vi sono particolari lamentele in merito, i problemi saltano all’occhio se prendiamo in considerazione i dettagli.
E’ abbastanza chiaro come il motore grafico sia ancora di vecchia generazione ed è un peccato che alcuni dettagli delle auto e praticamente ogni elemento a bordo pista siano penalizzati da una resa a video piuttosto vetusta. Le auto sono naturalmente il fulcro del gioco e quindi in linea generale sono ben modellate ma è un peccato notare la scarsa cura riposta nella realizzazione del fondo delle macchine, rappresentate da una poco efficace ed uniforme texture grigia.
Nessuna lamentela per quanto riguarda il sistema di illuminazione, ben realizzato e di sicuro impatto. Stesso discorso per la fluidità, infatti il titolo non perde nemmeno un fotogramma in nessuna situazione, anche con più veicoli a schermo. Anche la parte audio è praticamente esente da critiche, infatti sia il campionamento del suono dei motori che la colonna sonora risultano ben sopra alla media. Un plauso al navigatore, che finalmente fornisce indicazioni fluide e realistiche, differentemente da altri esponenti del genere nei quali le stesse risultano meccaniche e slegate tra loro.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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