Ride – Recensione

RIDE si rivela un’ottima variazione dai canoni di Milestone e dei titoli su licenza solitamente prodotti dal rinomato studio italiano. Purtroppo, per l'ennesima volta un titolo con contenuti di primo piano ed un gameplay di rilievo viene parzialmente vanificato da un aspetto tecnico arretrato, ad esclusione della realizzazione dei bolidi. Un aspetto audio che propone un campionamento dei rombi realizzato in maniera non ottimale completa il quadro, andando ad offrire un prodotto sopra la media ma non eccelso. In compenso, il divertimento derivato dalla guida delle varie moto proposte invoglia il giocatore e proseguire e ad avanzare, e questo è quel che conta maggiormente in questo titolo.

Quando in redazione ci giunge un titolo prodotto da uno studio italiano siamo sempre molto felici di testarlo ed assaporarlo al meglio prima di recensirlo, sopratutto se il titolo arriva da Milestone che nel corso degli anni ha tirato fuori giochi di guida che spaziano dal discreto al capolavoro. Questo RIDE ha le potenzialità del capolavoro, ma non è tutto oro quel che luccica.

Passione su due ruote
I titoli motociclistici sono sempre stati un po’ bistrattati, legati quasi sempre a licenze motociclistiche di varia natura, come i lavori stessi di Milestone che ci hanno proposto prima la Superbike per poi passare alla MotoGP ed alla Motocross. In RIDE lo studio italiano si stacca dalle licenze sportive e si butta a capofitto in un contesto più simile a Gran Turismo o, ancora meglio, a Tourist Trophy, entrambi titoli Poliphony che puntano più al collezionismo smodato dei veicoli ed alla loro costante modifica.
La passione dei ragazzi del team di sviluppo si evince fin dai primi minuti di gioco, dove verremo tranquillamente piazzati su una moto e sparati in pista per affrontare un simpatico e semplicissimo tutorial che ci spiegherà le basi dell’esperienza di gioco e che ci darà un assaggio della scalabilità del modello di guida dei bolidi a nostra disposizione, che tratteremo più approfonditamente più avanti.
Le moto, tutte su licenza, sono prese da 14 dei più conosciuti ed importanti costruttori del mondo, tra i quali troviamo Ducati, MV Agusta, Honda, Yamaha, Energica ed altri che non stiamo qui ad elencare; le moto riprodotte, che superano il centinaio di modelli, risultano come sempre la parte più curata del titolo, tanto che i modelli delle stesse sono presi dai CAD ufficiali dei produttori e trasposte in game con tutti i crismi del caso. Le moto sono realizzate con cura, ricchissime di dettagli e proporzionate perfettamente, ma risultano del tutto indistruttibili, non danneggiandosi nè rovinandosi se si finisce a terra, rilasciando solo flebili scintille.
La tremenda passione profusa la si può ricavare anche dal numero spropositato di modifiche sia estetiche che meccaniche applicabili alle moto ed al nostro pilota; abbiamo ben 5 categorie di modifica per la parte meccanica, altrettante per l’estetica, per arrivare ad oltre una trentina di variabili alle quali poi si aggiungono quelle del pilota con una miriade di tute, caschi, giacche e perfino visiere e saponette da applicare alla tuta.

Piega, sgasa, impenna e sorpassa
Il fulcro di ogni titolo di guida che si rispetti risiede nel modello di guida e nelle modalità, oltre che nel numero di tracciati e mezzi disponibili
. RIDE da questo punto di vista non delude minimamente, se non per un numero appena sufficiente di tracciati, trenta, che propongono situazioni ed ambienti di guida sufficientemente vari.
Parlando di mero gameplay, Milestone non si smentisce e mette in piedi un titolo in grado di accontentare tutti i palati, da chi cerca un’esperienza molto giocosa ed arcade a chi invece vuole una vera e propria simulazione, pur con tutti i limiti del caso, passando per un modello che si frappone tra le due e fonde sapientemente simulazione ed arcade.
Impostando la fisica Standard ci si trova a bordo di bolidi sempre domabili, dove non è richiesto di interagire sulla posizione del pilota e nè di dosare acceleratore e freno, risultando quindi un’esperienza semplicistica e fin troppo semplice; il modello PRO si pone all’opposto, con moto scorbutiche anche nelle versioni più docili, che tendono ad alzarsi in disinvoltura e dove ogni singola curva va affrontata sia impostando la posizione del nostro pilota che dosando sapientemente acceleratore ed i due freni, che in questa difficoltà diventano indipendenti e dosabili singolarmente. Spariscono, con il modello più realistico, i controlli anti impennata, l’aiuto in curva e tutti quegli aiuti invisibili che permettono a chiunque di spazzolare una curva a velocità sostenutissime.

Il modello Semi Pro risulta essere una via di mezzo perfettamente equilibrata. In questo caso si hanno i classici aiuti invisibili ma le moto richiedono di dosare acceleratore e freno, singolo come in modalità standard, e mantiene la sensazione di potenza delle moto che non permettono di correggere in ogni occasione eventuali errori.
Il World Tour, ossia la “Campagna” del titolo spazia tra decine di eventi, suddivisi tra le quattro categorie di moto disponibili (Naked, Sport, Super Sport e Storiche), con ben 200 eventi.
Già a difficoltà facile l’IA si dimostra ben sopra la media, con avversari che sbagliano poco e effettuano staccate che rendono difficile il sorpasso, sopratutto nelle classiche gare.
Le modalità spaziano dalla classica gara e prove a tempo, passando per gare di sorpasso e gare di velocità su tracciati dritti, come gli spari dell’ormai defunto NFS Underground.
Completando le varie gare otterremo i crediti necessari all’acquisto delle molte moto disponibili, nonchè delle varie modifiche, ma oltre a questo otterremo i punti reputazione che ci serviranno per scalare la classifica dei piloti più forti e conosciuti del World Tour stesso.
Infine, in multiplayer, potremo creare stanze dove imposteremo quali bolidi utilizzare e se affrontare campionati o gare veloci in compagnia di altri utenti, il tutto con un netcode sufficientemente performante, almeno con la nostra linea. Risulta presente anche un multiplayer a schermo condiviso, opzione sempre apprezzata e che ormai sembra essere divenuta del tutto superflua.

Provaci ancora Milestone
Arriviamo infine all’aspetto tecnico, comparto in cui i titoli realizzati da Milestone hanno sempre riscontrato i problemi più gravi. Anche RIDE non fa eccezione, presentando moto realizzate divinamente, così come gli accessori e le modifiche applicabili, nonchè le tute ed i caschi del nostro avatar. Purtroppo la medesima cura non è stata riservata all’avatar stesso, che risulta legnoso e composto da una manciata di poligoni, come tutti i vari umani visibili tra piloti, pubblico, ecc…
Le ambientazioni di gioco presentano un ottimo colpo d’occhio, sopratutto quelle immerse nel verde, ma perdono molto se si passa in modalità foto per apprezzare la nostra moto, presentando texture in bassissima risoluzione, cespugli bidimensionali ed alberi che richiamano le prime produzioni per console di scorsa generazione. Anche il framerate non si è dimostrato sempre affidabile, con sporadici cali se a video sono presenti troppi avversari.
Nel complessivo risulta comunque un bel vedere e sicuramente il miglior lavoro tecnico svolto da Milestone negli ultimi anni.
Purtroppo un lavoro altrettanto certosino non è stato fatto sull’aspetto audio del titolo, che presenta ottimi temi e musiche di accompagnamento, ma lascia a desiderare per quel che riguarda i campionamenti del rombo dei vari bolidi, che risultano ovattati in qualunque situazione, andando un po’ a vanificare l’ottimo lavoro svolto sulla realizzazione delle moto stesse.

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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