Puyo Puyo Tetris – Recensione

Sì, anche se si era già capito, possiamo ritenerci soddisfatti di Puyo Puyo Tetris. Un titolo che ci ha ricordato quanto basti poco per divertirci. Un titolo d'altri tempi, che però consigliamo anche ai giocatori meno stagionati. Il prezzo di vendita forse un po' elevato per il genere di appartenenza e una IA troppo punitiva, non impediscono a questa produzione di essere premiato con il voto che vedete coi vostri occhi. E ora aspettiamo Sonic Forces e Sonic Mania, con la speranza che Sonic Team ripeta il miracolo.

In qualità di improbabile fusione tra due brand, Puyo Puyo Tetris è finalmente disponibile anche in Europa. Dopo averlo testato per qualche giorno in versione PlayStation 4, vediamo insieme, nella nostra recensione, perché lo abbiamo adorato da subito!

Puyo Puyo Tetris

Qualche cenno storico

Prima di addentrarci nel raccontarvi il gameplay e le modalità di Puyo Puyo Tetris, ci sembra doverosa una premessa. Vogliamo infatti parlarvi dei due marchi che sono stati riuniti per l’occasione dal Sonic Team.
Inutile dire che se non conoscete Tetris, siete delle brutte persone (si scherza, naturalmente). Il puzzle game creato nel 1984 dal russo Alexey Pažitnov è infatti stato convertito per praticamente qualunque dispositivo esistente.
Trattasi di un titolo che non ha sentito per nulla il peso degli anni, grazie al suo gameplay semplice e fresco e che, in barba ai tentativi di modifica fatti negli ultimi 30 anni, conta una versione originale praticamente perfetta.
Puyo Puyo è invece un brand poco conosciuto dalle nostre parti, inutile girarci troppo intorno. Nato dalle sapienti mani del developer Compile, gli ultimi titoli della serie sono stati invece sviluppati dal Sonic Team. Ed è proprio ai tempi d’oro di Sega che Puyo Puyo ha fatto per la prima volta capolino in Occidente.
I possessori del leggendario Mega Drive ricorderanno probabilmente Dr. Robotnik’s Mean Bean Machine. Esattamente come fu per Super Mario Bros. 2, anche Sega decise di mettere in atto un’azzeccata operazione commerciale per rendere appetibile il proprio titolo anche per i giocatori europei e americani.

Puyo Puyo TetrisPuyo e Tetramini…

La fusione tra Puyo Puyo e Tetris è stata resa possibile da alcuni aspetti che hanno sempre accomunato i due titoli. In ambedue i puzzle game, vi sono infatti dei pezzi che scendono dall’alto verso il basso in un quadro rettangolare. L’obiettivo è quello di tenere il più possibile pulita la schermata, combinando i pezzi (girandoli al bisogno) per azzerarli, pezzi che sono generati casualmente, rendendo diversa ogni partita. In entrambi i casi, il game over sopraggiunge nel momento in cui arriviamo a toccare coi pezzi la parte alta della videata.
Per chi non lo sapesse, in Tetris l’azzeramento avviene a linee orizzontali. I pezzi di varie forme vanno incastrati tra loro in maniera strategica cercando di riempire per intero ogni linea. I punteggi migliori si ottengono con la giusta dose di rischio, cercando di azzerare più linee contemporaneamente, fino a un massimo di quattro.
Puyo Puyo funziona invece in modo simile a Dr. Mario e a Columns, nei quali l’eliminazione dei pezzi a video avviene diversamente rispetto a Tetris. I blocchi che cadono dall’alto sono infatti composti da una serie di fagioli di vario colore. Il nostro obiettivo è quello di accostarli in base al colore per eliminarli dallo schermo. Naturalmente, più pezzi identici vengono avvicinati, più alto sarà il nostro punteggio.

Puyo Puyo Tetris… insieme!

Dopo avervi parlato della storia e del gameplay base di Tetris e Puyo Puyo, è finalmente giunta l’ora di trattare le modalità di gioco. Puyo Puyo Tetris è un titolo che punta molto alle sfide in multiplayer, ma permette anche di essere giocato da soli. È infatti possibile giocare una modalità avventura contro avversari controllati dalla CPU o contro il tempo, a difficoltà crescente e condizioni variabili. A proposito di difficoltà, la abbiamo trovata un po’ sbilanciata verso il punitivo, anche ai livelli più bassi.
Al di fuori della modalità avventura, ci viene dato modo di scegliere se giocare con le regole e i pezzi di Tetris o di Puyo Puyo. Questa scelta può essere applicata sia a noi che agli altri contententi, con un bilanciamento decisamente ottimo. Ogni mossa messa a segno correttamente, farà piovere pezzi nelle schermate avversarie, lo stesso potranno fare i nostri nemici. Vince naturalmente chi rimane in piedi, seppellendo gli avversari.
Abbiamo trovato molto interessanti le modalità Swap e Fusion. Nella prima, ogni 30 secondi (almeno inizialmente) vengono alternate le schermate di Tetris e Puyo Puyo, costringendoci a cambiare approccio in continuazione, fino a farci impazzire. In Fusion, come dice la parola stessa, le regole dei due giochi sono mischiate, regalandoci un’azzeccata variante rispetto agli originali.
Parlando di multiplayer, è possibile affrontare ognuna delle modalità fino a quattro giocatori in carne e ossa. Farlo in locale ci ha riportato alla memoria i bei tempi andati, quando una PlayStation e un Multitap erano strumenti essenziali. Puyo Puyo Tetris è però giocabile anche online, grazie a un netcode e un sistema di matchmaking esenti da difetti. Nelle partite svolte da noi online non abbiamo infatti riscontrato problemi di sorta e/o disconnessioni.

Puyo Puyo TetrisE la grafica?

Abbiamo ben poco da dire riguardo l’aspetto tecnico di Puyo Puyo Tetris. Pur non essendo un titolo impressionante, la grafica bidimensionale ci è parsa tutto sommato piacevole e azzeccata. Lo possiamo affermare grazie alla scelta dei colori sia durante il gioco che nei vari menu. La direzione artistica ci è parsa praticamente perfetta e “profuma” di Giappone in ogni singolo pixel a video.
Nulla da dire riguardo alla fluidità, naturalmente. Il titolo scorre liscio che è una meraviglia, sia in giocatore singolo che in multiplayer locale e in rete. Un plauso va in particolare ai tempi di caricamento, praticamente fulminei. Questo aspetto, da non sottovalutare, rende infatti il titolo appetibile anche per brevi sessioni.
Ottima anche la parte audio, grazie a effetti e musiche decisamente piacevoli per le nostre orecchie. La versione da noi provata e fornita da Koch Media contiene unicamente la lingua inglese, limite che non ci ha impedito di giocare al titolo, vista l’estrema chiarezza dei menu e dei tutorial utili a comprendere le meccaniche di gioco. Peccato per l’assenza della versione PSVita, uscita in terra nipponica e non messa in commercio dalle nostre parti. Per ovvi motivi, sia inteso.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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