Rilasciato lo scorso 21 maggio, Observation è il secondo titolo sviluppato dalla software house indipendente “No Code”, piccolo team composto da solamente 11 persone, e distribuito da Devolver Digital.
Observation ci mette nei panni di una IA, semplicemente chiamata SAM (abbreviazione di “System Administration Maintenance”), in cui dobbiamo scoprire la causa dalla scomparsa totale dell’equipaggio di una base spaziale.
Inutile dire che il titolo, oltre ad avere moltissimi colpi di scena, fa riferimento a diversi film di fantascienza come, ad esempio, “2001: Odissea nello Spazio”.
Conclusa questa breve introduzione, mettetevi comodi e venite a scoprire insieme a noi Observation!

Observation, la nostra recensione

Ambientato nel 2026, Observation racconta le vicende della Dottoressa Emma Fisher e della sua IA, SAM. Già da svariato tempo la stazione spaziale ruota attorno la terra ma, quando la Dottoressa decide di risvegliare SAM, veniamo a conoscenza che l’IA ha perso la propria memoria di base. Proprio mentre SAM cerca di recuperare memoria e funzioni, scopriamo di essere influenzati da una strana entità, la quale darà inizio alla trama principale del gioco. Ed è così che Emma Fisher e la stazione spaziale arrivano in orbita attorno a Saturno.
Con questa premessa inizia il nostro viaggio fantascientifico in Observation. Una trama ben scritta e ricca di colpi di scena, che è riuscita a tenerci incollati allo schermo.
Il titolo è facilmente completabile in 6/7 ore massimo. Esplorare da cima a fondo la stazione spaziale aumenta la longevità totale, potendo dedicarsi alla ricerca dei collezionabili e dei vari trofei.

Telecamere, sfere e spazio infinito.

A partire dal titolo utilizzato da No Code possiamo già intuire il tema principale del titolo, l’osservazione. Il giocatore può muoversi all’interno della stazione spaziale collegandosi alla diverse telecamere, interagendo con l’ambiente circostante in maniera piuttosto semplice, zoomando e puntando gli oggetti. Gli oggetti con cui SAM può interagire spaziano da Laptop ad apparecchi elettronici, passando per prese della corrente e molto altro.
Essendo SAM, a tutti gli effetti, una IA possiamo accedere al suo sistema operativo, chiamato “SAMOS”.  Con esso è possibile aprire la mappa di gioco ed accedere alla diverse telecamere. È poi possibile sbloccare nuove funzionalità come, ad esempio, la possibilità di inviare e ricevere messaggi.
Proseguendo con la trama, Emma darà la possibilità a SAM di interagire con delle sfere, chiamate “sfere di connettività”. Queste si riveleranno fondamentali per quasi tutta la durata della trama, poiché la sfera può arrivare in luoghi a cui la telecamera non riesce. Anche se i comandi non sono molti precisi, causando talvolta collisioni e blocchi, grazie alla sfera sarà possibile uscire dalla base spaziale per raggiungere lo spazio. Seppur la zona esplorabile si limita all’esterno della stazione, il tutto risulta graficamente bellissimo e ricreato alla perfezione, mettendo in risalto la bellezza di Saturno.
Cosa molto apprezzata, soprattutto da chi non ama alla follia i puzzle game, in Observation è impossibile perdersi. In qualsiasi momento possiamo richiamare Emma per farci spiegare nuovamente il nostro obiettivo.
Un grandissimo applauso ai ragazzi di No Code. Nonostante siano un piccolo team composto da 11 persone, sono riusciti a creare qualcosa di originale e davvero ben fatto.

Tra schemi e interfacce

Come già accennato in precedenza, Observation presenta diversi puzzle da superare per proseguire con la trama. La loro presenza è un ottima aggiunta che mostra quanto sia complesso interfacciarsi con i diversi schemi di una base spaziale internazionale, partendo dai semplici terminali per arrivare ai protocolli di sicurezza importanti. Nonostante ciò, questi puzzle non sono mai realmente complessi, con alcuni schemi davvero semplici da completare. Molte volte per risolvere i puzzle basta seguire i dati riportati a schermo. A rendere il tutto ancora più semplice è la poca varietà degli stessi, rendendo di conseguenza la soluzione piuttosto ovvia.
Un vero peccato su questo lato, avremmo preferito una maggiore varietà. In ogni caso, No Code ha sopperito a questa leggera mancanza con il lato narrativo.

Osserviamo le stelle

No Code porta Emma Fisher e SAM sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 1080p e 30fps, sia per la versione “base” di PS4 che per la “Pro”.
Sotto il lato tecnico, la pesantezza dei 30fps si fa sentire molto. In un gioco in cui ci si muove tramite telecamere attraverso ambienti anche piuttosto stretti, avremmo preferito almeno i 60fps.
Graficamente il titolo è a dir poco fantastico. Regala un ottima resa a schermo, con ambienti curati sotto ogni minimo dettaglio.
Seppur il gioco non presenti una OST principale, gli sviluppatori hanno sfruttato il silenzio per far sentire il giocatore da solo nella base spaziale. Impossibile non rimarcare l’ottimo lavoro di “Sound Design” registrato e curato da Omar Khan.
Di pregevole fattura anche il doppiaggio inglese, ben sincronizzato con i sottotitoli in italiano.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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