Mortal Kombat X – Recensione

Mortal Kombat X si rivela essere un must have per tutti gli amanti dei picchiaduro, per tutti i nostalgici della saga e per chiunque abbia apprezzato il titolo precedente, tra l'altro gratuito con il PlayStation Plus. La mole di contenuti, le ottime funzionalità online, anche se ancora da rifinire, la varietà di combattenti e le varianti degli stessi lo rendono un titolo potenzialmente infinito, grazie anche alle torri viventi, alla kripta ed alle guerre di fazione. Gli unici nei risiedono in un aspetto tecnico non completamente next gen ed in un netcode che necessita di ulteriori aggiornamenti e perfezionamenti. Chiunque sia in cerca di un ottimo e longevo picchiaduro, esagerato, sanguinario al punto giusto e goliardicamente violento non può lasciarselo sfuggire.

Poche serie possono vantare una carriera che si estende dagli anni novanta fino ai giorni nostri, ma Mortal Kombat sembra aver resistito al passaggio del tempo e torna a fare capolino sulle nostre console di nuova e vecchia generazione, dopo un ottimo nono capitolo. Ci farà ancora bagnare di sangue a profusione o la formula inizia a diventare troppo asettica?

Ricambio generazionale
Dopo aver inserito il disco di gioco nella nostra console ed atteso l’installazione completa del titolo, potremo accedere alla modalità Storia, che serve più che altro a presentare tutti i nuovi e vecchi lottatori e a farci da tutorial. Gli eventi si svolgono diversi anni dopo Mortal Kombat 9, con Shao Kan sconfitto e con molti dei nostri ex eroi in forma di Revnant (praticamente dei non morti sotto il controllo di Quan Gin).

Proseguendo nello svolgimento incontreremo nuovi e vecchi personaggi sia buoni che cattivi, con i protagonisti classici invecchiati e che si stanno prodigando per far si che la nuova generazione di difensori sia pronta in caso di una nuova faida con il Mondo Esterno, patria dei vari Kan.
Tra le nuove leve troveremo anche i figli di Jonny Cage e Jax, accompagnati da altre reclute che vi lasciamo scoprire senza togliervi il gusto della sorpresa.
Il numero di lottatori non è però aumentato, fermandosi a 24 personaggi selezionabili immediatamente, espandibili a 26 completando il titolo e riscattando Goro, disponibile solo se si acquista il titolo originale.
La trama, nello specifico, si rivela fin da subito un pretesto per menare le mani, pur rivelando qualche retroscena che i nuovi utenti potrebbero apprezzare, tra cui il motivo della rivalità eterna tra Scorpion ed il gran maestro Sub-Zero. Apprezzabile anche lo sforzo dei programmatori di creare una coesione del mondo di gioco, con un’abbondante presenza di Flash Back per delineare meglio gli eventi.

Sangue, più sangue
Come ogni Mortal Kombat che si rispetti, anche in questo caso le vesti con cui si presenta il titolo sono decisamente di prima classe, con un aspetto tecnico ottimo, pulito, fluido e preciso. L’utilizzo dell’Unreal Engine ha permesso agli sviluppatori di concentrarsi sul design, ma si nota la somiglianza dell’aspetto tecnico con il buon Injustice: God Among Us.

L’effettistica ed i personaggi sono realizzati in maniera ottima, con questi ultimi che visualizzano i danni subiti durante i combattimenti in modo preciso e sanguinolento, con pezzi di vestiario che si stracciano, cicatrici, fori e chi più ne ha più ne metta. Altalenanti le arene, che spaziano da scenari di ampio respiro e di sicuro impatto, come la foresta del mondo esterno o il Tempio Shaolin, ad arene molto più scialbe, come la base militare nel mondo esterno. Questa dualità si manifesta anche nell’aspetto sonoro del titolo, che presenta discrete musiche di accompagnamento unite ad ottimi effetti audio e ad un doppiaggio, completamente in italiano, accettabile, al contrario del vecchio capitolo.

Parola d’ordine? Contenuti!
Altro punto forte degli ultimi MK è sicuramente da ricercare nell’enorme mole di contenuti che gli sviluppatori si sono sempre prodigati ad inserie, e questo MKX non fa eccezione.

Oltre alla modalità Storia, che abbiamo già trattato, avremo a disposizione un’ampia scelta di modalità; oltre all’ovvio multiplayer, farà ritorno la grande modalità Torre, che ha subito un’evoluzione non indifferente.
Ora non avremo più una singola torre da affrontare, con sfide di difficoltà sempre crescente, ma avremo una serie di torri con caratteristiche diversificate, dalla classica sfida di combattimento, alle torri di sopravvivenza, per arrivare a quelle con modificatori o dove ci sono solo le fantomatiche prove di forza, dove distruggere oggetti sempre più resistenti mediante il button mashing sfrenato.
Oltre a quelle preimpostate dagli sviluppatori, troviamo anche le torre viventi, collegate online e che cambiano rispettivamente in modo orario, giornaliero e settimanale, proponendo sfide che mescolano quanto offerto dalle torri preimpostate e che, in base alla loro permanenza, posseggono un determinato numero di piani.
Oltre alle torri ed alle torri viventi, troviamo anche la modalità Fazione, vera novità di MKX; quando inizieremo a giocare ci verrà richiesto in quale fazione vogliamo entrare, ed ogni cosa che faremo andrà ad influenzare le guerre di fazione online, decretando la vittoria o la sconfitta della nostra fazione. Il completare torri, svolgere la storia, combattere online e qualunque cosa facciamo, ci ricompenserà con dei punti fazione che andranno a sommarsi a quelli già ottenuti. Inoltre esistono le vere e proprie guerre di Fazione, combattimenti tra fazioni rivali, che permettono di aumentare in maniera considerevole il punteggio.
Torna anche a fare capolino la modalità Kripta, dove potremo spendere i gettoni guadagnati giocando per sbloccare nuovi costumi, bozzetti, musiche, fatality e moveset particolari, ma questa volta si presenta con una struttura labirintica ed esplorativa; in giro per le varie aree della cripta troveremo alcuni oggetti che ci permetteranno di avanzare verso zone inizialmente inaccessibili ed in alcuni casi avremo anche a che fare con piccoli nemici da eliminare per ottenere qualche gettone extra.
Infine, troviamo la modalità multiplayer classica, con i classici incontri 1v1 in locale, online e classificati; purtroppo durante la nostra prova il matchmaking ed il netcode non si sono rivelati rapidi né reattivi, come sarebbe richiesto da un titolo di questa portata.

FATALITY!
Parte fondamentale di un Picchiaduro che si chiami Mortal Kombat risiede nel gameplay, che permette ai giocatori più oculati di giocare in maniera tremendamente tecnica, ma permette anche agli amanti del button mashing di apprezzare sia le combo che le varie mosse speciali offerte dal titolo. I vari personaggi sono tutti ben caratterizzati e con un set di combo e movenze uniche e diversificate le une dalle altre, pur condividendo in gran parte il move setting necessario a svolgere le combo e le mosse più semplici, in modo da non costringere i giocatori ad imparare un quantitativo esagerato di combo o a specializzarsi su un singolo combattente.

L’accessibilità totale del titolo si evince anche dal fatto che è possibile ottenere gettoni speciali che ci permettono di saltare uno scontro troppo difficile o di eseguire una fatality in modo semplificato, scelta a nostro avviso molto arguta e che permette a tutti di apprezzare in toto il titolo.
Oltre alle innovazioni ed alle facilitazioni appena accennate, troviamo ben tre setting diversificati per i vari personaggi, che posseggono tre stili diversi di combattimentoe che influenzano attivamente l’utilizzo del personaggio, pur non stravolgendolo; Liu Kang ad esempio possiede la possibilità di alternare oscurità e luce per curarsi, calcio del dragone e palla di fuoco potenziate o pugni del dragone, che permettono contrattacchi e movenze che si basano su schivata e parata. In questo modo si espande ulteriormente la rosa di combattenti disponibili, già di per se ben fornita ed in continua espansione grazie al Kombat Pass (da aquistare a parte).
Fanno ritorno anche le X-Ray
, che già abbiamo avuto modo di apprezzare nel capitolo precedente e che permettono di ribaltare le sorti del combattimento se utilizzate con oculatezza; queste mosse altro non sono che prese particolarmente violente, con le quali infliggeremo ben 1/3 di punti ferita di danno al nostro avversario, il tutto mentre vedremo le ossa e gli organi del malcapitato subire una mole di danni per il quale dovrebbe morire all’istante (ed invece il combattimento continua senza alcuna conseguenza).

Infine, per i vecchi fan del torneo, tornano a fare capolino le Brutality, uccisioni particolarmente cruente che si effettuano soddisfando determinate richieste durante il combattimento e che avvengono direttamente, senza l’interruzione del “Finish Him”.

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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