Mad Rat Dead – Recensione

Mad Rat Dead è un prodotto più che valido, nonostante l'unione tra Platform e Rythm non sia riuscita perfettamente. Nonostante anche un'ottima colonna sonora, ricca e variegata, le due scuole di pensiero non riescono a convivere sotto lo stesso tetto, consegnando nelle mani dei giocatori un gameplay sì interessante, con ottimi spunti alla base, ma non del tutto funzionale per raggiungere l'obiettivo finale.

Il Platform ha, spesso e volentieri, abbracciato il Metroidvania, dando vita a produzioni come Hollow Knight e Celeste, ma non sono neppure mancati i puri platform, come il tenerissimo Unravel. Per rendere ancor più appetibile un genere ludico piuttosto anziano, gli sviluppatori cercano in ogni modo degli spunti interessanti, capaci di arricchire un gameplay che altrimenti non riuscirebbe più a stupire, se non per qualche guizzo sorprendente di level design. Inoltre, ciò che ha aiutato alla profusione del Platform, sono quelle perle videoludiche che ogni anno escono su console e PC, le quali ci conquistano con meccaniche originali o con un accattivante tocco artistico, capace di solleticare il palato di ogni videogiocatore. Di esperimenti ne abbiamo visti tanti e maggior parte di essi anche piuttosto riusciti. Oggi possiamo parlarvi finalmente di Mad Rat Dead, il quale rientra proprio in questa categoria.

Il platform ritmico di NIS America, uscito in tempo per festeggiare l’ormai passato Halloween 2020 su console e PC, è l’ennesima prova che questo genere ludico storico riesce ad amalgamarsi con qualsiasi altro genere, dando sempre vita ad un qualcosa d’interessante. Dopo averlo giocato per svariate ore, siamo finalmente pronti per parlarvi di Mad Rat Dead in questa nuova recensione.

Mad Rat Dead, Topolino risorge dal mondo dei morti e vuole compiere la sua vendetta!

Morto a causa di un esperimento compiuto da uno scienziato, il nostro improbabile protagonista, Mad Rat, risorge dagli inferi per la grazia della Dea dei ratti che, tanto gentile ed onesta pare, concede una seconda possibilità al mammifero non morto. La seconda possibilità per redimersi, cambiare le sorti della propria vita fino ad averne una migliore. Eppure, l’unica via percorribile per il topo è quella della vendetta. Si avvia così una missione omicida, dove le logiche conosciute dall’uomo vanno a farsi benedire nel momento in cui Mad Rat, attraverso un cuore particolare a lui innestato, riesce a riavvolgere il tempo: dopotutto ha solo ventiquattro ore per portare a termine il suo obiettivo prima che venga nuovamente decretata la sua morte. Partendo dunque dalla sua gabbia, ha inizio un viaggio folle nel laboratorio dell’umano, dove la sanità mentale del ratto viene messa più volte in discussione a causa degli incontri che farà lungo il tragitto. Tra un livello all’altro, la trama continua ad evolversi nei dialoghi intrattenuti da Mad Rat ed il suo cuore, ma anche la Dea farà la sua comparsa per mettere alla prova la determinazione del nostro protagonista. Non a caso, il giocatore stesso sarà chiamato a prendere scelte all’apparenza futili, limitate ad un sì o ad un no, eppure sono proprio le domande poste a destare qualche sospetto, come se la vendetta sia un’azione moralmente giusta oppure no.

Determinati nella testardaggine, il nostro viaggio prosegue nel laboratorio attraverso la prospettiva del ratto, dove non mancheranno incontri che metteranno in serio dubbio le nostre azioni. Così come la determinazione di Mad Rat sia tutt’altro che una cosa positiva, specie se sarà disposto ad uccidere i suoi simili. Niente può lasciarci tranquilli, anche chi all’apparenza sembra essere dalla nostra parte. Nonostante tutto, la trama di questo curiosissimo Mad Rat Dead è all’apparenza piuttosto banale ma, se come The Last of Us Parte 2 viene messa in discussione la moralità dietro la vendetta, perché non dare una chance anche al prodotto di NIS America?

Mad Rat DeadSaltare al ritmo di musica!

Ci troviamo di fronte ad un esperimento alquanto interessante, la combinazione di platforming e rhythm costruiscono un gameplay intrigante, con una difficoltà progressiva man mano che si avanza negli stage. Al centro dello schermo, in basso, viene visualizzato il battito cardiaco di Mad Rat, con il quale dobbiamo attenerci al ritmo della musica per permettere al ratto di poter effettuare salti, evoluzioni e dash, in modo tale da poter affrontare gli ostacoli nel pieno delle sue forze. Non vi sono note missabili, ma il tempismo con cui avviene l’input è la chiave che mette in moto l’intero aspetto ludico di Mad Rat Dead. Fallendo in questo aspetto, infatti, i movimenti saranno sempre più lenti e goffi. Tutto ciò si riversa su un altro importante aspetto del gioco: il tempo. Questo perché ogni stage dovrà  essere portato a termine entro lo scadere del tempo, altrimenti il destino di Mad Rat continuerà a rimanere immutato, fallendo miseramente l’obiettivo. In contrasto con questa caratteristica, c’è la possibilità di riavvolgere il tempo. Infatti, il suo cuore è un’autentica macchina del tempo, capace di riavvolgere una manciata di secondi per ripensare un movimento, un salto od una mossa qualsiasi, dettando in questo modo i principi del trial and error. Eppure, riavvolgere il tempo non sempre sarà un vantaggio: nonostante possiamo dunque recuperare un movimento sbagliato, il tempo speso per farlo verrà comunque sprecato di fronte ad un timer che scorre inesorabile.

Mad Rat è lento, incapace di correre e può solo servirsi dei battiti del suo cuore per darsi lo slancio utile nel superare gli ostacoli. In fin dei conti, però, può contare su un gancio con il quale zampettare da un muro all’altro, attaccare i nemici e sfruttarli a loro volta come trampolini di lancio per raggiungere zone più elevate. Inoltre, anche il level design man mano che si avanza nella macabra avventura continua ad arricchirsi con nuovi meccanismi, ostacoli e nemici da superare, rendendo sempre più ostici i livelli da affrontare e mettendo più volte a dura prova le abilità del giocatore. Oltre alla consueta modalità storia, abbiamo la possibilità di rigiocare ogni singolo livello ad una difficoltà maggiorata, una rigiocabilità spinta dal desiderio di migliorare le proprie prestazioni e, di conseguenza, anche le valutazioni ottenute a fine stage.

Guarda come balla questo topo!

Mad Rat Dead è un platform 2D caratterizzato da uno stile grafico animato e dettagliato, il quale riesce a farsi apprezzare nei suoi disegni e nelle colorazioni che caratterizzano gli ambienti di gioco. Il vero piatto forte di questa produzione rimane però la colonna sonora. Questo perché, nonostante sia composta da brani strumentali, ogni livello del gioco ha una propria soundtrack, capace di interfacciarsi con opere di culto del calibro di Undertale grazie al contributo di numerosi artisti. Tutto ciò si sposa bellamente con il sistema rhythm del gameplay. Eppure, è proprio quest’ultimo a scontrarsi con l’elemento platform, due componenti in continuo disaccordo nonostante l’idea di base già di per sé buona, che però non riesce a trovare un costante ritmo penalizzando in questo modo il gameplay. Infatti, resta difficile tener d’occhio sia il ritmo che dove Mad Rat poserà le sue zampette. Di conseguenza, la componente Trial & Error non può che diventare sempre più preponderante.

Sotto il profilo tecnico non abbiamo riscontrato particolari problemi. Il titolo si è comportato molto bene durante la nostra prova, inscenando un ottimo comparto grafico 2D a dir poco delizioso. Inoltre, il titolo opta per una localizzazione inglese in testi e menù.

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Matteo Murri
Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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