Il mercato degli indie si sta evolvendo, si espande di continuo e cerca di raggiungere anche generi non proprio diffusissimi o con un parco di titoli limitato a pochi brand importanti. Uno di questi è quello legato al genere musicale, a cui appartengono (o si tende solo a ricordare) i più famosi e blasonati Guitar Hero e Rock Band. Loud on Planet X è indubbiamente un buon esperimento, che mixa i due titoli sopra citati con i vecchi shoot’em up bidimensionali, ed il risultato finale è…

…una mare di bestemmie, tanto che il titolo potrebbe perfettamente essere stato sviluppato da From Software con il supporto di Miyazaki in persona per quanto vi farà dannare l’anima.
Loud on Planet X, è uno di quei titoli che ha tentato la fortuna su KickStarter, ed è riuscito a ricevere abbastanza finanziamenti da poter diventare realtà. Una sfida che non sempre tutti riescono a vincere, e che non è solo un semplice traguardo finanziario, ma un gesto di fiducia che molti utenti decidono di fare perché, come l’ideatore, pensano che la cosa possa essere una buona idea. Le buone idee di solito albergano nelle cose semplici, e per quel che riguarda trama e gameplay c’è da dire che Loud on Planet X non è nulla di complicato.
Gli alieni hanno deciso di invadere la Terra, e la migliore idea che hanno avuto è stata quella di prendere di mira i concerti. In quei luoghi avrebbero di sicuro trovato molti umani da sottomettere, ma non avevano ancora fatto i conti con i musicisti, gli unici a quanto pare ad essere in grado di metterli fuori gioco. Gli scontri infatti si svolgono su dei campi di battaglia piuttosto atipici, e cioè le piste da ballo o le sale dei locali che fanno musica dal vivo…

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Come si può vedere quindi, non ci sono intricati complotti o segretissime macchinazioni, è la storia più vecchia del mondo, un popolo vuole conquistarne un altro, e vuole farlo con la forza. Nemmeno il gameplay è di conseguenza eccessivamente complicato, almeno a parole, perché della pratica ne parleremo dopo…
Se nella vostra carriera di gamer c’è un paragrafo dedicato al primo Plants vs Zombies, avrete un non so che di familiare in come il piano di gioco funzioni. Similarmente al titolo di PopCap Games infatti, i nemici arriveranno da delle corsie prestabilite, quattro per l’esattezza, che sarà possibile difendere tramite gli altoparlanti posizionati sul lato sinistro del piano, adiacenti al palco dove sta suonando il gruppo di turno. Ogni altoparlante è “comandato” da un apposito tasto, che se premuto a tempo di musica (quando questo sobbalza), emetterà un raggio in grado di colpire e danneggiare gli alieni. Gli alieni non sono proprio quelli che abbiamo visto in telefilm come Roswell, sono leggermente più vicini alla classica rappresentazione in stile massa gelatinosa con tanti occhi sopra, occhi che in realtà hanno anche un altro scopo. Il numero di bulbi oculari posseduti da un alieno, è infatti anche il numero di colpi necessari per eliminarlo.

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Questi visitatori astrali diversamente amichevoli, sono ovviamente di vario genere. Di conseguenza alcuni sono più resistenti, altri più veloci, e per questo si dovrà scegliere con attenzione quali di loro eliminare per primi, evitando quindi che raggiungano il palco. Fallire in questo risultato equivale alla progressiva rottura degli altoparlanti, ed alla fine della partita se vengono distrutti ed anche un solo alieno raggiunge gli artisti. È possibile ovviamente ripararli, ma ciò necessita di una tempistica che in fasi concitate del gioco è un po’ complicata da gestire.
E qui arriviamo al punto critico. La difficoltà di gioco è un po’ ballerina, ed alterna fasi mediamente semplici a passaggi che definire impossibili è un eufemismo. Vuoi forse per la configurazione dei tasti non proprio ottimale (e non modificabile), o semplicemente per scelte tecniche discutibili, vi ritroverete presto o tardi a voler gettare via il pad urlando e sbattendo i piedi. Nemmeno i bonus a caricamento random che vedrete comparire in alto a destra sono risolutivi nei momenti critici, ma si limitano solo a piccoli aiuti che non salveranno la giornata. Leggermente meglio invece la resa del colpo speciale, ne vedrete diversi in base al gruppo in azione in quel momento, e sarà sicuramente utile per togliervi un po’ di pigne dal fuoco.

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Ma puntiamo un attimo lo sguardo su la parte principale di un titolo musicale, ovvero la colonna sonora. Dalle due sorelle gemelle Tegan and Sara ed il loro indie rock, al synthpop degli scozzesi CHVRCHES, da Lights ai Metric, dal noise rock dei METZ al punk dei F*cked Up, dagli HEALTH ai Purity Ring, dai Little Dragon agli Austra, ed ancora Shad, Cadence Weapon, July Talk, Monomyth… Insomma, un numero non indifferente di artisti indie, che avrete il piacere di ascoltare mentre atomizzerete in giro un po’ di alieni brutti e cattivi. Per ogni artista avrete la possibilità di ascoltare/giocare due canzoni, per un totale quindi di ben 28 tracce. Tra queste ed il tutorial, avrete quindi circa trenta livelli da affrontare, che alla fine dei non sono per niente pochi.
Graficamente il titolo è visibilmente in 2D, piuttosto semplice e senza fronzoli particolarmente vistosi. Come localizzazione, è da segnalare che il titolo è completamente in inglese, ma poco importa visto la totale assenza di dialoghi.

RASSEGNA PANORAMICA
Gameplay
6.5
Aspetto Tecnico
7
Intrattenimento
7

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