LittleBigPlanet 3 – Recensione

Come da tradizione, LittleBigPlanet 3 risulta mediocre come platform e poco longevo se andiamo a considerare i contenuti su disco creati dagli sviluppatori. Anche tecnicamente risulta un titolo non in linea con gli standard PlayStation 4, anche se ancora in grado di regalare qualche soddisfazione. Nonostante ciò, rimane comunque un titolo divertente, che consigliamo però soprattutto ai fan della serie che hanno già impiegato decine di ore a creare livelli nei precedenti titoli e che non ne hanno mai abbastanza. Il voto sottostante è dedicato a questi ultimi che, come il sottoscritto, hanno amato alla follia le possibilità offerte dall'editor.

opo due capitoli principali ed altrettanti giochi portatili, LittleBigPlanet 3 arriva anche su PlayStation 4 insieme ad una serie di novità apportate dagli sviluppatori di Sumo Digital. Tali aggiunte basteranno a dare una svecchiata alla serie o ci dobbiamo aspettare la solita minestra riscaldata? Che dire, scopritelo nella nostra recensione!

Un platform, prima di tutto?
Vogliamo essere onesti, LittleBigPlanet non è mai stato un buon platform, complice un sistema di controllo non sempre reattivo ed una fisica dei salti piuttosto discutibile. Ebbene sì, anche questo terzo capitolo non fa eccezione, infatti l’ossatura del titolo è la medesima che già conosciamo, con i suoi pro ed i tanti contro.
Il titolo è quindi un platform 2.5D, ossia possiamo muoverci in due direzioni, ma è possibile cambiare “piano” secondo una struttura a strati. Ed ecco la prima novità, che si riflette sia nel gameplay che nella creazione di livelli, ossia il passaggio da 3 a ben 16 strati. La profondità è stata sfruttata anche attraverso delle nuove piattaforme di salto che permettono di passare da una all’altra dimensione, nulla di trascendentale ma in grado di dare una piccola ventata di aria fresca al gameplay.
Attraverso la pressione del tasto cerchio è possibile richiamare una pratica ruota per selezionare degli strumenti da usare per superare alcune sezioni dei livelli. Tali aggeggi passano da una pistola in grado di soffiare ed aspirare gli oggetti dello scenario, la Viaggiosfera utile a spostarsi tra portali e, per finire, un paio di strumenti in grado di farci muovere più velocemente nei livelli. Questi strumenti, a dirsela tutta, sono ben poco sfruttati nell’avventura, andando quindi ad aggiungersi alle decine di oggetti da usare per la creazione di livelli.
L’ultima novità di rilievo è rappresentata dall’introduzione di tre personaggi ad accompagnare Sackboy nell’avventura. Il primo è Toggle, un personaggio di dimensioni generose in grado di galleggiare sull’acqua e che può rimpicciolirsi al bisogno per superare passaggi stretti. Poi c’è Swoop, personaggio in grado di volare e che potrebbe sembrare fuori luogo in un platform, ma che in realtà riesce a regalare una buona dose di divertimento grazie a delle sezioni studiate ad hoc. Per ultimo abbiamo Oddsock, un cane in grado di saltare molto più in alto degli altri personaggi e capace inoltre di sfruttare i muri come ulteriore trampolino di lancio. È un vero peccato che, come nel caso degli strumenti, anche tali personaggi siano davvero poco sfruttati, si parla di un livello a testa, uno per ognuno dei mondi di gioco.
Sappiamo bene che la serie è sempre stata basata sulla creazione di contenuti da parte dell’attiva community, ma avrebbe fatto piacere l’inserimento di più livelli nell’avventura principale. Dal primo capitolo della serie in poi, infatti, l’avventura è diventata sempre più corta, e tale pigrizia ha raggiunto l’apice nel lavoro di Sumo Digital. I pochi livelli principali possono essere completati in meno di cinque ore, valore che rende la longevità di LittleBigPlanet 3 davvero ridicola. L’ancora di salvezza è rappresentata dalla costruzione di livelli tramite il potente editor, unito alla possibilità di provare e votare le creazioni degli altri utenti.

L’importanza della community
Laddove la pigrizia degli sviluppatori ha impedito la creazione di una modalità avventura longeva ed accattivante, interviene la nutrita community di LittleBigPlanet. Vedendo cosa è stato creato con l’editor dei primi due titoli, non osiamo immaginare le creazioni che verranno partorite nei prossimi mesi.
Come da tradizione, infatti, in LittleBigPlanet 3 è presente un potente editor, facile da usare ma parecchio difficile da padroneggiare al meglio. Tale editor offre tutti gli strumenti necessari per dare sfogo alla nostra fantasia ma, anche se siete già in grado di usarlo, consigliamo a tutti di visitare i nuovi tutorial, chiamati “Enigmi Popit”. A differenza degli altri titoli della serie, qui i tutorial sono meglio strutturati ed assomigliano ancora di più a dei veri e propri livelli. Oltre che per prendere maggior confidenza con l’editor, tali tutorial permettono di raccogliere oggetti e strumenti per creare i nostri livelli, ecco il motivo per cui vale la pena affrontarli.
Oltre che essere gestito su sedici strati, ora l’editor non ha più quei limiti di spazio che andavano a minare la creatività degli utenti più in gamba, l’unico limite è ora rappresentato dallo spazio libero sui nostri hard disk, almeno su PlayStation 4. LittleBigPlanet 3 permette inoltre di importare costumi, livelli e materiali sbloccati nei precedenti capitoli della serie, andando quindi a rimpolpare ancor di più tutto ciò di cui abbiamo a disposizione nel titolo.

Tecnicamente parlando
Graficamente parlando, LittleBigPlanet 3 non regala un impatto da far gridare al miracolo, complice lo sviluppo multipiattaforma del titolo. Il gioco rimane comunque bello da vedere e sempre eccellente nella resa dei materiali e liquidi, oltre che presentare una grafica più pulita che in precedenza. Il titolo non presenta problemi tecnici degni di nota e risulta più fluido rispetto ai vecchi capitoli.
Tanti ricorderanno i lunghi tempi di caricamento che permeavano le sessioni coi primi due capitoli. Finalmente tali caricamenti sono stati pesantemente ridotti, anche nel caso in cui andiamo a selezionare dei livelli della community.
La parte audio è esente da critiche, abbiamo il solito ed azzeccato narratore a guidarci nei livelli e nei tutorial, mentre gli effetti sonori sono in linea con gli altri titoli della serie, quindi coerenti e sempre al posto giusto.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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