Little Big Workshop – Recensione

Sono terribilmente dispiaciuto. Ho amato costruire la mia azienda, progettare nuovi prodotti ed investire nel il futuro. Eppure, con tanta sofferenza, una sequela imbarazzante di bug rende questa piccola perla un vero e proprio disastro tecnico. Confido che il team di sviluppo sia a conoscenza della situazione, corra ai ripari e sistemi il tutto. Che occasione sprecata.

Da amante di strategici e simulativi, ho sempre apprezzato la complessità del proporre sfide organizzative ai giocatori. Passando tra moltissimi esponenti del genere, da RollerCoaster Tycoon a Jurassic World Evolution, l’incredibile varietà di situazioni ed ambientazioni trattate in questo genere mi ha sempre affascinato. Se possiamo gestire un parco di divertimenti, una città, una prigione ed altro ancora, cosa accadrebbe se potessimo gestire una “semplice” azienda?

Ebbene, oggi mi trovo qui a parlarvi di Little Big Workshop, strategico in tempo reale che simula, appunto, la gestione ed organizzazione di un’azienda virtuale. Prodotto da Mirage Game Studios e distribuito da HandyGames (in collaborazione con THQ Nordic), Little Big Workshop è un titolo tanto articolato quanto divertente. Dopo diverse ore di gestione compulsiva, sono finalmente pronto a parlarvi della mia esperienza in questa recensione. Buona lettura!

Little Big Workshop, dalle stalle alle stelle

Il titolo di Mirage Games si apre così, senza troppo clamore, con una visuale isometrica della nostra azienda. Tre stanze, un carico-scarico merci e due dipendenti. Ha quindi inizio il tutorial, molto schietto e senza preamboli, il quale ci getta fin da subito nel gameplay e nelle meccaniche di gioco. Little Big Workshop, infatti, non propone alcun espediente narrativo ad inaugurare il nostro ingresso nel mercato, lasciando al gameplay ogni spiegazione del caso. Se proprio vogliamo, l’unica interazione che abbiamo con gli NPC è quella riguardante le richieste dei clienti, nonostante anch’esse siano legate solamente ai prodotti di lavorazione.

Questo gioco crea dipendenza. Per quanto all’apparenza possa sembrare semplice e scarno, basta veramente poco per rendersi conto della quantità di materiale messo a disposizione del giocatore. Una longevità incredibile, con una voglia crescente di investire virtualmente per migliorare sempre di più. Anche a livello di difficoltà il titolo non scherza. Non esistono livelli di difficoltà: se lavori bene vai avanti, se vai in rosso di 5000 dollari fallisci. Niente mezzi termini. Spietato e divertente.

little big workshop rece img

Scegli, progetta, produci, vendi

L’azienda può essere suddivisa in 4 parti ugualmente importanti: il personale, i macchinari di produzione, i prodotti richiesti (sia dai clienti che dal mercato) ed il capitale. Non volendovi annoiare con spiegazioni troppo tecniche, iniziamo passo passo ad evidenziare le caratteristiche che mette in campo Little Big Workshop.

Iniziando dalla forza lavoro, è impossibile non premiare questi piccoli operai virtuali per il proprio stacanovismo. I dipendenti lavorano sempre, 24/7 e senza nemmeno un giorno di ferie. Non avendo una schiera di automi al vostro servizio, dovrete organizzare una o più sale relax per far ricaricare loro le “batterie” tra un lavoro e il successivo. Inoltre, col tempo è possibile assumere nuovi dipendenti e specializzarli in diversi ambiti lavorativi, aumentandone l’efficienza.

Componente fondamentale di ogni azienda manifatturiera sono i macchinari legati alla produzione dei beni. Dai semplici tavoli da lavoro ed assemblaggio alle più sofisticate attrezzature per robot, queste macchine porteranno il vostro livello tecnologico e produttivo a livelli sempre più alti. Infatti, investendo in nuove attrezzature la velocità di produzione aumenterà, permettendovi di rispettare contratti più complessi o di creare beni ancor più articolati.

Rimanendo in tema produttivo, Little Big Workshop comprende un livello di progressione basato sull’esperienza. Aumentando di livello è possibile impiegare i “punti” guadagnati per sbloccare nuove caratteristiche dell’azienda, come l’avere un maggior numero di dipendenti, poter acquistare macchinari avanzati oppure avere bonus sui contratti stipulati con i clienti. Ogni tecnologia acquisita aumenta le vostre possibilità, potendo quindi investire maggiormente nel futuro.

Abbiamo parlato di dipendenti, macchine e tecnologia, ma per quanto riguarda i prodotti?
Ebbene, Little Big Workshop propone un sistema produttivo tanto elaborato da lasciare inizialmente confusi. Infatti, per ogni prodotto dovrete creare il relativo progetto. Dovrete quindi decidere ogni singola lavorazione da eseguire sui materiali da costruzione, per raggiungere infine il prodotto completo. Ovviamente, le lavorazioni disponibili sono prestabilite dal gioco, in modo da non rendere troppo complicato il destreggiarsi tra le varie voci del progetto. Il tutto diviene sempre più veloce man mano che si prende familiarità con le meccaniche, arrivando a preferire una lavorazione all’altra in base alla quantità di lavoro richiesta. Infine, è possibile selezionare quali materiali utilizzare ed a quali macchine assegnare le lavorazioni.

Tra un progetto e l’altro, è sempre saggio prestare attenzione ai traguardi richiesti per migliorare la propria categoria di azienda. Infatti, completando diverse richieste, è possibile aumentare il proprio grado in argento, oro e “campione”, espandendo i propri clienti, i beni realizzabili ed altro ancora.

Concludendo, non rimane che parlare del del bilancio dell’azienda e dei traguardi raggiungibili. Come anticato, il bilancio è a tutti gli effetti ciò che fa andare avanti l’azienda. I macchinari costano, i dipendenti vanno pagati e tutti i materiali da costruzione vanno saldati. Il titolo mostra costantemente a schermo se i dipendenti stanno lavorando in attivo o in passivo, facendo capire immediatamente se qualcosa non va. Dipendenti fermi e macchinari rotti sono solo alcuni inconvenienti che tenteranno di ostacolare i vostri progressi, dovendo quindi mantenere sempre alta la concentrazione.

Senza dilungarci oltre, così prosegue la nostra attività: espandendo l’azienda, comprando terreni ed investendo in macchinari sempre più specializzati. Un connubio creativo e gestionale veramente divertente.

Little “Bug” Workshop

Per quanto scritto fin’ora, Little Big Workshop parrebbe tutto fuorché un pessimo prodotto. Infatti, se tutto fosse andato secondo i piani, sicuramente mi troverei a parlarvi di uno tra gli strategici che più mi ha appassionato ultimamente.

Partendo dai lati positivi, il titolo di Mirage Games si propone con un stile grafico semplice ma originale. La nostra azienda è posizionata sopra una scrivania, tra matite, disegni ed un telefono sempre pronto a ricevere le chiamate dei clienti. Anche i lavoratori assomigliano infatti a dei bambolotti stilizzati, decisamente consoni al loro “ambiente lavorativo”.

Con mia grande sorpresa, il team ha ben pensato di proporre una localizzazione completa in italiano per i testi. Data l’assenza di voci, lo scritto in italiano aiuterà i meno propensi all’inglese a comprendere al meglio le meccaniche di gioco. Anche la colonna sonora risulta piacevole e rilassante, conciliando il gioco nelle ore di progettazione.

A corrodere ogni piacevole istante di gioco, però, troviamo una sequela interminabile di bug, glitch e problemi di stabilità imbarazzante. Partendo da cali di frame rate sporadici ma prolissi, tanto da sembrare freeze del software, ho dovuto affrontare problemi che hanno infine sancito il mio abbandono. Crash dell’applicazione e dell’intera console (!), glitch grafici che impedivano di leggere le notifiche a schermo, file di salvataggio corrotti e impossibilità totale a salvare. Insomma, con mio grande – grande – dispiacere, Little Big Workshop attualmente risulta quasi ingiocabile.

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Mirco Neri
Mirco Neri
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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