LEGO Marvel’s Avengers – Recensione

Non prendiamoci in giro, anche se ad ogni nuovo titolo proviamo sempre a lamentarci delle solite ed immortali problematiche che affliggono questa saga, puntualmente ci ritroviamo a smontare e rimontare milioni di mattoncini digitali con un sorriso fanciullesco che non riusciamo a toglierci dalla faccia. E' vero che LEGO Marvel's Avengers si porta dietro i soliti problemi, ma è anche vero che si avvolge sempre nella sua atmosfera di magia e di irriverente umorismo che da sempre caratterizzano il brand, e che onestamente da soli sono sufficienti a farci passare tante ore in spensieratezza. L'esperimento di mischiare un po' di idee dei titoli passati alla fine funziona più che bene, e si rende piacevole accaparrare sempre più mattoncini dorati per la propria collezione, facendo così salire di qualche bel punticino la longevità del titolo. Aggiungeteci poi anche una bella trama cinematografica, forse non proprio inedita, ma sempre avvincente ed interessante, ed anche questa volta il "gioco" è fatto e pure ben riuscito. Il target è, come detto in precedenza, destinato ai gamers più giovani, ma di certo nessuno potrà lamentarsi se qualche giocatore un po' più attempato si lascerà affascinare da questi piccoli omini di plastica.

Come se fosse ormai quasi un appuntamento fisso, anche quest’anno tornano su console le avventure dei mattoncini del famosissimo brand danese, che questa volta ci riportano accanto ai supereroi della casa delle meraviglie con LEGO Marvel’s Avengers.
I titoli LEGO ormai sono di sicuro nel cuore di ogni piccolo gamer, oltre che in quello di un buon numero di adulti (me compreso), ma è forse proprio la cadenza annuale di questi titoli, mista alle poche innovazioni tra un episodio e l’altro, che ormai comincia a far tirare il freno anche ai fan più assidui. Sempre più alto è infatti il numero di persone che tende ad etichettare i nuovi episodi dietro al fatto che sono titoli sempre uguali e ripetitivi (NdR: e poi magari sono gli stessi che comprano ogni anno Fifa o Pes…). Noi però siamo dei sognatori, e continuiamo ad essere affascinati da questo mondo fatto di plastica; e tra l’universo di Tolkien, passando per Jurassic Park, oggi approdiamo di nuovo a Manhattan, a dare man forte a tutti quei supereroi a cui abbiamo sperato di assomigliare almeno una volta.
A livello tecnico, il nuovo episodio sembra riprendere le vecchie strade percorse con LEGO Marvel Super Heroes e LEGO Batman 3 Gotham e Oltre, unendo in un unico titolo quello che era stato sperimentato nei due precedenti. Ma con l’unione di queste idee saranno riusciti i ragazzi di Traveller’s Tales a farci arrivare a casa un titolo come Thor comanda? Scopriamolo subito!

ironman

Avengers: Age of DLC
La prima cosa che abbiamo notato/visto in LEGO Marvel’s Avengers è qualcosa che speravamo di non ritrovare più dopo LEGO Batman 3 Gotham e Oltre, ovvero la presenza dell’hub dedicato ai futuri DLC ed all’ormai immancabile Pass Stagionale. Il contagio di questo virus spilla soldi che affligge praticamente quasi tutte le produzioni di rilievo era stato infatti avvistato per la prima volta nel terzo titolo dedicato all’uomo pipistrello, ed il fatto di non averlo ritrovato anche nel successivo LEGO Jurassic World ci aveva fatto ben sperare. Sfortunatamente però, pare che Warner Bros Entertainment e Traveller’s Tales ci vogliano riprovare, ed anche se non siamo evidentemente d’accordo con questa bieca mossa non ci resta che attendere il rilascio dei contenuti per sapere se saranno degni di questa nuova avventura ospitata in casa Marvel.
Ammetto di essere consapevole che cominciare a parlare in questo modo di un titolo che personalmente mi aveva generato tantissimo hype non è proprio il massimo, perciò credo sia il caso di riprendere subito quota passando ad un argomento che di sicuro v’interesserà di più: la trama, o meglio le trame. Sì, perché il nuovo spin-off della longeva saga LEGO, attraverso i suoi quindici livelli ed i relativi intermezzi, permetterà al giocatore di rivivere alcune delle avventure degli eroi Marvel che sono passate sul grande schermo negli ultimi anni. La principale è ovviamente quella dell’ultimo film con protagonisti il gruppo di supereroi citati nel titolo, ovvero Avengers: Age of Ultron, ma durante la modalità Storia non mancheranno flashback e ricordi dei protagonisti per teletrasportarci immediatamente in eventi passati (di altre pellicole) ed avere la possibilità di riviverli in prima persona.
Su questo punto, una cosa bisogna ammetterla, che siano pellicole che scorrono sullo schermo di un cinema, pagine di fumetti o omini di mattoncini di plastica in un videogame, le avventure degli Avengers restano emozionanti. E’ sempre avvincente vestire i panni di un supereroe quasi invincibile, che lotta per la salvezza del mondo, affrontando non solo i nemici, ma anche le proprie paure e la propria umanità. Proprio per questo anche i non più “piccoli” potranno trarre divertimento da titoli come questi, e di sicuro avranno una buona scusa per accomodarsi sul divano accanto al proprio figlio per delle belle partite in coop rigorosamente in locale.

thor

Una Visione proveniente dal passato
Sotto il primo strato di mattoncini c’è il comparto tecnico del titolo, che come già accennato in qualche modo in precedenza non mette in campo proprio tantissime novità. Il gameplay è sommariamente sempre lo stesso dei passati capitoli, comprendente quindi una serie di livelli da completare tramite il continuo loop di azioni a disposizione dei personaggi, che nella maggior parte delle volte è praticamente un distruggi/ricostruisci/vai avanti. Quasi tutti gli enigmi, se così li possiam chiamare, si rivolvono nel minigioco (altro parolone) del pseudo tablet usato per le scansioni, o più semplicemente nel seguire il filo elettrico che porta l’alimentazione all’interruttore che dobbiamo azionare in quel momento. Come avrete intuito quindi, la difficoltà di base è nel complesso prettamente bassa, e raramente permette al giocatore di bloccarsi in un determinato punto per chissà quale impossibile dilemma.
Andando più a fondo, come vi abbiamo detto in apertura, il titolo mixa delle idee già usate in passato nei vecchi titoli, ma se dobbiamo dirvela tutta… il risultato non è poi troppo malvagio. Tra queste, una che avevamo apprezzato molto era la possibilità di giocare delle sessioni shoot’em up in stile Resogun che avevamo visto in LEGO Batman 3 Gotham e Oltre, riprese anche qui per i combattimenti aerei con Ironman o con i mezzi degli Avengers.
Il punto di forza però, e di conseguenza la feature più attesa del titolo, è la modalità open world che possiamo trovare nella città di Manhattan. Al suo interno sarà possibile muoversi a piedi, in volo e/o a bordo di veicoli, approfittando magari del radar sempre attivo per individuare i punti di interesse come mattoncini dorati, personaggi da sbloccare tramite piccole missioni secondarie, o gare di corsa a tempo per terra o per aria.

hulkbuster

Da grandi poteri derivano…
Se siete veterani della saga avrete notato sicuramente che, alla fine della fiera, di novità vere e proprie per ora non se ne sono viste poi molte. Le prime, e forse anche le uniche, sono quelle relative ai personaggi giocabili, che hanno ricevuto un piccolo upgrade sia in caratterizzazione che in potenza, differenziando così ulteriormente i circa 180 personaggi disponibili nel roster.
Al sistema di combattimento sono state aggiunte alcune mosse speciali, ed ogni personaggio infatti avrà a disposizione un proprio colpo con cui eliminare in maniera veloce un nemico. Tali colpi sono legati di solito alle abilità specifiche del personaggio o ai superpoteri posseduti, ed all’occasione (previo riempimento dell’apposita barra) potranno essere usati in cooperazione con un compagno per un attacco devastante che colpirà tutti i nemici nelle vicinanze. Ma non finisce qui, perché ogni eroe potrà inoltre sfruttare alcune delle sue caratteristiche particolari anche al di fuori degli scontri, muovendosi così più velocemente, colando, o compiendo enormi salti per spostarsi in un lampo su un palazzo o un grattacielo. Ma qui, a dire la verità, cominciano i dolori…
Alcune delle animazioni delle mosse speciali sfortunatamente non tengono troppo conto dell’ambiente che le circonda. Spesso infatti è possibile assistere a scambi in corpo a corpo tra il nostro personaggio ed uno dei nostri avversari che superano il limite dalle piattaforme calpestabili, e restano incomprensibilmente sospesi nell’aria fino alla loro imminente eliminazione.

hulk

…grandi problemi
Sfortunatamente, quello appena citato non è l’unico problema che affligge il titolo. Le problematiche di collisione e compenetrazione dei corpi sono praticamente onnipresenti, e considerandole ormai più che risapute non ci soffermeremo ulteriormente a parlarne, ma passeremo subito a qualcosa che ci è sembrato ancora più fastidioso…
Come saprete, i titoli LEGO non brillano per l’eccessivo acume dei personaggi guidati dall’IA, che spesso e volentieri si perdono in un bicchiere d’acqua anche nello svolgere delle semplici azioni. Da sempre sono stati avvezzi a rimanere bloccati in zone remote perché incapaci di superare un misero gradino, e sono principalmente restii a comprendere che stare tra i nostri colpi ed i nemici non è una cosa molto utile all’obiettivo finale della missione. In LEGO Marvel’s Avengers però c’è anche di peggio, ed è quando si va incontro ad un evento scriptato in cui tutto il gruppo deve per forza di cose compiere delle azioni precise. Alcune volte, questi eventi forzano il movimento dei personaggi che si ritrovano così bloccati senza via di uscita in posti improbabili come dietro una scala, o su una sporgenza inesistente. Ovviamente questa evenienza blocca il normale proseguire del livello, e costringe il giocatore ad uscire dalla partita con annesse giuste e dovute imprecazioni (soprattutto se, come il sottoscritto, aveva casualmente scordato di salvare…).

stanbuster

LEGO Technics!
Esteticamente parlando, è piuttosto visibile che sia stato fatto un altro passettino in avanti nel migliorare l’impatto grafico del titolo. Ovviamente per quel che riguarda omini e suppellettili varie composte dai semplici mattoncini l’upgrade è marginale, ma per quel che riguarda location, filmati di intermezzo ed affini, c’è un piacevole miglioramento che non si può non apprezzare. L’impressione migliore si ha senza ombra di dubbio quando si sfreccia in volo sulla città di Manhattan; certo, non sarà come fare un tuffo nella qualità visiva di The Order: 1886, ma ammirarne il paesaggio, scoprirne i luoghi di interesse dei film o semplicemente della città stessa, risulta essere ugualmente un bel vedere.
Il comparto sonoro invece, già da qualche episodio è da considerarsi più o meno perfetto, soprattutto da quando sono state ascoltate le nostre lacrimose preghiere per avere un doppiaggio in italiano. Qui, se proprio vogliamo dare una brutta notizia, c’è da dire che non tutte le voci dei personaggi sono quelle ufficiali dei film, ma nel complesso ci si può più o meno accontentare…

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