LEGO Jurassic World – Recensione

LEGO Jurassic World, dobbiamo ammetterlo, non si discosta molto dalla formula ormai collaudata dei giochi targati TT Games. Il titolo però funziona nelle due cose più importanti, ossia nell'essere fedele ai film e, soprattutto, nel farci divertire. Possiamo star qui ad elencarvi tutti i difetti storici e marcare quanto questo tipo di gameplay abbia stufato ma, in fondo, se siete fan dei titoli LEGO e/o dei dinosauri cinematografici più famosi del mondo, non potete farvi sfuggire questo gioco.

Nonostante i titoli della serie LEGO ispirati a saghe varie risultino un po’ troppo simili tra loro, in fondo risultano sempre piuttosto piacevoli da giocare. Dopo aver trattato varie licenze cinematografiche e non, i ragazzi di TT Games hanno appena sfornato l’ultimo gioco che andremo a recensire, ossia LEGO Jurassic World. Vediamo assieme se vale la pena farlo vostro, nella nostra analisi della versione PlayStation 4.

Isla Nublar, stiamo arrivando!
Contrariamente a quanto potrebbe sembrare dal nome del gioco, LEGO Jurassic World non narra soltanto i fatti avvenuti nel film appena uscito nelle sale, bensì ci rende partecipi di tutte le scene importanti di tutte e quattro le pellicole. Naturalmente sono state prese in considerazione tutte quelle scene rimaste nella memoria di tutti noi, riviste in chiave LEGO, quindi senza violenza e sangue, con quella giusta dose di ironia che non guasta mai.
Per spiegarvi come funziona il gioco, potremmo affermare che i livelli si svolgono esattamente come i titoli precedenti LEGO, anche se qui è meno marcata la parte relativa al combattimento. Infatti, i ragazzi di TT Games hanno spinto l’acceleratore più sulla parte platform e nella risoluzione di vari enigmi ambientali e ci tocca ammettere che il tutto funziona bene come sempre.
Durante le missioni abbiamo a disposizione due o tre personaggi, ognuno con le proprie abilità, e dovremo passare da uno all’altro per farci strada e terminare le numerose missioni che compongono le quattro campagne. In alcuni casi ci viene data la possibilità di controllare gli stessi dinosauri, che grazie alla loro potenza bruta o ad altre caratteristiche, faranno strada ai personaggi dei film.
A fare da collante e da passatempo tra una missione e l’altra, abbiamo anche una parte più open world, utile anche a sbloccare collezionabili e guidare veicoli liberamente o in alcune gare predisposte per l’occasione. Come se i titoli LEGO non fossero già accessibili di loro, ora è presente anche una linea guida utile a capire dove dobbiamo dirigerci per andare alla missione successiva.
Parlando dei difetti riscontrati nella nostra prova, abbiamo riscontrato la solita ripetitività dei giochi LEGO ed un problema nello sblocco dei trofei. Pare infatti che salvando durante una qualunque missione e terminandola successivamente dopo aver ricaricato la partita, non venga elargito il trofeo relativo al completamento di quella data missione.

LEGO style!
Anche a livello tecnico il titolo non si discosta molto dagli ultimi giochi LEGO per PlayStation 4, proponendo ambientazioni ibride tra “diorami” (discretamente realizzati e non interattivi) e costruzioni LEGO distruttibili, coerenti con lo spirito dei mattoncini danesi.
Nonostante mostri la sua natura cross-platform, la grafica risulta piuttosto pulita e fluida, esente quindi da difetti come tearing, aliasing e stuttering a sporcare il quadro complessivo. Le minifigure sono ben fatte, animate in maniera impeccabile e, soprattutto, fedeli ai personaggi delle quattro pellicole cinematografiche. Dobbiamo solo segnalare qualche compenetrazione grafica di troppo, fortunatamente non in grado di minare il gameplay.
Nulla da dire sulla parte audio, sia le musiche che il doppiaggio in italiano sono stati presi dai film, quindi la qualità è assolutamente garantita ed esente da critiche.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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